Una settimana che svela storie di talenti, infortuni, promesse, carriere sprecate, come lagate da un invisibile file rouge. Ci rifletto e ne scrivo, dopo una fugace, ma avvincente lettura dello scontro politico in atto (a suon di battone, escort, marchette e trans a pagamento). Il talento schizoide di Mikhail Youzhny viene fuori all'improvviso a Mosca, nel gelo del suo torneo di casa. L'autoflagellante russo dalle mascelle abnormi, come per magia, tira fuori dal suo cilindro di trucchi e parrucchi, quel rovescio antico, melodioso e incantatore, col quale potrebbe stordire ed affettare quasi tutti, oppure cuocere, salare e pepare un ovetto alla coque. Trionfa e rimane un mistero buffo, come un simile personaggio non sia costantemente tra i primi dieci al mondo. Forse perchè è semi infermo di mente. Tra le ghiacciate lande del nord della Svezia, rifiorisce d'incanto, il talento stroncato di Marcos Baghdatis (foto), cipriota dal sangue caldo. Dopo la finale dell'Aust...