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Visualizzazione dei post da agosto, 2009

US Open 2009. Sorteggi e tabelloni maschili, femminili e delle eventuali Semeya

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E' andata bene ad alcuni, meno bene ad altri. Malissimo, a prescindere, per gli italiani. Nadal capita dalla parte di Murray, Djokovic in quella di Federer. Ma vediamo dall'alto in basso gli ipotetici quarti di finale, con annesse mine vaganti e totani urlanti. Uomini Federer-Davydenko . L'elvetico arriverà ai quarti in babbucce e con le gemelline in groppa, ed in semifinale mentre si rade, fischiettando un'arietta della Carmen. Possibile, solito, folkloristico patema Hewitt al terzo turno. L'australiano non è ai livelli del passato, ma per batterlo devi giocare bene, dice il saggio. Si può far finta di crederci o pensare che per Roger sia solo una specie di esame di scuola media. In ottavi, uno tra chiappa tumida Blake , pantegana arrotante Robredo , Kunitsyn o un venditore di hot dog, che impietosito dalla scarsezza di questi, s'improvviserà tennista. Non è stata generosa la dea bendata col povero Nosferatu russo Davydenko, come se madre natura non fosse ...

US Open, pronostici. Il più grande esperto di tennis al mondo, anticipa come finirà

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La settimana che precede gli Us Open di tennis, vede figure di seconda linea (uomini/donne) impegnate nel torneo di New Haven. Dove non conta, ovviamente presenti i quattro alfieri italiani, sempre illuminati nello scegliere la programmazione. Accuratamente preparatisi al cemento americano, sgambettando sulla terra rossa europea. E poi la malvagia dea bendata si diverte a non farli arrivare mai alla seconda settimana negli slam. Pensa te. Ma passando al tennis che conta, i freschi Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, hanno fonito un quadro abbastanza chiaro sui favoriti, e possibili outsider del torneo newyorkese. Uomini Federer 35% . C'è tutto Roger Federer, nei due tornei giocati. Svagato, sonnecchioso ed al limite dell'imbarazzante a Montreal, dove riesce a farsi recupersre il 5-1 al terzo, da uno Tsonga menomato e che ambiva al massimo ad una doccia refrigerante. Una partita che avrebbe portato a casa anche Paolone Bertolucci (versione attuale). Regale, luccicante...

Bolelli, un'estate da leone

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Capita di scrivere di Petzschner che batterà Nadal, e qualcuno avrà preso la burla surreale per vicenda seria. Succede di leggere articoli seriosi, dei soliti commentatori italioti, e ci si fa grasse risate. Il sugo della questione: Ieri, nel primo turno del Masters 1000 di Cincinnati, si affrontavano Philipp Picasso Petzschner e l'impavido eroe italico, Simone Bolelli . La partita non l'ho vista, per motivi di salute: Una sbronza paurosa, ed i postumi che ancora mi porto attaccati come ricci di mare avvinghiati allo spaghettino col sughetto di mare. Niente paura, se ne può scrivere ugualmente. Semplicemente, commentando il risultato e come è stato accolto. Meglio di chi finge di aver visto, ed inventa frescacce buone per i chirichetti. Stamane leggevo distrattamente alcuni commenti. Grosso modo, il tenore di quasi tutti, era: "Ennesima occasione sprecata per Simone Bolelli, dopo le ottime qualificazioni (ha sconfitto dei pupazzetti del circo n.d.r), il talentuoso ital...

Montreal, tra i miseri resti di Nadal e le amnesie surreali di Federer, sbuca la regolarità inguardabile di Murray

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Nel Masters 1000 di Montreal, le maggiori curiosità, al limite del morboso, erano riversate su Rafael Nadal . Bisogna aspettare il terzo incontro per capirci qualcosa. Il connazionale Ferrer che si rompe un ginocchio, e Petzschner che (al solito) si frattura le meningi, illudono ed allungano l'attesa. Nei quarti, regge appena un set, prima di essere brutalmente spazzato via, come fosse uno qualsiasi, dalle sventagliate terrificanti del bombardiere di Tandil Del Potro, che mostra tutta la cruda ed evidente realtà. Nadal è una specie di fantasma che si trascina sofferente. Semplicemente improponibile, e doloroso a vedersi. Almeno questo, non era difficile da prevedere. Complimenti agli sciacalli che lo stanno distruggendo, gettandolo nell'arena in simili condizioni. Un discreto Tsonga raggiunge Federer nei quarti. La partita di gran lunga più interessante del torneo, facile a prevedersi. Nessuno invece avrebbe pronosticato potesse raggiungere picchi della più alta tragicommedia...

