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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

DIMITROV, IL POLSO BENEDETTO

  Un mio maestro ripeteva spesso che, per distinguere un fenomeno da un giocatore normale, bisognava fare attenzione a una sola cosa: la racchetta doveva diventare quasi il prolungamento del braccio di un tennista. E io pensavo a un pittore intento a spennellare la sua tela, con movimento sinuoso e armonico. Sono riuscito a rinvenire quella caratteristica, in quegli anni, in McEnroe, Gattone Mecir e pochi altri. In tempi recenti, sua divinità eccelsa Roger Federer. Ieri, guardando Dimitrov-Berrettini con il languido occhio sinistro, mentre il destro, più eccentricamente miope, andava su Bublik-Tiafoe, ho pensato ad un'altra sfavillante intuizione, non meno banale di quella del maestro. Grigor Dimitrov è uno dei pochi tennisti moderni capaci di far sembrare la racchetta un simbiotico strumento dell'avambraccio, ma è un'altra cosa a colpirmi maggiormente: il polso, con cui riesce a indirizzare la pallina quasi dando l'impressione di essere a mano nuda. Sgonfia bordate alt...

WIMBLEDON 2026: SERENA WILLIAMS FLOP, SI SALVANO SINNER E DJOKOVIC

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Serena Williams torna su quel centrale di Wimbledon che l'ha vista trionfare sette volte, all'età di quasi 45 anni. La regina è abituata a dividere, e ci riesce pienamente anche questa volta. Delusi coloro che si aspettavano una Serena spacca ossa come anni fa, ancora più affranti quelli che anelavano il fragoroso, pataetico, tonfo. La contemporaneità con l'epica battaglia punto a punto tra Berrettini e Stan the Man Wawrinka non aiuta, ma vedo un'americana entrare in campo senza voler strafare. Quasi cercasse di riprendere confidenza con i colpi. Ed è così per un set e mezzo, frenata, abulica e in balia della giovin avversaria, Maya Joint col suo bel tennis semplice e piatto.  La ventenne australiana, reduce da undici sconfitte di fila, sembrava ideale vittima sacrificale, invece non si fa intimidire. Smilza, roscia e coi brufoli adolescenziali, ha il suo bel piano in mente, che le riesce alla perfezione: giocare profondo, meglio sulle righe (roba che Djokovic alla sec...