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Visualizzazione dei post da settembre, 2010

THOMAS MUSTER, IL RITORNO DEL LEONE SDENTATO

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Foto di Wikigo, Licenza Creative Commons CC-BY 3.0 Sono passati sei anni da quel maggio 2004. Ero uno dei fortunati, in una serata da vecchi lupi, ad assistere ad un match elettrizzante, indimenticabile ed avvincente. Federer? Agassi? Nadal? No, McEnroe e Muster.  I due si affrontano nel torneo di veterani giocato in contemporanea con gli Internazionali, e nobilitato sul campo centrale. John McEnroe 45 anni di genio ormai brizzolato, e Thomas Muster 37 anni di forzuta ed ossessiva voglia di recuperare ed arrotare compulsivamente palline. L'attempato genio ribelle qualche giorno prima aveva rifilato un eloquente 6-1 6-0 ad Omar Camporese, imbolsito italiano di 34 anni, che non correva da professionista, figuriamoci come ex. Il vecchio leone dal mancino tennis muscolare, ritiratosi pochi anni prima, appariva ancora in condizioni fisiche eccellenti. Ricami e merletti da una parte, bruto tennis da automa dall'altro. Qualcuno stenterà a crederci (o forse no), ma quel match è r...

L'ITALTENNIS SI ARENA NELLA TUNDRA

Lidkoping l'Italia fallisce il ritorno nella serie A di Davis, dopo dieci anni. Contro un Soderling ingiocabile per tutti i nostri e l'impresentabile Vinciguerra, il doppio è risultato decisivo per l'intero confronto, e con esiti nefasti per i colori azzurri. Simone Bolelli: 4. Sempre con quel fantastico incedere ed atteggiamento di chi ha appena mangiato una sontuosa "amatriciana" e come maggior obiettivo di giornata anela uno stuzzicadenti per pulire la dentatura. Barazzutti lo piazza in doppio, dove il gran talento di Budrio sciorina il solito bel tennis senza gambe e piedi. Qualche bel dritto, poi una sequenza imbarazzante di aberrazioni "volleanti", con gli stessi riflessi saettanti di una lumaca artritica. Reattività e movenze da soldatino in terracotta con lo sguardo triste. Dopo due ore si spegne anche fisicamente, al cospetto dei due attempati svedesi che in due fanno settant'anni. Sorge il dubbio che avrebbe ceduto alla distanza e di pur...

US OPEN 2010: "IL REGNO DEL TERRORE DI NADAL"

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Rafael Nadal dominatore assoluto. Niente può un Djokovic svuotato dall'impresa con Federer. Murray nuovamente versione ameba, crisi americana. Continuano le tragiche avventure de "I 4 cavalieri dell'apocalisse" italica. Le pagelle Rafael Nadal: 8. Vince il terzo Slam consecutivo nella stessa stagione, in un 2010 da incorniciare. Quello che ancora mancava al suo palmares, Flushing Meadows. A chi non piaceva la monarchia elvetica, ecco servito il regno del terrore iberico. Raggiante dichiara che finalmente i problemi al martoriato ginocchio sono alle spalle. Nessun losco intruglio a base di lucertole masupiali tritate, code di bisonte indiano e unghia di unicorno bianco. Merito di illuminate iniezioni di proprie piastrine nella zona ferita. Nulla di sconciamente proibito. Tutto lecito se effettuato in una singola zona del corpo o a macchia di leopardo. Ma non ditelo a Zeman, però. Tutto di nero nei match notturni o ombrati da nubi funeste e di un giallo catarifra...

US OPEN 2010: REGALE KIM

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Kim Clijsters bissa con pieno merito il successo dello scorso anno, portando a casa il terzo Us Open della sua carriera. Adorabile isterica Zvonareva, irriducibile Venus, rimandata Caroline Wozniacki. Bocciate Sharapova e Kuznetsova. Le pagelle Kim Clijsters: 8. Il fisico regge, e lei si regala un torneo maestoso. Vince e dimostra di essere la più forte di tutte. Certo mancava Serena, numero uno indiscutibile quando vuole e non passeggia sui vetri come Giucas Casella. Ma la più giovane delle Williams fu già battuta lo scorso anno. Come dimenticare lo sguardo omicida di Serena con le nari fumiganti e l'occhialuta giudice di linea nippo che se la fila a gambe levate dietro la seggiola dell'arbitro, tremolante come una foglia: "Voleva uccidermi! Voleva uccidermi!", gridava la sventurata. E poi non c'era nemmeno Justine, ma chissà mai se tornerà sul serio. Calma olimpica ed angolazioni geometriche, Kim viene a capo del poderoso tennis di Samantha Stosur e della ...

US OPEN 2010: "SUPER SATURDAY"

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Day 12 (diario dello speranzoso di un nulla ben congenato) E venne l'agognato giorno del "super saturday". Sale la "febbre del sabato sera". E quest'anno cade in una data che ricorda tristissimi eventi per la nazione intera. Le due semifinali maschili e la finale femminile, nella stessa giornata. In un torneo spalmato in due settimane e con sempre 24 ore di pausa tra un match e l'altro per i tennisti, a New York le finaliste si ritrovano a giocare il giorno dopo aver combattuto le semifinali. E domani stessa sorte per i finalisti al maschile. Potere della pubblicità, o solo per il gusto di dare allo scommettitore abituale la possibilità di perdere addirittura su tre eventi. Il luna park, insomma. Dovesse capitarvi di avvistare un uomo che si lancia nudo bruco sul campo con addosso solo uno spartano cartello non violento (il "super saturday è un'immane cagata"), anticipo già che si tratta di +PSTN+. Egli verrà condotto in un carcere d...