Così Petzschner batterà Nadal

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Leggendo il tabellone del Master 1000 di Montreal, pensai e scrissi: “Al terzo turno Nadal potrebbe trovare il nostro adorato Picasso. E perderà due set a zero. Il problema per il tedesco semmai, è arrivarci al terzo turno.”. Bene, ci è riuscito con due rutilanti prestazioni da virgulto saettante: due set a zero a “Jeffrey Dahmer randellatore cannibale” Querrey (uno cha veniva da tre finali consecutive), due set a zero alla “pantegana arrotatrice iberica” Robredo. Sulle condizioni di Nadal invece, ancora fitto mistero bulgaro. Malato immaginario con la paura di farsi male seriamente, stipata nella mente come un tarlo angosciante, o tennista arrivato alla frutta, a soli 23 anni. Non è dato sapere. Una sgambata in doppio, e qualche games prima che Ferrer si ritirasse per infortunio, non hanno chiarito niente. Bel paradosso, l'azzoppato che passa contro uno che si azzoppa. Ed ora? Confermo tutto. Petzschner versione Picasso pennellatore venuto da galassie future e imperscrutabili, ...

Pillole di tennis dal mondo, aspettando Flushing Meadows

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Foto di Charlie Cowins, Licenza Creative Common CC-BY 2.0 Occorre fare alcune precisazioni, a completamento dei post precedenti. Rafael Nadal . Raccontai della sua, al solito, sincera intervista. Diceva di sentire ancora dolore alle ginocchia, di aver sbagliato a giocare troppo assuefacendosi al dolore, e concludeva escludendo una partecipazione al Master 1000 di Montreal. Nemmeno 12 ore, ed il factotum-negriero-domatore zio Tony, preoccupato che il suo puledro di disabitui alla sofferenza, sentenzia con sicurezza: “Rafa giocherà a Montreal”. E Kunta-Kinte Nadal risponde: “Obbedisco”. Per la serie, a furia di scrivere fregnacce, spesso ci si prende. Mi chiedo, a quando la rivolta degli schiavi? In Canada giocherà, forse arriverà pure in fondo, se ha un briciolo di condizione. Ma occhio, al terzo turno potrebbe trovare il Picasso-scasso Petzschner, che gli darà due set a zero. Il problema è che il nostro pittore stralunato, al terzo non ci arriverà. Richard Gasquet . La federazione ...

XAVIER MALISSE, IL BELLO INDOLENTE RIEMERGE, MISCHIATO TRA LE PLEBE

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A Gramby, ridente paesino canadese che richiama ad acciaierie, agonie delle salamandre a tre occhi e tanto altro ancora, si giocava un torneo challenger. Tra giovanotti di belle speranze, eterni mestieranti americani del cemento e carneadi assoluti, ecco spuntare Xavier Malisse, il pigrone. Chi non avesse una conoscenza profonda del tennis, vedendo la foto, sarà portato al facile errore. Sarà un attore del cinema, oppure il famigerato ed attesissimo nuovo centrattacco del Milan Berlusconiano versione “tiriamo la cinghia che a natale te lo faccio il regalo”, raccattato per la strada? Mancherebbe solo lui, ma il premier volpone, pur avendo compreso che i tifosi rossoneri, per acume, non brillano più degli elettori generici, non ci ha ancora pensato. Xavier è un belga 29enne, e sulla carta d'identità c'è scritto “tennista”. A fine luglio, la classifica lo riconosce del numero 200 (e dispari). Eppure era un predestinato del nuovo millennio. A sedici anni, in allenamento, diede...

Nadal, ginocchia logore e lo spettro del ritiro

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La torrida estate d'avvicinamento agli Us Open, comincia con stordenti dilemmi. Che fine ha fatto Roger Rabbit Rafael Nadal? Starà rosicchiando carote nel suo villino di Maiorca? Quando rientrerà? Sarà in grado di competere sull'arroventato cemento di New York? Un alone di mistero angoscioso (ma anche no), ha avvolto lo stato delle sue giunture. Quasi fosse un presidente dell'unione sovietica negli anni 70-80. Per intenderci, quelli che parlavano al popolo, riferivano che andava tutto bene, ed erano morti e imbalsamati col sorriso stampato in faccia, da almeno sei mesi. L'epopea del campione nudo ed in disarmo, possiede sempre un macabro fascino. Per un anno ci si è interrogati sul malessere di Federer, per poi scoprire tutti che non era in crisi. Semplicemente aveva trovato qualcuno capace di batterlo nelle finali. Al più una crisi compulsiva da rigetto verso l'idea dell'umana sconfitta. Questo dicono le sei finali di slam consecutive, raggiunte da “uno in c...