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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alexander Dolgopolov

INTERNAZIONALI D'ITALIA 2015 - PILLOLE E CURIOSITÀ, A ZONZO PER IL FORO

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Diario di bordo, da una canoa sul Tevere Un caldo bestiale mi accoglie al Foro Italico super blindato con tornelli e controlli, per evitare infiltrazioni. Essendoci su di me una taglia messa dalla Fit, mi sono camuffato mettenso baffi posticci alla Groucho Marx. Subito mi imbatto in un duo romantico-vintage, che trasuda ormoni erculei e voglia di divertirsi ancora da ogni muscolo:  Schiavone - Stosur  sulla Pallacorda.  Vorrei chiedere qualcosa, ma temo mi rispondano con un rutto, in canna dal 2010. A proposito di coppie di fatto, struggente nostalgia per l'idilliaco legame in frantumi tra Vinci e Errani , una volta tutti assieme: loro due, allenatori, parenti, bambini garruli. Ora la romagnola si allena con Bouchard (che si produce in qualche fuoricampo sbalorditivo). Alla faccia delle scelte tecniche, tra le due italiane sono volati stracci dopo il vergognoso doppio di Fed Cup, con tutta la ragione (e di più) dalla parte di Robertina. Ma, come nell'ex URS...

INDIAN WELLS 2014, TRIONFA FLAVIA PENNETTA, DJOKOVIC LA SPUNTA SU FEDERER

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Svogliate pagelle apotropaiche. Sontuosa analisi del torneo di Indian Wells, con dovizia di particolari e spumeggianti puttanate. Fondamentali sono i voti. Concentratevi sui numeri. Donne Flavia Pennetta. A furia di parlare di «meritata cornice» di una carriera, la brindisina sta spennellando quadri a ripetizione, per una nuova galleria. Dopo l'infortunio e il quasi ritiro, la semifinale a New York, i quarti a Melbourne e ora il successo a Indian Wells. Risultato enorme. Secondo solo al trionfo parigino di Schiavone. Fortunata a trovarsi una Radwanska menomata in finale, certo. Ma quando batti due delle prime tre al mondo più Stosur e porti a casa altre battaglie tra mulinelli di vento nel deserto, c'è poco da dire. Non una picchiatrice o iper agonista pelotara, tanto meno funambolo come Schiavone, ma esempio di come a 32 anni si possa migliorare ancora, con volontà e carattere da fimminazza salentina.  Capace di sopportare anche il toy-boy con occhial...

L'INCOMPIUTA DI DOLGOPOLOV, GULBIS COL N° 1 NEL MIRINO

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Ispirato da Sanremo, inauguro oggidì, seduta stante, una rubrica che oserei definire rivoluzionaria: «le pagelle del Lunedì», un po'  « Processo di Biscardi » , un po' pagelloni di Ziliani (o era Bargiggia? Boh). Rubrica infrasettimanale sarà invece «Chiedilo all'esperto», Luce dei Viventi, detentore del Sapere Tennistico Assoluto. Dolgopolov riaccende la luce . Dopo oltre un anno di sconfitte con l'atteggiamento di chi si vuole raccogliere verbene sulla Luna, riaccende le luci il sambodromo Dolgopolov, tutto guizzi, droppeggi e lampi da crotalo, spesso imprevedibili anche a se stesso. Proprio nei giorni in cui il sangue scorre nelle strade della sua Ucraina. Schianta uno spento Fognini 6/1 6/1 (la barzelletta sulla differenza tra un genio e sregolatezza autentico e un solido terraiolo che s'atteggia a meglio fico del Bigonzo, la sapete?), mancava solo gli dipingesse la faccia con un pennarello e facesse marameo. E si conferma ispirato contro Da...

