ROLAND GARROS 2015: CICLONE WAWRINKA, INCUBO DJOKOVIC. PAGELLE
Mentre al mare nuvole gonfie ornano il mio primo giorno di mare, un ciclone svizzero-caraibico s'abbatte su Parigi, devastando certezze e pronostici. Uomini Wawrinka-Djokovic. Quando il finale sembra perfetto, scontato, persino banale, arriva un pazzo svizzero butterato col fisico da toro, a devastare tutto. Il tennis è lo sport del demonio che ti punge la chiappa col forcone e poi, quando ti giri, parte di sberla seguita da risatina satanica, lo sappiamo. Ma davvero non riuscivo a prevedere quanto avvenuto sulla coda di questa edizione. Djokovic (7,5) in forma perfetta, macchina al suo massimo, capace di gestirsi maniacalmente e arrivare in finale cedendo sempre qualcosa, un po' per prudenza e un po' per non morire, cantava quello, con le iniziali sicurezze sempre più minate e la psiche logorata da un lavorìo incessante. L'agognato traguardo che si avvicina e il fiato sempre più grosso. Paure, pensieri, timori. Sempre di più. E Wawrinka ...