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Visualizzazione dei post da settembre, 2017

US OPEN 2017 - PAGELLE FINALI

Uomini Rafa Nadal 8 . O 16, il culo. Poteva perdere da almeno 5 o 6. Non ne incontra nessuno, ma neanche un top 50 fino alle semifinali. In semifinale i resti esausti di un mezzo Del Potro (28) e in finale il temibile palo di frassino Anderson (21). Tutto senza nemmeno ingranare la quinta e preservando anche energie per il finale di stagione in cui deve conservare coi denti il numero uno. Il culo però aiuta gli audaci e negli slam può succedere di tutto, specie in questo, atrocemente monco. Per il resto, solita esibizione di ferocia agonistica e mentale, ma ne bastava la metà. Pareggia Federer (di cui è perenne incubo) in tutto, slam e 1000 vinti in stagione. Kevin Anderson 7 . La morte in permesso. Potrete dirlo ai nipoti: ho visto questo fluttuante tronco di arbusto gigante che pare doversi spezzare al primo refolo di vento, arrivare in finale in uno slam, complice un tabellone da Atp 250. Comunque bravo a spuntarla nella bagarre horror-splatter tra lungagnoni nella parte bassa....

LA VARRA E LA GARRA: ELOGIO DI JUAN MARTIN DEL POTRO

Solo una cosa avrebbe potuto salvare questo Us Open 2017 monco e azzoppato all'altra gamba dal simpatico Murray, da una deriva cloroformica: l'ennesimo kolossal tra Federer e Nadal (sebbene di semifinale) ancora inedito a New York o lo sbocciare di un giovanotto della nuova generazione. Nulla di più sbagliato. Dal torpore ci salva il gigante compassato, Juan Martin Delpotro. Due, osservandolo in questa seconda vita sportiva, sono le prime parole che mi vengono in mente: "sofferenza" e "orgoglio", ancora prima di "violenza", già lampante nella prima vita. Varra e garra, martellate e carattere d'acciao inossidabile. Quattro operazioni, anni interi tra infermeria, rieducazione, tentativi falliti di rientri, altri stop in clinica, ritorno a mezzo servizio. Chiunque si sarebbe arreso, con il paracadute di un buon conto in banca e ricordi da tramandare ai nipotini. Non lui, che con orgoglio (per l'appunto) e amore per questo sport inversamente p...

US OPEN 2017 - MIX TRA NIGHTMARE, FAMIGLIA ADDAMS E ALIVE. PRONOSTICI SICURI DEGLI OTTAVI

Uomini Nadal-Dolgopolov . Rafinho diesel us(ur)ato, carbura grazie a tabellone da challenger di Quito. Se in giornata di grazia, Dolgo lo spazza via in tre set agili. Forse quattro, se si distrae per le mosche. Goffin-Rublev . Altro ottavo inatteso. Ma "sti cazz e russ" quanti giovani promettenti hanno? Quasi quanto noi con Berrettini e Jimbo Quinzi. Il Richie Rich selvatico Rublev è on fire. Difficile, ma può scardinare l'ordinato (e trasparente) muro belga. Over senza dubbio. Federer-Kohli . Se Nadal ha avuto un cammino agevolato da avversari da challengers (o poco più) su terra, Federer s'è salvato miracolosamente contro un giovane americano e ottimi, talentuosi specialisti, ma quasi ex (Youzhny e Feliciano) sempre vessati in carriera. Ora sotto con l'altro martire di lungo corso: il Kohli. Lo svizzero sta carburando. Match movimentato, ma difficile ceda un set Del Potro-Thiem . Forse l'ottavo più interessante. Tabellone così modesto che anche un De...

US OPEN 2017 - FEDERER ARRANCA, POI DOMA IL SERGENTE FERITO YOUZHNY

Qui Nuova York. Bollettino di guerra delle 14 dall'accampamento medico. Abbandonano la pugna Ferrer coi reumi, Zverev incapace di reggere la pressione, Kyrgios (per demenza, malanni immaginari, visioni mistiche e aerofagia), Tsonga ormai ex, Berdych ridicolizzato da Dolgopolov che gli scrive "marameo" in faccia e scappa. Sfortunato il ceco, come Tsonga. Vessati dai fab four per anni, ora che i fab four sono decimati loro non sono neppure fab eight. Ieri cede anche Dimitrov, uccellato dal teenager russo Rublev. Dopo il successo a Cincinnati pensavo si fosse fatto uomo e, complici le defezioni, a New York potesse essere tra i favoriti. Niente di più sbagliato. Chi nasce tondo non può morire quadrato. Chi nasce pollo non può morire leone. Una sequela terrificante che unita alle già note diserzioni fa di questo slam un assoluto terno al lotto: vince chi resta vivo, o almeno in piedi. Ma non è tutto. Sul fantasmagorico Armstrong si è sul punto della sorpresa del secolo: Feder...