CLASSIFICA DEGLI ALIENI TENDENZIALMENTE PERDENTI, LA TOP 5

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      Seconda parte della mia personale classifica (o vangelo, che dir si voglia), che fa seguito alla prima parte .  Qualcuno ha provato a dare una spiegazione razional-scientifica a questa classifica. Che non esiste. E’ solo una fatua elencazione di tennisti che mi piace guardare. Forse può esserci una ratio psicologica, al limite. Si tifa quello che si è, o che si vorrebbe essere. C’è chi ama Federer, in quanto mira alla grandeur. Al Goat. Perfezione assoluta e bellezza tecnica capace di dominare il mondo. Il soprannaturale ma tremendamente umano.  Poi c’è chi tifa Nadal perché vorrebbe la sua tenacia nel raggiungere obiettivi insperati. L’umano lavoratore che per abbattere divinità svizzere si trasforma in disumano. Robe così, insomma.  Io empatizzo con questi polli ruspanti, per lo più decerebrati, perdenti nell’animo o già morti, perché lo sono anch’io, in fondo. Non mi interessa il successo, la vittoria, la gloria. Di questi, spesso, caricat...

SERENA, "SPACCAOSSA", WILLIAMS

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Federer-Del Potro spettacolo. Serena a frantumar ossa e spocchia di siberiane urlanti e Ferrer di vanga contro lo spennellatore folle Dolgopolov. Così dissi, osservando lo scenario delle finali domenicali e mentre scorrevo i curriculum pervenuti (cerco abile pittrice immaginaria che dipinga la copertina di un mio romanzo inedito, meglio se ospite di un centro d’igiene mentale, tra le referenze). Chiaro che, come l’amato mentore Briatore, m’infastidiscono un poco i cv troppo lunghi. Non riesco a leggerli, guardo solo le figure. Facciamo che mi mandate la foto del culo, e così decido ben-bene e senza stancare le meningi in letture pedanti. Ma insomma, siamo andati poco lontani dalle previsioni. In tempi di terrificanti amazzoni con le minacciose sagome di Santanchè-Belfiore-Brambilla che avanzano in groppa ai loro ciucci, inizio doverosamente dalle donne. Serena, come da pronostico, domina anche l’ultimo atto di una stagione straordinaria. Che dopo Parigi, ha visto le a...

AUSTRALIAN OPEN 2012, GLI ORFANI DI COCCIOLONE

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Day 5 – “Ungi l’assi, ca la rota camina…” (Zu Binnu Provenzano o l’on. Casentino. Non ricordo) Cede di schianto Romina Oprandi , nel suo terzo turno degli Australian Open, alla tettuta valchiria teutonica, Julia Goerges . Si arrende, non prima d’aver illuso per un set e mezzo. Tedesca sotto tono, e quasi ridicolizzata da ricami e svolazzi. Non bastano le dita di una mano per contare i vincenti drop alati della nostra paffuta eroina dei monti. Circa dodici nel vincente primo set. Che diventano quasi venti, dopo un inizio di secondo set semplicemente delirante, infarcito di tocchetti da adepta del dio maramaldo, ed ancora smorzate. Anche quando non riesce alla perfezione, e l’altra la riacciuffa tirandole una roncola spaventevole che le rimbalza nei piedi, quella che fa? Partorisce un suadente pallonetto in controbalzo da funambola (difficoltà 2386 su 100). Tutto magnifico, perfetto, fino al 6-3 3-2. Poi si rompe l’incantesimo. Ancora il fisico che cigola, con tanto di intervento della...

US OPEN 2011 - SCHIAVONE, CHE PECCATO (NO, MA VERAMENTE)

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Day 8 – Dal vostro integerrimo conta-cantastorie, che ieri attorno alle 20, 11 ha messo a palla questa storica canzone celebrativa (di cosa? Immaginate, immaginate…). La palpitazione è a mille. I budelli fibrillano di patriottica emozione. Vuoi mettere? Francesca Schiavone si gioca l’accesso ai quarti. Peccato solo non poter beneficiare del commento tecnico di Fabretti. Innanzi a lei nuovamente quell’allegra lonza russa di Anastasia Pavlyuchenkova . Prevarrà ancora la “classe immensa” di Francesca o la violenza di Anastasia? Anche stavolta la spunterà la comprovata esperienza dell’italiana sulla freschezza spregiudicata della russa cicciottina? Il primo fotogramma che vedo riguarda l’azzurra. Si sta allegramente mungendo il pacco di gusto, come un cowboy avvinazzato. Un lieve imbarazzo mi percorre la schiena, ma va beh. L’incontro è abbastanza equilibrato e di agile lettura brail: Schiavone avrebbe tante soluzioni da mettere in campo, ma non capisce quale adottare. Alla fin...