VAMOS RAFA NADAL. ELOGIO DELL'ARRAPATOMANE SADOMASO
(Scusandomi in anticipo con i vecchi lettori - ne sarà rimasto qualcuno o siete tutti morti? - per le divagazioni e la lungaggine terrificante di questo quasi romanzo testamentario) *** Ho quarantatre anni e il dono di non ricordare ormai quasi più nulla. Talvolta di notte urlo "l'orrooooreeee!" come Boris Yelnikoff, addormentandimi col terrore di morire senza aver visto qualcosa di epocale. Un quadro che sfugge abilmente al disegno di un pennello incerto, nuvolaglia rossastra che come vascello suicida si staglia sui ghiacciai magicamente dissolti di Capo Horn prima che un subumano maniaco sessuale riesca a postarne lo scatto su Instagram. O gabbiani storditi volteggiare nel violento libeccio, lasciandosi trasportare come velieri inermi, prima di gettarsi in picchiata su un fetido mucchio d'immondizia. E poi le stelle, l'amore. "Non eri tu che volevi tatuarti 'se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi'?" sento squillare dalle...