Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2015

CHI FERMERA' IL CANNIBALE DJOKOVIC? PENNETTA SCOTTA

Immagine
Foto JC, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Giusto stilare un ponderoso punto della situazione al termine dello spumeggiante tour asiatico. Il tennis in Cina tira come un'esibizione di Albano  a Woodstock, un libro di Fabio Volo al circolo Jean Paul Sartre di Parigi, si sa. Avvolti da una sinistra coltre di smog, con effetto simile alla nebbiolina del Marakana durante Stella Rossa-Milan 1989, gli eroi della racchetta si sono dati da fare, tra svenimenti, malori e fughe notte tempo. Mezz'ora nell'inquinamento cinese equivale a due pacchetti di sigarette fumati, dicono gli studiosi. E in un simile proscenio, ideale per Marco Pannella e Camilleri, incurante di tutto, domina Novak Djokovic. Cannibalesco. Bestiale. Impermeabile, etc...etc. Senza enfatizzare nuove definizioni sensazionalistiche, il serbo in questo finale di stagione ha raggiunto un livello di tennis praticamente inarrivabile per gli altri. Ha davvero poco di umano, a vederlo, il serbo, con la c...

DOVE ERAVAMO RIMASTI...

Immagine
Foto di Steven Pisano, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Ah sì, certo. Al pre apocalisse. Prima dello Us Open, seguito con lo stesso afflato con cui assisto alla sagra della porchetta Miss Italia presentato da una delirante Simona Ventura non presente a sé stessa. Se non all'abusata “fiaba”, si può ricorrere ad altri termini per descrivere quanto è avvenuto nella grande mela . Qualcosa cui nemmeno un pescatore di Mazara colto da visioni mistiche causa sete nel deserto del Sahara e successiva cassa di Peroni gelate sbevazzata, avrebbe potuto credere. Vince Flavia Pennetta, a 33 anni, nel torneo, il suo preferito, già scelto come teatro delle sue ultime gesta racchettare. Magari da onorare arrivando alla seconda settimana. E invece riesce addirittura a vincere ottenendo un risultato cui non era mai andata nemmeno vicina nella sua lunga carriera. E a c ui minimamente credeva, volando con la leggerezza di chi non ha più niente da chiedere. C'è da gridare al...