US OPEN 2010: NADAL, IL CAVALIERE NERO NELLA TORMENTA

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Day 11 (diario dello sconcerto) L'insana voglia di morte recondita e repressa, mi spinge a giocare. Follemente. E' qualcosa di cui non posso fare a meno. Come l'alcol, le droghe, le donne con le chiappe ridenti, quella gran troia riottosa della scrittura, le sigarette, il caffè, il godere nel mostrare l'animo spregevole di poveri miserandi, le gomme da masticare coi microgranuli fizzanti. Tutti vizi che mi tengono vivo, aspirando alla morte. Ed ecco che dopo una casuale e modesta vincita (azzeccati i 4 cappotti di ieri), nelle vene ribolle quel macrabo desiderio finale. Tutta la vincita su un risultato folle. Verdasco in tre set. I bookmakers lo quotano a 40. Voglio dire, potrei finalmente comperare una macchina nuova. Di quelle coi sedili in pelle ed il poggia drink coi contro cazzi. Poi allo sportello emerge l'altra mia indole da agonizzante pusillanime adepto della setta dei Gasquet Hare krishna. Solo metà della vincita puntata su Nando. L'altra metà sul...

US OPEN 2010: MA IL TENNIS, DOVE'?

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  Foto : Christopher Johnson, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0 Day 10 (Diario dell'internato) Appiccio l'arnese prodigiosamente multimediale, e due secondi dopo una bella PallMall che brucia la gola. E sullo schermo ecco il testone prominente di Novak Djokovic che si scuote, come ad indicare un tragico abbandono alla fatalità malvagia. Respira profondamente. Gonfia il petto e poi espira lentamente. Pare stremato ed un filo avvilito. Nel culmine di un'impresa da cinque set. Quattro ore, forse cinque. Che fortunato che sono. Mi trovo nel bel mezzo di una partita da scansare come fosse l'ebola, ma almeno combattuta ed avvincente. Poi esce il risultato: Il serbo è avanti due set ed un break nel secondo, con l'orridissimo primitivo della racchetta Gael Monfils . E vien da chiedersi se il serbo, che pur non brilla per acume ed intelligenza, sia riuscito a capire l'evolversi del match che sta giocando. Se ne è a conoscenza. Oppure recita il solito copione, di quell...

US OPEN 2010: L'ESPERIENZA DI VENUS, SBARRA LA STRADA ALLA SCHIAVONE

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Day 9 (diario dell'internato dormiente) Il sonno, malvagiamente dolce, mi coglie inesorabile ai primi games del secondo set del match tra Venus Williams e Francesca Schiavone. Colpa della tarda ora, della maratona tra Querrey e Wawrinka, prolungatosi all'eccesso, o dell'estremodisinteresse. Fate voi. Assisto all'ultimo set e mezzo della sfida tra Sam e Stan, con la bacinella a portata di mano per ogni evenienza. Si giocano entrambi il primo accesso in un quarto di slam, ma posso anche sbagliarmi. Un equilibrio stupefacente. Il povero Sam, ragazzone dalle spalle scoscese e le inesistenti labbra da joker, è un tennista normale. Si sposta tutto con rapida goffaggine nel lato sinistro per tirare il suo dritto. Ogni tanto viene avanti e gioca delle volée brutte ma spesso efficaci. Espressione di una normalità docile, ed inguardabile. Con lo stesso carisma di un pompelmo. L'altro, lo svizzero minore, è il solito torello dal poderoso rovescio ad una mano. Persino ...

US OPEN 2010: RICHARD GASQUET, IL GENIO DELLA LAMPADA FULMINATA

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Day 8 (diario dell'internato) Attendevo con fremente ansia, ed un fil d'apprensione. Gasquet-Monfils apriva il programa dell'ottava giornata. Un derby che già mi provocava sudori gelati. I bookmakers hanno invano provato a rendermi più sereno. Non sono pazzo, allora. Non del tutto, almeno. Persino gli allibratori danno fiducia al tennis sopraffino del Richard smarrito contro l'inverecondo energumeno in canotta. Pure loro inermi vittime di Richard? Pur'essi sopraffatti dall'insana idea che l'estetica un giorno salverà il mondo da ogni nefandezza e dall'implosione finale? Probabile. Potere di Richard. Cadono tutti vittime impotenti del suo folle talento gettato in pasto ai piccioni. E poi "scaccheggiato" un po' ovunque sul testone cotonato di un essere inguardabile e con gli occhi come biglie fuori dalle orbite. Sarà. Ormai è tardi per tirarsi indietro. Cambiare tessera di partito, gusti sessuali o intime credenze tennistiche. Il gest...

US OPEN 2010: ANDY MURRAY, IL GRANDE ASSENTE

Day 7 Allineato agli ottavi il tabellone maschile dell'edizione 2010 di Flushing Meadows. Avanzano senza grossi intoppi i favoriti, ad eccezione di Andy Murray schiantato da Stanislas Wawrinka e qualche altro outsider caduto miseramente. Dall'alto in basso del l'analisi degli ottavi di finale Nadal-F.Lopez. Convincente prima settimana per il maiorchino, bravo nel regolare le brade sfuriate nitrenti del cavallo pazzo Gabashili prima, ed il sempre fastidioso Dennis Istomin poi, kazako che tira bei colpi malgrado una testa che sembra un'abatjour incassata su un armadio a sei ante. Ancor più sicuro con Gilles Simon, tornato a buoni livelli, ma che ad osservarlo cinque minuti in balia dei suoi tremendi uncini sembrava avere lo stesso speranzoso avvenire di un gattino nero sull'autostrada (o ad Appiano Gentile). Non era favorito all'inizio, Rafa. Forse non lo è nemmeno ora. Ma con gli avversari che dalla sua parte cadono come tordi insipienti, la strada per la ...