Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2013

FINALE DI FED CUP ITALIA-RUSSIA, IL GRANDE BLUFF

Immagine
Sulla televisione federale m'imbatto nel promo sulla finale di Fed Cup tra Italia e Russia in scena questo fine settimana a Cagliari, e la birra rischia d'andarmi di traverso. Musica epica da mitologiche battaglie greche, ardimentose gesta, emozionante, brividi rizza carni, con l'animo italico che s'avvampa in una clamorosa erezione patriottica. E mi scappa una risata. Visti gli ultimi eventi non hanno fatto in tempo a modificarla? La sigla di «Benny Hill» o di un cartone animato a scelta descriverebbe meglio l'ignobile pantomima attorno a questa manifestazione ormai caricaturale. Dalla Russia arrivano le prime notizie, dispacci della Pravda, forfait, rinunce, snobistici «niet». In ordine: Sharapova (forse alle prese con urlante gravidanza isterica) aveva già detto di no in Aprile. Vera Zvonareva rientrerà nel 2014, e ora si sta preparando ballando rutilanti kalinke in balere moscovite.  Kirilenko , la Masha più bona ma depotenziata, declina gentil...

MASTERS WTA ISTANBUL, PAGELLE ALLA TURCA

Immagine
Si chiude senza grossi sussulti e sorprese l'ultimo atto della stagione tennistica in gonnellino. Rapido pagellone, all'insegna dello stocastico dilemma morettiano: «Si nota più se vengo e rimango in disparte, o non vengo?». Serena Williams. Stremata, piegata su se stessa, morente. Infortunio grave? Rianimazione? Obitorio? Macché, Tyson si dice solo stanca per la lunga stagione. Roba che manco una pensionata 81enne dopo aver salito la scalinata del Santuario di San Pio con vista annebbiata. Con teatraleggiante pantomima da malata immaginaria prova, inutilmente, a rendere interessante un torneo noioso quanto un comizio di Tabacci e Cuperlo (che imitano i Righeira). O evidente a tutti quanto riuscirebbe a vincere anche barellata. Cinematografica operazione del tutto inutile: lo sapevamo già. Voto 8 Na Li. Finisce la stagione come l'aveva iniziata, a Melbourne, con una bella sinfonia incompiuta. Allora bloccata da una caviglia storta, a Istanbul dal c...

MASTERS WTA ISTANBUL - HALLOWEEN ANTICIPATO, ASPETTANDO UN PO' DI TENNIS

Immagine
Fiabesca presentazione del Master Wta in scena a Istanbul, laddove l'Europa abbraccia l'Asia, tra Grand Bazaar, Kibbutz e zaffate di Kebeb. Ed è subito magia. Le nostre eroine sfilano, tutte in ghingheri come al gran ballo delle debuttanti: irrinunciabile tradizione a metà tra il mondano favoleggiante e il tragic-horror, ormai. Vestiti alla moda, trucco, parrucco e tacco 12 d'ordinanza (e quanto darei per vederle camminare come ubriache in un pub londinese, dopo la foto). Intendiamoci, vestiti molto belli. A stridere è il contrasto, e vederli addosso a semiculturiste, quasi obese o spaurite ragazze abituate a fare sport e meno alle Grand Soirées. Da sinistra a destra, schierate: Sara Errani , italico orgoglio, in un drappo grigio forse avanzato da una sartoria locale di tappeti turchi, sorriso tragico e la stessa disinvoltura terrorizzata di una ragazzina maschia vestita a donna per la prima comunione. Agnieszka Radwanska esibisce sguardo viziosetto e a...

L’ESTRO CHE SFIORISCE, NALBANDIAN E MALISSE SI RITIRANO

Immagine
«Perché siamo due, destini che si uniscono», cantava quel gran genio all’acme dell’ispirazione creativa (vagamente ironico, fui) che risponde al nome di Zampaglione, pregnanti parole che la fidanzatina dell’epoca mi dedicò per farsi perdonare un fugace flirt col buttafuori trinidegno in discoteca. Divagazioni a parte, hanno molto in comune Xavier Malisse e David Nalbandian, e non è solo per la scelta di smettere col tennis agonistico, comunicata a pochi giorni di distanza. Talento, atletismo da molluschi letargici e squilibri mentali degni di un internamento d’urgenza. Anni di lampi, cadute, colpi geniali, infortuni e brandelli di gloria. Quanto basta, il necessario per entrambi. A trentuno anni «El Maestro» (o «O Rey» o «El Gordo», punti limite della parabola) David Nalbandian dice basta, logorato da un problema all’anca. Xavier lagrimante chiude a Mons, con Sergiy Stakhovsky come ultimo spietato sicario, ulteriore beffa, a spegnerne il fuoco sacro (con la Tennent’s sup...