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Visualizzazione dei post da marzo, 2011

IL VECCHIO THOMAS MUSTER E LA DISFIDA DI BARLETTA

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Un vecchio avventore mi ha aperto le vie del paradiso e, più precisamente, l'uscio del circolo tennis di Barletta, dove è in via di svolgimento il prestigioso Challenger. Direte, il Picasso s’è giocato l’ultima rotella che girava in senso orario? E’ andato nella cittadina della disfida per espiare qualche colpa, sorbendosi le evoluzioni del giovane e sponsorizzatissimo (dai soliti sapienti conoscitori) Trevisan? O il tennis champagne del “perdente fortunato” Gianluca Naso? Acclamatissimo il bravo ragazzo di Sicilia, specie dai dannunziani esteti in crisi d’astinenza, che si sciolgono come giuggiole appena scorto qualche bel colpo pulito di un italiano.  Oppure il Picasso ha voluto riappropriarsi dell’idea di bruttezza del mondo affrontando a petto nudo i terrificanti pallonettoni mancini del vecchio, eroico, Alessio Di Mauro? Agghiacciante certo, ma uno dei pochi a risultarmi quasi commovente per la mestierante abnegazione lasciata ad ogni scambio sull’argilla, assieme al sudore....

MASTERS 1000 MIAMI – PRONOSTICI OTTAVI, TRA MEZZE SORPRESE E SCONTATE CONFERME

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Breve premessa per i lettori indesiderati (da me, ma anche dalla vita). Già me li vedo con quegli occhietti simili a capocchie di spillo, madidi di nulla e scossi dalle tormentose angosce da portinaia baffuta. Io, qui non vi voglio. E per i più ardimentosi: se invece delle mail inviate dei commenti, non ve li pubblicherò di certo, ma avrete acquisito lo status di mezzi uomini (da quartini che ora siete). Ci sono attività alternative alla lettura di questo blog, chessò, andare in riva al mare (o al lago), guardare la luna che si specchia nelle acque appena scosse da una lieve brezza di maestrale, e masturbarvi immaginando Seppi, il gran talento Trevisàn o Uros Vico se vi piace il tennis d’attacco. Venendo alle cose serie. Allineati gli ottavi del Masters 1000 di Miami. Torneo seguito a sprazzi, ma tanto basta. Molte, più che preventivate, sorprese nominali (le scontate dipartite dell’infortunato Soderling, di phantomas Murray, del calante Roddick e di un sempre più pateticamente tara...

INDIAN WELLS 2011 - BILANCI, PAGELLE E QUELLA INSANA VOGLIA DI "FLOORBALL"

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Novak Djokovic: (non me la sento). Atteggiamento marzialmente insopportabile, strabico sguardo di demente sfida. Fantasia tennistica di un tostapane, noioso, monotematico e repellente quanto un'iguana delle Galapagos cosparsa di guano. Eccolo il futuro del tennis mondiale, in tutto il suo splendore. Un soldatino di cera ponga che corre tutto ritto e si snoda in tre pezzi, recupera e tira. Fa venir voglia di esplorare nuovi orizzonti sportivi ed appassionarsi al “floorball” o alle “freccette”, perché un Tommy Haas che lo ridicolizzi facendone emergere tutta l’inumana costruzione tennistica, pare non trovarsi in giro. Qualcuno potrebbe contestare in modo scomposto. E ne ha ben donde. Innegabile quanto il serbo sia migliorato rispetto ai mesi scorsi. Tocca ammetterlo. Non ostenta più quelle tragicomiche imitazioni da guitto del Bagaglino. Nessun camuffamento da Groucho Marx, alla estenuante ricerca di suscitare gran simpatia nella mente di qualche pazzo. Prendete lo strangolatore di...

INDIAN WELLS 2011 – OTTAVI MASCHILI, I PRONOSTICI DELL’ORACOLO

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Vediamo un poco, cosa si riesce a cavare fuori dagli ottavi di questo torneo fino ad ora ricco di gran sorprese, qualche eliminazione pseudo-eccellente ed italiani come da pronostico (di chi ha conservato mezza diottria dall’infestante morbo dell’insipienza) fuori dall’inizio: pronti, via, fuori! Nadal-Davverman 1. Il numero uno al mondo tornava dopo la via crucis con cui aveva accompagnato Ferrer in semifinale a Melbourne. Il tabellone gli ha dato in pasto comodi materassi in piuma di struzzo su cui adagiarsi. Qualcosa (ma solo qualcosa) in più dovrebbe offrire Somdev Davverman, numero uno indiano in crescita (già una finale Atp nel 2011), capace di spaventare la Serbia in Davis e ad Indian Wells di spuntarla in volata su Xavier Malisse, eterno ed infermo talento bruciato in onore di qualche divinità infernale protettrice dell’ozio maledetto. Al di là dell’ingannevole aspetto da Ronaldinho Gaucho, difficilmente Somdev esibirà circensi numeri da inutile foca ammaestrata, ma sarà pr...

INDIAN WELLS 2011 - OTTAVI FEMMINILI, PRONOSTICI DELL'IMPLACABILE ESPERTO

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Jankovic-Ivanovic 1. Derby serbo da leccarsi i baffi. Morire schiattati per l’inedia urticantemente frustrata. O non vederlo. Se proprio vi capitasse di seguire qualche lacerante scambio, date senso a quei minuti con l’unica attività pseudo-divertente: Osservarle come fosse un film muto tragicomico o provando rinvenire nelle loro gesta una parvenza di cervello tennistico grande almeno quanto un cecio nano del Nebraska e funzionante per un quarto. La bellissima (quanto un incubo notturno dopo aver mangiato due kg di peperoni verdi fritti ed essere morti due volte) Jelena, dopo mesi passati a sgroppare come una Varenne anchilosata, sembra in discreta forma fisica e capace di congegnare l‘unico tennis alla sua portata: scomposta corsa trottante, spaccate e recuperi. Se non eccede, vince. Se pungolata nell’orgoglio dal tremebondo confronto tra starlette (nell’immaginario di menti malate), ed inizia a voler tirare vincenti che non possiede trasformandosi in “regolarista fallosa”, il match...

DOKIC E PETZSCHNER, UN TRANQUILLO WEEK END DI DELIRIO

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L'improvvisa zampata di Jelena . Non sarà certo Wimbledon, dove una Jelena ancora sedicenne e di nazionalità serba, giunse in semifinale. Ma Kuala Lumpur finirà per valerne cento, di championships. Molti anni e chili dopo, ma liberatasi dalla opprimente cappa d’orrore rappresentata dello squilibrato babbo, riecco la nuova Jelena Dokic . Quasi inattesa, a simili livelli. Un torneo condotto sul filo del rasoio e vinto lottando come una tigre della Malesia, fin dal dal match d’esordio. Sull’orlo della sconfitta con Francesca Schiavone, prima che l’italiana urlante mollasse gli ormeggi per un presunto infortunio. E poi ancora ad un quindici dalla sconfitta con la tascabile bambolina di Osaka Karumi Nara di cui son già pazzo (Karumi è questa qui , con tremolanti fiammelle d’emozione contrita negli occhi a mandorla, come in un cartone animato. Guardate tutte le foto, comprese quelle in cui i suoi 142 centimetri scarsi svettano tra la bambolona Wozniacki e la maschia Schiavone, e pr...