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Visualizzazione dei post da aprile, 2012

FOGNINI, ED IL TENNISTICO TRIKKE BALLAKKE

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Ancora fremente e sconvolto per la vera notizia della settimana, provo a scrivere di tennis. Ma proprio non riesco a farmi capace di come Belen, dopo anni in compagnia di un mezzo galeotto che viaggiava sulla sua Porche a 300km/h, abbia rischiato di schiantarsi sulla sella di un “Sì-Piaggio”, assieme ad un bimbominkia. Ma bene, diamoci al tennis. Ed alla settimana di ordinaria cammellata tennistica di Fabio Fognini, tra i monti Carpazi. Barba caprina, atteggiamento di contenuta spocchia e minori fughe della realtà, valgono la prima finale in carriera a quella che rimane la nostra migliore prospettiva tennistica, nel breve periodo. Il resto però, è il solito trikke ballakke di un ragazzo che a tratti pare credersi Gesù nel Tempio del tennis e che, se capisse d’esser solo un umile arcangelo delle media borghesia racchettara, potrebbe fare cose discrete. “Con quella faccia un po’ così … che abbiamo noi prima di andare a Genova … ”, swingheggiava Paolo Conte. Richiama proprio...

FED CUP, E I DANNI DELLA GRANDINE

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Pare che i responsabili del palazzetto di Ostrava, abbiano chiesto gentilmente al nostro capitano di levare, alla svelta, il disturbo. Temevano procurasse un terremoto, un incendio, o l’invasione delle locuste assassine. In partenza per Hong Kong, ove tenterò la difficile vittoria nell’internazionale torneo di “insulto acrobatico con scappellamento a destra, come fosse Antani”, ne approfitto per fare un breve sunto dell’elettrizzante settimana tennistica. Inizio con le donne, sia mai che qualcuno osi scambiare la mia fiera misantropia per vile misoginia. Un bravo politico pensa sempre alle future generazioni, più che alla sua. Allo stesso modo, anche un bravo tecnico sportivo, penso. Capitani coraggiosi, con chiome scosse dal vento.  Che le azzurre avessero ben poche chances di battere la Rep. Ceca sul veloce di Ostrava, lo sapevano anche in Tasmania. Una ed obbligatoria, era la via per il miracolo: portare a casa i due punti di Safarova e giocarsi tutto nel doppio. Per...

TO ROME WITH LOVE

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La triste storia di un “ giovin signore ” , nelle sue annoiate vacanze romane Tutto quello che seguirà è frutto della disturbata fantasia di un autore inesistente. Invenzioni immaginifiche traviate dagli oppiacei, semplicemente. Nessuna novità, forse. Ho accettato, chinando il capo, che Djokovic diventasse numero uno. Cosa vuoi che sia il resto? E’ nei momenti più difficili che un uomo deve mostrare il petto, esponendosi coraggiosamente al pubblico ludibrio ed al cicaleggiante afflato di linciaggio. Un uomo, mica un nickname. Non voglio tediare l’inconsapevole lettore con le amene e tristi vicende del torneo monegasco, in corso di svolgimento nelle principesche paludi. E’ assente Federer, ok. Manca lo svitato pittore tedesco Petzschner, rimasto a casa a leccare, come un’anatra squilibrata,   le ferite  di un’esistenza malvagia. Ma è altro, quello che mi interessa. Torno a quel coraggio di mostrare il petto villoso su cui sparare. Ci sono le prove, tanto. Tracce ...

FLAVIO CIPOLLA, E QUEL MAGNIFICO ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

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Leccando un rospo allucinogeno e dissertando dell ’incontro tra Benoit Paire e Flavio Cipolla , in scena domani a Casablanca. (Da un commento a due dita, lasciato su un sito di censori). Benoit Paire, se in giornata, esprime un tennis fantastico. Molto (quasi tutto) dipenderà da lui, dal piede con cui scenderà dal letto. In Marocco, sia con Young che contro il tedesco Bachinger, ha mostrato i soliti picchi e le tragiche pause. Un tennista intelligente tatticamente e costante come Cipolla, potrebbe approfittarne. Noto ora un fatto curioso. Tutti a riconoscere, con afflato di estatica ammirazione, piena dignità tecnica a Flavio Cipolla. Molto benissimo. Non è mai troppo tardi. Per mesi era stato trattato come ignobile bacherozzo senza arte né parte, al confronto di grandi cigni talentuosi e assai divertenti a guardarsi: Bolelli, Starace, Seppi (pure Trevisàn ed un termosifone). Già, perché il tifoso medio italiano, malgrado possa contare su tennisti di tal risma, si permett...

I NUOVI MOSTRI

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Nelle intense e spirituali giornate di capretti da latte sgozzati sugli altari del redentore, ecco un gustoso preludio alla terricola stagione rossa. Occasione, i quarti di finale di Davis Cup. Tutti e quattro giocati su terreni argillosi. Che non esistano più le mezze stagioni  e che invece nel tennis sia stata ormai creata una specie di superficie buona per ogni tennista (cemento lento, terra veloce, erba pasturata con segatura ed un filo di sabbie mobili) è cosa nota. Rimane comunque una piccola, sempre più assottigliata, ma talvolta significativa, differenza. Su quella deve avere fatto affidamento il capitano francese Guy Forget, furbo come una faina fasciata in sadomaso vestitino di latex, nello scegliere la terra battuta. L’illuminato sacrificio pasquale:   Prova a s puntare John Isner ed il resto della truppa Yankee, zavorrando scientemente anche il proprio numero uno Jo Tsonga , che su quella superficie raramente è andato oltre le eroiche gesta da goffo balen...

MASTERS 1000 MIAMI - DJOKOVIC, L'INVASATO AUTOMA DA NUMERO UNO

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Settimana a Miami all'insegna del numero uno serbo, tornato angosciosamente dominante. Nadal caso clinico da lazzaretto. Federer sorpreso dall’orgoglioso ritorno targato Roddick. Murray, amen. Sorpresa Monaco, esempio per  molti dopolavoristi. Promossi, bocciati e rimandati (non dico dove). Novak Djokovic: L’inumano robot invasato. Messi alle spalle gli acciacchi post Melbourne, torna a dominare le scene. Un automa orridamente snodato, fisicamente impermeabile, con la faccia da “Aigor” ed il temperamento di un tagliatore di gole ultranazionalista. Freddezza ed esaltazione. Gesti meccanici, ma snodati. Metallo e cera ponga. Tutto, clamorosamente in uno stesso “essere” congegnato da chissà quale squilibrato 106enne scienziato tedesco rapito dai servizi segreti serbi. Parrebbe controsenso, ma non lo è. Oscena antitesi della bellezza tecnica, ma tragicamente perfetto per quella cosa che è diventato il tennis moderno. Una specie di videogame a velocità folli, con mostruosi r...