Romina Oprandi, l'audace volo di una tortorella ferita
La guardavi palleggiare durante il riscaldamento, cappellino al contrario calato in testa, pantaloncini e piercing sul labbro. E proprio non capivi cosa centrasse quella curiosa ragazzotta con il tennis. L'incontro cominciava, e la buffa e pesante sagoma bionda si tramutava in aggraziata e leggiadra tortorella volteggiante. Il campo diveniva un prato stracolmo si fiorellini delicati, che lei coglieva con dolcezza inebriante. Come per divertito miracolo degli dei, il grottesco elefantino d'improvviso prendeva a fluttuare come una piuma, leggera e leziosa, accarezzata e condotta da vento propizio. Il dipinto di un anacronistico mistero, inspiegabile agli occhi umani. Romina Oprandi, incurante di tutto, inscenava la sua opera burlesca, fatta di tagli, ricami e smorzate improvvise. L'apice della sua storia da raccontare si ha nel 2006, durante gli Internazionali d'Italia di Roma. Non le ci volle molto per trascinare il pubblico del Foro, a tratti chiassoso e maleducato, ...