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Visualizzazione dei post con l'etichetta Schiavone

US OPEN 2010: VENUS TRA CLIJSTER E WOZNIACKI

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Day 7 (prima settimana) Le ggilo all'indirizzo qui sotto, se ti va. Altrimenti indirizzati su Topolino, datti fuoco o fottiti. (Cit. Pino Scotto. Il vate.) http://tennis.it/category/in-esclusiva/il-tocco-di-picasso/

US OPEN 2010: "NADAL COME UN ANIMALE", PER MCENROE C'E GIA' IL VINCITORE

Day 5 Con parecchio snobismo sdegno qualsivoglia bruttura tennistico/sportiva. Che senso ha leggere qualcosa di chi ne sa ancor meno di te? E' come impegnarsi a comprendere un comizio di Buttiglione. L'ignoranza in certi casi è salvezza. Fanno eccezione l'équipe e il sito del "champions tour", il circuito degli attempati campioni che si sfidano di tanto in tanto. Assai interessanti erano le interviste pre-Us Open 2010, in cui gli ex vincitori di slam si lanciavano in rutilanti pronostici. Quasi unanimità nel prevedere un ritorno di Federer. Al più il tanto atteso primo scalpo dello sdegnoso scozzese Murray. Unica voce fuori dal coro, manco a dirlo, quella di sua divinità tennistica immortale, John McEnroe, ai secoli "Supermac" o "The Genius". Esso, in piena enfasi sensazionalistica non ha dubbi nell'andare scientemente controcorrente. Forse per il solo gusto di farlo. Nessun dubbio nel vedere in Nadal il vincitore di questa edizi...

US OPEN 2010: UN ITALIANO A NEW YORK

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DAY 3 A un certo punto, nella notte, appare la bella faccia assente di Andreas Seppi. No, non è un'intervista pre-gara della pentolaccia in Val Folgaria. Gli chiedono delle cose, bontà loro. E quello risponde, che deve fare? L'incedere è quello di un cadavere spirato tre giorni prima. L'espressività quella di un fagiano impagliato. Sembra quasi di vederlo giocare. Identico miscuglio di emozioni: Grinta, furia agonistica, ricercatezza tecnica ed avvenenza stilosa. Sibila qualche parola incomprensibile. Qualcuno, un interprete, parla di "eh si, ho perso una buona occasione". Un altro azzarda addirittura un riavvicinamento del prodigioso montanaro alla Coppa Davis. Dopo la sconfitta di ieri ne ha pieno diritto. Ebbene, anche le veline Starace/Seppi hanno perso. 3-0 secco della Spagna nei confronti della piccoa Italietta nostra. E non c'erano nemmeno Nadal (magari contro Bolelli) e Ferrer (ipoteticamente contro Vagozzi) a completare lo scontro. A Flushing Mead...

WTA CINCINNATI: VINCE KIM, VINCE IL TENNIS

Ferme ai box le sorelle Williams, autoritario acuto di Kim Clijsters. Ennesimo crollo in finale per lo scaldabagno urlante siberiano. Il tremendo sgarbo ad Ana Ivanovic. In ripresa Flavia Pennetta, Schiavone sempre più giù. (le pagelle). Kim Clijsters: 7,5. Ha vinto Kim, ha vinto il tennis. Assenti le sorellone multivitaminiche, è lei quella che più somiglia ad una numero uno. Colpi, intelligenza tattica, calma e temperamento da campionessa, fa suo il torneo di Cincinnati. Fino a quel punto perfetta, rischia l'incresciosa sconfitta in finale contro lo scaldabagno urlante siberiano, annullando tre match point. La pioggia, sopraggiunta a due punti dalla sconfitta, contribuisce a metterle ordine nella testa. Per vincere senza problemi, basta solo spostare quel rumoroso ed impalato totem biondo, coi suoi bei colpi incrociati e contro tempo. Maria Sharapova: 7 (all'ugola d'amianto). Seconda finale consecutiva persa, nel caparbio tentativo di ritorno a buoni livelli. Il tremen...

Federer all'ultimo respiro

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WIMBLEDON 2010 - diario di (fuori) bordo - day 1 Dev'essere una strana sensazione chiamarsi Falla. Nel giro di un mese il mancino tennista nato in Colombia affrontava per la terza volta il suo carnefice Roger Federer . E quello, con la faccia da "campesinos" rassegnato, s'inventa una partita memorabile. Ribattute di gran riflesso, buone geometrie leggere, ossessivi dritti incrociati a cercare il rovescio del gran monarca. Per poi partire con imprevedibili frustate di dritto. Il re è nudo, stizzito, a tratti incredulo. Come tutti del resto. Pathos e gridolini sugli spalti. Due set a zero per quel mancino che continua ad avere dipinta sul volto l'espressione di chi è vessato dalle gabelle. Il padrone di Wimbledon, con le sue sonanti sei vittorie, non riesce ad organizzare uno straccio di rimedio a quegli schemi così semplici e leggeri. Anzi, come spesso gli accade in simili circostanze, nel tenrìtativo di punire con ferocia l'ardire dell'avversari...

