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AUSTRALIAN OPEN 2010 - UNDICESIMA GIORNATA - SERENA WILLIAMS-HENIN, LA FINALE PIU' ATTESA

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Non ha potuto nulla la sorprendente nouvelle vague cinese. Tra Justine Henin e Zheng Jiae , non è parsa nemmeno una partita di tennis. Una scena più vicina alla lezioncina di tennis, che una mestra piuttosto puntigliosa e crudele, infligge alla maldestra allieva. La bacchetta severamente, e quella, a malapena sa impugnare la racchetta. La cinese si agita tutta e squittisce in modo insostenibile, come a volersi ribellare alla morte. Basta meno di un ora all'ex regina belga, che lascia per strada un solo game. Zheng torna a casa, e per molto tempo ricorderà la lezione. Viene da chiedersi come abbia potuto arrivare in semifinale, un simile affarino. Curioso e rumoroso, quanto un giocattolo per bambini. Henin vola in finale, dopo aver superato un tabellone, simile ad un campo di guerra minato. L'altra figlia dell'impero cinese, Na Li , ha invece reso la vita più complicata a Serena Williams . Se non altro ci ha provato, in virtù di un tennis prevedibile, ma un filo meno arra...

Australian Open - nona giornata - Nadal, la resa dell'irriducibile ferito

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Appiccio il vile strumento multimediale, e pare vi sia una strana atmosfera mistico-religiosa, a dirigere le sorti di un triste match di quarti di finale. Marin Cilic , allampanato e ombroso croato di Medjugorje, è nel culmine di una delle sue proverbiali amnesie da pastorello visionario. Deambula lento ed impacciato, aggrotta, impotente, le sopracciaglia da gobbo di notre dame. Scruta terrorizzato il suo angolo, come in preda a crisi di panico. Si è appena fatto recuperare due set di vantaggio, da Andy Roddick . Il solerte speaker ricorda come l'americano sembrasse morto, sul punto del ritiro, alla conclusione del secondo set. E invece ora è risorto, come un Lazzaro col cappellino e senza occhi. Il buon Andy ha anche guadagnato in protervia, da quando un luminare allenatore, gli ha insegnato che al tennis si gioca pure col rovescio, e che il baseball è un'altra storia. Vaga per il campo con l'aria di chi vuol strillare al mondo: "ce l'ho pure io il rovescio!...

US Open 2009 - undicesima giornata - Cilic, l'Ivanisevic al contrario

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Marian Cilic , a guardarlo, pare un triste suonatore di fado, in riva al mare, col tramonto che cala inesorabile e malinconico. Pensa a quale infimo senso possa avere la vita, e continua tra quelle note mortali. L'espressione cupa, i movimenti placidi da slavo atipico. Due giorni prima, aveva irriso il fine piano strategico del Napoleone di Scozia coi canini aguzzi, Andy Murray, apprendista campione. Lo aveva fatto saltare a suon di accelerazioni di dritto e servizi. Quasi irriso quell'altro, che vagava come un allocco con le piume bagnate, schiavo del suo stesso tennis alla ketamina. Andy monologava impotente, guardando gli spettri danzanti della sua stessa immagine, sollevava la coppa di uno slam al cielo e si puliva il culo con la mail della regina. Poi s'è svegliato ed aveva già perso. Marian è stato bravo a non farsi ingabbiare, a lui che è già un gibbone dormiente, il tennis soporifero degli strateghi scorre via sulla pelle. Qualche impasticcato in crisi d'a...