FEDERER RE DI PARIGI, DANZANDO SOTTO LA PIOGGIA
Foto di Perunotas Tv, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Come Dorando Pietri. Finire come il maratoneta , stravolto e stramazzato a terra ad un metro dal traguardo e dalla storia. Era questo il rischio tremendo, che ballava nella mente di Federer come un tarlo angosciante. La tensione sul centrale del Roland Garros avrebbe ammazzato un toro, oggi. Tre finali consecutive perse a Parigi, il record dei 14 successi ad un passo, che lo stava lentamente logorando, oltre a diventare uno dei pochi eletti ad aver vinto tutti e quattro gli slam. E poi un cannibale, mancino e spagnolo, privo della di lui classe, ma disumana espressione di forza ed atletismo, che ne aveva lentamente neutralizzato colpi ritenuti inarrivabili e la sua ambizione di eternità sportiva. Se lo sarà sognato anche di notte, quel ragazzo che somiglia a Mowglii il selvaggio, che quasi a fargli un dispetto volgarmente umano, gli ha sbarrato la strada verso la leggenda. Un incubo che uncina, arrota ed osa arpionare i suoi ...