Il megapresidente si dà al tennis

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Nelle prime ore del meriggio il megapresidente "pipino l'irrefrenabile" riposava nel suo umile baldacchino di 12 metri quadrati, sventolato con della ampie piume di struzzo dalle ossequiose domestiche Minzolini e Belpietro. "Animo sguatteri!". Si udiva ogni tanto la voce ferma del sultano, un poco infastidito dalla loro fiacchezza, mentre piluccava qualche fragolina di bosco. Poi si recò nella stanza dei lavori di Palazzo Chigi, laddove lavora per rimettere all'impiedi l'Italia. Ad attenderlo, impegnativi colloqui per la "pupa ed il secchione" ed una dozzina di svampite soubrettes da testare in prima persona. Nell'altra sala, ministri, capigruppo, sottosegretari e servi della gleba facevano un gran baccano innanzi alla tv. Strillavano e scoreggiavano come cavalli da soma armeni. Assistevano alla finale del Roland Garros. Per la prima volta un'italiana in finale, Francesca Schiavone. Un evento epocale. Il messia si unì a loro, pare...

Australian Open - sesta giornata - Monumento Schiavone. I pronostici degli ottavi

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Malgrado le cinque ragazze italiane approdate al terzo turno, le speranze di vederne qualcuna agli ottavi, erano ridotte al lumicino, causa avversarie più quotate. Le maggiori, per classe ed esperienza, erano riposte in Francesca Schiavone . E infatti, a meno che le poche immagini viste siano state taroccate dall'istituto luce, la leonessa sgretola il gioco lineare e troppo leggero s di Agniewska Radwanska , con una prestazione impeccabile, al limite del monumentale. La polacca, svelando la sua bizzarra convinzione, ha poi affermato: "La Schiavone gioca come un uomo.". E magari ci fossero tanti uomini capaci di una simile completezza e varietà di colpi. Al limite, ci stava bene un: "La Schiavone non tira ad occhi chiusi come la maggior parte dei tennisti unisex.". Ora la leonessa trova Venus Williams . Pronostico apparentemente chiuso, ma ho buone sensazioni. La venere nera è in discreta forma, ma tranne che a Wimbledon - dove almeno la finale, se la porta in ...

Storie di talenti dimenticati. Youzhny, Baghdatis, Malisse, Young, Schiavone

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Una settimana che svela storie di talenti, infortuni, promesse, carriere sprecate, come lagate da un invisibile file rouge. Ci rifletto e ne scrivo, dopo una fugace, ma avvincente lettura dello scontro politico in atto (a suon di battone, escort, marchette e trans a pagamento). Il talento schizoide di Mikhail Youzhny viene fuori all'improvviso a Mosca, nel gelo del suo torneo di casa. L'autoflagellante russo dalle mascelle abnormi, come per magia, tira fuori dal suo cilindro di trucchi e parrucchi, quel rovescio antico, melodioso e incantatore, col quale potrebbe stordire ed affettare quasi tutti, oppure cuocere, salare e pepare un ovetto alla coque. Trionfa e rimane un mistero buffo, come un simile personaggio non sia costantemente tra i primi dieci al mondo. Forse perchè è semi infermo di mente. Tra le ghiacciate lande del nord della Svezia, rifiorisce d'incanto, il talento stroncato di Marcos Baghdatis (foto), cipriota dal sangue caldo. Dopo la finale dell'Aust...

Us Open 2009 - quinta giornata - Tra suicidi di pittori e rinascite di panda feriti

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Come si suicida un pittore svitato . Una giornata densissima di emozioni. Rutilanti capovolgimenti, suicidi, omicidi, nottalbe di rinascite inaspettate. Philipp Petzschner , pittore venuto da Marte comincia in modo ispirato il suo match con Juan Carlos Ferrero , uno che ha vinto uno slam ed è stato anche numero uno al mondo. Il nostro eroe disagiato comincia a servire in modo strepitoso e spennellare il campo. L'iberico, che pure è meno arrotatore folle di altri connazionali, è in disarmo, quasi sgomento. Non riesce a leggere e trovare le contomisure al gioco vario, imprevedibile, assolutamente schizoide, del tedesco. Fa appena in tempo a ribattere un velenoso rovescio in back stordente, che quel furetto gli piazza un dritto saettante, e si presenta a rete con la faccia da Picasso, ritorta e pasticciata. E con noncuranza accarezza pure una voleettina stoppata in contropiede, che manda l'altro con le chiappe per terra. E' una vera delizia per gli occhi, Picasso. E' isp...

