Ve lo racconto io, wimbledon. Giorno 6. Facce nuove per la wta, Oudin e Lisicki
Lo chiamavano il cimitero dei campioni, in tempi lontani. Oggi impegnata su quel prato oramai spelacchiato, sgroppava leggiadra la nostra sorella di Varenne, per i freddi annali Helena Jankovic. La serba aveva il suo bel da fare contro la volenterosa teenager statunitense, Melanie Oudin , numero 123 al mondo e proveniente dalle qualificazioni. Volto da liceale yankee, che pare rubata ad una puntata di bayside school. La serba dal volto equino comincia nel suo esercizio preferito: pallate insipienti e monocordi, mai un rischio, mai un vincente. Non ha proprio il colpo finale, puro atletismo senza braccio. Continua a correre come fosse sullo sterrato di capannelle, e null'altro. La biondina americana non è certo un fenomeno, ma tanto basta. Viene da cinque battaglie vinte, tra qualificazioni e torneo principale. E' piccina di statura, corre, lotta, tira quando c'è da tirare. Ha una bella testa piantata nella partita, tutta tic, nervosa, frenetica, ansiogena. Si fa prendere...