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Visualizzazione dei post da marzo, 2013

RAFAEL NADAL, L’EPOPEA DEL LAZZARO CAUDILLO

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C ome Lazzari svegliati d’incanto dal mortale sonno, Cristi che si fermano in sperdute Eboli sudamericane o semplici viaggiatori stanchi in sosta sul ciglio della strada per pisciare, fate voi. La sostanza è che Rafa Nadal è tornato. Come nulla fosse. Otto mesi di stop, tra misteriosi infortuni di cui trapelavano nebulose e frammentarie notizie stile oltre cortina negli anni ’70. T utto fa brodo e contribuisce a creare attorno a Nadal supposizioni e fantasiose immagini, come per gli esseri mitologici. Metà uomini e metà mostruose creature innaturali. La realtà sotto i miserabili occhi degli umani è altra. Lo spagnolo s’è rialzato, con veemenza e ferocia clamorosamente antica. Tritura un Federer ciancicato e vacanziero, punisce col solito piglio da giustiziere il tradizionale allocco surgelato Berdych, trionfa in finale spuntandola di rimonta sullo stanco Del Potro. Non male per un lungodegente reduce da otto mesi d’infernale-infermità, e un infortunio così grave da metterne...

TRE VENERI CALLIPIGIE E NOVELLI RICHIE RICH TRAVESTITI DA BUKOWSKI

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L a parola digitata su “google” che con più frequenza rimanda a questo blog risulta essere “culo”. La notizia mi ha scosso. Proprio per smentire questa malignità, durante il fine settimana due cose hanno colpito la mia fervida fantasia simile al vino lasciato a fermentare in una botte ottocentesca: Le tornite chiappe di una modella italiana, Claudia Romani, che stanno proditoriamente conquistando l’America in primis. E poi le goduriose parabole di Gulbis, risbocciate all’improvviso come fiori di pesco che salutano l’incombente primavera. La botte di vino, i glutei sinuosi della ragazza e smorzate morenti. Un’arabesca linea tondeggiante che lega tutto. Artistica, sinuosa, inebriante. Insensatamente piacevole. E naturale. Parlano, quasi. E assieme a quello, la benefica aria marittima. L’Adriatico che accarezza il vino, addolcendolo, l’Oceano Atlantico intento a cullare le forme dell’italiana Venere Callipigia sulla spiaggia, e il vento salmastro che spinge Ernests alla rin...