Wimbledon, affare di famiglia tra Venus e Serena. I pronostici dell'esperto sui quarti maschili

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Si muove possente ed elegante come una pantera assetata, Venus . Di un altro pianete rispetto a tutte. Stritola avversarie, con brutalità fluida. E' l'eleganza che accompagna la forza di muscoli lucenti, a renderla piacevole. Completa il 6-1 6-2 che non ha potuto ultimare nel turno precedente, con una semplicità forzuta, che disarma. Niente ha potuto la volenterosa e malcapitata Radwanska, che pure è più giocatrice della povera serbiatta in caduta libera (a proposito, un pensierino delicato: la immgino per le vie di Londra, intenta a fare shopping, col volto triste, mentre agita iracondi pugnetti in faccia a passanti allibiti). La polacca dimostra di voler tentare qualcosa, l'hanno preparata bene, non vuole dare punti di riferimento alla venere nera, impedirle di entrare dentro le linee per colpire e farle male. Ma tra idea e azione c'è la solita, crudele differenza. Anche Little Tony, voleva essere Elvis Presley. E allora Venere entra nel campo, piazza rovesci lungo...

Wimbledon, dopo la serbiatta lagrimante, rischia di cadere il tetto

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Piange come una vitellina da latte spaurita ed azzoppata, Ana Ivanovic. Ha appena subito una debordante lezione di tennis, nel primo set del suo ottavo con Venere Williams . Un 6-1 che sa più di un'umiliazione. Poi, il dramma umano. Lagrime grondanti di disperazione. Un infortunio dispettoso mina la funzionalità della sua coscia, tanto bella, quanto inutile per il tennis. La vigliacca menomazione le impedisce di continuare, e raccogliere il meritato 6-1 6-2. Ma ella continua a lagrimare, inconsolabilmente avvilita. Scendono copiose dai begli occhi da cerbiatta, inondando il viso olivastro. Pure il pubblico la sostiene nel momento del dolore estremo. Ma non c'è verso, continuano a venir giù incontrollabili, tanti rivoli disperati. Per un attimo (42 centesimi di secondo circa), ammetto di aver provato un minimo di compassione per la giovin serbiatta frignante. Cos'altro sono queste amazzoni invasate e strepitanti, se non piccole donne fragili ed indifese? Certo, tenere bam...

Ve lo racconto io, Wimbledon. Giorno 5. Leonessa Shiavone riaffila le unghie

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Wimbledon è un pachiderma sacro. Si evolve lentamenteme, facendo piccole concessioni all'odiata modernità. Hanno costruito tetti semovibili per arginare l'atavico problema pioggia. In cinque giorni, una secca che nemmeno sul monte Sinai. Uno spruzzetto notturno basta per mettere in allarme i britannici, che già pregustano la storica inaugurazione del tetto. A mantenerlo un torneo fuori dal tempo rimangono le vecchie bacucche nelle prime file e le candide vestali dei giocatori. A proposito, bardato di un bianco accecante (appena sporcato dallo stemma regale RF), entra in campo sua santità immortale e divina Roger Federer . Già in sede di analisi del tabellone, avevo preannunciato come prima (flebilissima e teatrale) difficoltà, il terzo turno, col tedesco Kohlschreiber. Un tipo costante verso il basso, ma con un bellissimo rovescio classico che usa benissimo in tutte le salse. L'elvetico lo spazza via, con facilità avvilente (per chi pensa possa essere battibile). Due set...

Ve lo racconto io, Wimbledon. Giorno 3. Sharapova, spettro urlante di una ex tennista

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Maria Sharapova, oramai spettro urlante di una tennista, si fa deridere per un set e mezzo da Gisela Dulko . Scolastica argentina da media classifica, che non strepita come un agnello sacrificale, ha meno spocchia urticante, gioca meglio, ed è più aggraziata della siberiana. Sul 6-2 3-0 all'argentina viene il braccino, e si squaglia letteralmente, rimettendo in vita l'avversaria. Poi non può fare a meno di vincere al terzo, contro un simile strazio rumoroso, privo di tennis. Fin troppo evidente come Masha sia in condizioni improponibili. Fallosa, lenta e imbarazzante negli spostamenti, imbalsamata, piantata in campo come una pesante madonna bionda di piombo. Basta muoverla un pò, che qualcuna con un minimo di schemi e braccio (se ne esiste ancora una) la sposti lateralmente ed in avanti, per batterla agevolmente. Persino la mitologica giapponese Kimiko Date (39 primavere) ieri era sembrata più fresca. Il tennis è un altra roba. Il tennis è gesto tecnico, tattica ed agonismo...