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Visualizzazione dei post da settembre, 2013

TOP 10 ATP – TENNISTICO VANGELO. I MIGLIORI DIECI TENNISTI VIVENTI, BELLI E PERDENTI - Part 2 -

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Seconda parte della mia personale classifica (o vangelo pornografico, che dir si voglia). Erano 16, ma 6 li ho dovuti escludere, perché top 16 suona peggio che top 10. Qualcuno ha provato a dare una spiegazione razional-scientifica a questa classifica. Che non esiste. E’ solo una cazzara elencazione di tennisti che mi piace guardare. Forse può esserci una ratio psicologica, al limite. Si tifa quello che si è, o che si vorrebbe essere. C’è chi ama Federer, in quanto mira alla grandeur. Al Goat. Perfezione assoluta e bellezza tecnica capace di dominare il mondo. Il sovrannaturale ma tremendamente umano. Poi c’è chi tifa Nadal perché vorrebbe la sua tenacia nel raggiungere obiettivi insperati. L’umano lavoratore che per abbattere divinità svizzere si trasforma in disumano. Robe così, insomma. Io tifo questi polli ruspanti, decerebrati, perdenti nell’animo o già morti, perché lo sono anch’io. Non mi interessa il successo, la vittoria. Di questi, spesso, caricaturali figu...

TOP 10 ATP – I MIGLIORI DIECI TENNISTI VIVENTI, BELLI E PERDENTI - Part 1 -

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Avrei dovuto postare questa classifica dopo quella femminile ma poi, travolto dagli eventi, m’è passato di mente. Ne ho approfittato per inserire anche dei video tutorial, come una fascion blogger qualsiasi. Passati ormai secoli dalla prima classifica dei miei rampolli (pare ieri, ma alcuni di essi hanno appeso la racchetta al chiodo e argentati come Formigoni paiono pronti al trono «anziani» di Uomini e Donne), mi pare doveroso mettere un punto e a capo anche per la classifica maschile. Chiarire i fatti. Regole base, le stesse. Scordatevi ordunque compulsivi arrotatori muggenti, americani scappati dalla casa base del terzo inning, perfettini e impostati colpitori senza scintilla, italiani noiosi come tedeschi che giocano a carte in un ospizio di Buchenwald, o campioni di slam vittime dello strano morbo vittorioso che tutto svilisce. E’ la follia, a dominare questa classifica. Genio pazzo, surreale, che può sfociare nel ridicolo, tragico o splendido. A seconda, è lì ...

US OPEN 2013 – IL TRIONFO DI «RAFA SUPERMAXIEROE» NADAL. PAGELLE MASCHILI

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Uno che adorava i Led Zeppelin, godeva pure con i Guns N’Roses, ma proprio non sopporta i Tokyo Hotel. Rafael Nadal . Giunture, legamenti, tendini rotulei e letterarie epopee delle minchiate. Da quando è tornato, tranne parentesi monegasca e comparsa a Wimbledon in cui si trascinava come soldatino di balsa causa ginocchio «martoriato», ha frantumato avversari, scartavetrando palline e superfici di gioco. Anche sul cemento, a lui non congeniale non certo per velocità di rimbalzo, quanto per le cruente torsioni cui deve sottoporre le ginocchia. Che, evidentemente, staranno di lusso visto come se lo mangia. Quasi lo spacca: Montreal, Cincinnati e New York, dominio assoluto. Titolo slam numero tredici e avversari piegati alla legge di «Rafasupermaxieroe». Anche quel Djokovic che due anni fa sembrava avergli trovato le giuste contromisure. Il resto sono chiacchiere, sceneggiati che ognuno può farsi, a mezzo tra «Csi», «Miami Vice - squadra antinarcotici - », «Gr...

US OPEN 2013 – PAGELLE FEMMINILI, SERENA WILLIAMS FA «17»

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Serena Williams. Serena «spaccaossa» Williams vince il suo diciassettesimo slam. A 32 anni. Qualcuno le riferirà che nella Smorfia napoletana 17 è  «'a Disgrazzia» e lei si toccherà i gioielli di famiglia.  Lascia le briciole fino alla finale in cui s’incarta fino all’inverosimile, complice la tormenta, Vika indemoniata e lo spirito di Bersani che la possiede all’improvviso. Incapace di chiuderla, tra refoli di vento e mezzi suicidi. Al terzo set smette quell’ignobile gara di urla tra savana e sala parto, non ruggisce più, pensa a giocare facile e domina 6-1. Ci voleva poco. Voto 8 Victoria Azarenka. Più che in un campo da tennis ti aspetti di vederla al campionato di rutti in scena a Kuala Lumpur. L’orrore che si sublima nel trucido. E lo spettacolo s’impreziosisce ogni volta di un nuovo, raccapricciante, tassello kitsch. Fino a quando qualche benefattore non la fermerà. L’immagine dell’alone di sudore attorno all’ombelico e il gonnellino-pantalone ascell...

US OPEN 2013 – WAWRINKA E GASQUET, SOGNI DI ROVESCI INFRANTI DI FINE ESTATE

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Dal vostro inviato da Gigi il Troione, mangiando mega cofana di spaghetti alla puttanesca (appena finito il digiuno per la pace, ovvio) Addio amato e detestato «Super Saturday», ecco un normale Saturday di semifinali maschili. I rovesci di Wawrinka e Gasquet, diversamente belli, provavano a scombinare i piani di una scontata finale. Non so quanti, dopo l’incredibile prestazione offerta a Melbourne, si aspettassero altra prestazione monumentale da Stan Wawrinka . Con un velo di pomata (clerasil, azzardo) sul volto, Stan prova a difendere i preziosi brufoli dal brutale sole a newyorchese a perpendicolo. Poi si piazza in mezzo al campo e inizia a spanciare colpi. Borioso, splendidamente incurante. Mena Nole con dritti e manrovesci da stropicciarsi gli occhi. E il normale paradosso è come il numero uno serbo non possa farci niente. Nulla, se non assistere allo spettacolo. Incassare, provare a restare in piedi. Trascinare quel torello scatenato alla lunga distanza e s...

US OPEN 2013 – IL TORNADO AZARENKA FERMA PENNETTA

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Dal vostro inviato alla Festa dell’Unità di Torricella Peligna, col banchetto radicale di raccolta firme. Cacciato via con veemenza. «Meh, vattene di qua stronzonaccio. Valle a raccogliere ad Arcore da Berlusconi, quello che vi ha firmato i Referendum!», fanno quelli che con Berlusconi governano amabilmente La cosa straordinaria è come il pubblico americano abbia adottato Flavia Pennetta . In modo naturale i nuovayorkesi la sostengono come fosse una simpatica «paisà». Sarà per la sua composta eleganza e bellezza, sobria e mai fuori dalle righe e per le belle prove offerte in passato su quel campo, mi dico. «Ma non hai visto contro chi gioca? Simpatizzerebbero anche per Satana, se giocasse contro quell’affare lì. Chi diavolo è una lottatrice di sumo o una lanciatrice del martello?», fa un mio amico, digiuno di tennis ma più intuitivo e meno romantico di me. In effetti, guardo Victoria Azarenka nel suo solito, trucido, spettacolo ululante da antifurto guastato e capi...