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Visualizzazione dei post da agosto, 2013

US OPEN 2013 – IL RITORNO DI «ROCCHIO 47» HEWITT, A ERRANI E’ «SCESA LA CATENA»

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Dal vostro inviato che, avvertendo la forte pressione e le attese delle genti, finisce con lo scrivere enormi, esorbitanti, cazzate Confesso la grande colpa: ieri non ho visto un cazzo di niente. Nella spelonca al mare dove consumo gli ultimi giorni di ferie «submentali» (una branca delle «intelligenti») non ho la tv e stanotte, di ritorno da sobria bevuta, la mia speranza di vedere tennis notturno è stata frustrata da una rete internet assai flebile. Ma, tale e tanta è l’abitudine ormai, che ciancerò ugualmente di qualcosa, improvvisando sul neoclassicismo della fellatio di Selen o dell’attacco pacifico di Obama alla Siria. Scopro della grande vittoria, in rimonta, di Lleyton «Rocchio 47» Hewitt su Del Potro. Sorpresissima di nottata. Accontentatevi della foto, che descrive abbastanza bene gli eventi. Faticano ancora a spegnersi i clamori della sconfitta di Sara Errani nel derby con Flavia Pennetta. Ci eravamo lasciati ieri, immaginando le possibili scusanti di r...

US OPEN 2013 – FLAVIA PENNETTA LIQUIDA ERRANI

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Dal vostro inviato, ascoltando Obama sui cinquant'anni dall’epocale discorso di Martin Luther King: «I have a dream (e pure un par di bombette da sganciare)»                 A leggere le dichiarazioni di Sara Errani sulla sua pagina personale all’indomani dell’estiva sconfitta in terra canadese, le speranze dell’italico tifoso aumentavano in modo esponenziale. Cedeva solo dopo due ore di battaglia, correndo come forsennata, contro la numero 4 al mondo Agnieszka Radwanska, malgrado una dozzina di terrificanti malanni accusati con la consueta eleganza: «#maldipancia #diarrea #ciclo #brividi #malditesta #allucenero #doloriovunque male alle caviglie…» etc. Roba che, con almeno un terzo di problemi in meno, non solo avrebbe rifilato una bicicletta alla meschina avversaria, ma vinto il torneo in carrozza, dominato gli Us Open e tutti e ventiquattro gli slam dei prossimi sei anni. Bendata. E su tacco...

US OPEN 2013 – RAIN IN NEW YORK, BYE-BYE VENUS E BLAKE. FOGNINI (HORROR PICTURE) SHOW

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Dal vostro inviato, così euforico per l’abolizione dell’Imu, da scommettere metà della casa che non ha sulla vittoria di Seppi all’Us Open (a 501,00) Anche Giove Pluvio sembra vergognarsene e prova in tutti i modi a rimandare il tristo epilogo. Ma si temeva e sapeva fin dall’inizio: l’ultimo killer di Xavier Malisse a New York doveva essere Andreas Seppi, con l’occhio tagliente e omicida. Malvagio contrappasso per tutte quante le nefandezze scritte in questo posto sulla tigre albina o uno strano gioco del destino, surreale, che ben dipinge la situazione. Il talento pazzesco, ormai a pezzi e semovente, buttato fuori dall’italica «scolorina tennistica», con sibillina frase finale, dal vago sapore filosofico: «In medio stat virtus. Ma anche la noia mortale, eh». Si gioca per un’oretta appena, prima che la pioggia spadroneggi. Fanno in tempo a chiudere solo, come due topoline previdenti, Li Na e Agnieszka Radwanska . Poi è una lunga attesa, nel nubifragio nuovayorche...

US OPEN 2013 – GIORNATA DELL'ORGOGLIO ITALIANO A NEW YORK: DIVORZI, MATTANZE E DONNE CORAGGIO

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Dal vostro inviato al Meeting di CL. Ah, è finito e questo è lo stand del «Folletto»? M’ero confuso La notizia è di quelle forti, riportata anche da «Eva 3000». Una bomba che fa passare in secondo piano anche la fine dell’amore tra Monica Bellucci e Vincent Cassel: maretta in famiglia tra Errani e Vinci. La solida coppia di fatto, pare sia ai ferri corti. Ridda di voci, sempre più fantasiose e morbose, rimbalzano nei vari siti. Si arriva addirittura a parlare di una fugace scappatella di Roberta con una donna delle pulizie haitiana di 127kg, nella lavanderia di un albergo di Cincinnati. Voce poi smentita. Testimoni oculari (Stevie Wonder mentre twittava ) danno per certo un litigio tra le due, durante l’ultimo scontro diretto negli States. Alla base, la colpa sembra tutta di Roberta: ha addirittura vinto. E non sono cose belle da fare alla piccina, che quella poi fa il broncio e tiene il punto. Si sa. «E' una cazzata», assicura la tarantina in serata. E l’amor...

US OPEN 2013 – TOMIC, «GATTONE» MECIR SULL’AUTOSTRADA, RUGGITO VENUS

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Dal vostro inviato, con la macchina scagazzata dai «Falchi» (presumo Pdl, dal riconoscibilissimo tanfo) La vera notizia, inutile nasconderselo, è una e soltanto una: Xavier Malisse annuncia il suo ritiro, dopo l’Australian Open 2014. E la tristezza più cupa m’avvolge sotto l’ombrellone mentre sgargarozzo una bevanda al tamarindo. Si dichiara felice della sua carriera, chiusa con tre vittorie all’attivo, una semifinale slam e quasi sei milioni in montepremi. Non male, per uno che ha interpretato il tennis come fosse una rapida pausa tra una siesta messicana e una seduta al bar. Senza trascurare balzi da un letto all'altro (i picchi agonistici della sua carriera). Il versetto satanico «non volevo una carriera alla Federer» , basta per scatenare la frangia estremista e talìban dei tifosi dell’elvetico. Intoccabile come i santi. Non ne puoi nemmeno parlare. Bene o male. Non va nominato. Neanche se il lazzarone belga ne loda implicitamente professionalità e spirito di...

US OPEN 2013 – FAVORITI, SORTEGGI, TABELLONI, PRONOSTICI E POMPINI PREVENTIVI

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Godendo degli ultimi giorni di riposo sotto la luna striata di magia, leggo il tabellone, appena sorteggiato, dell’utimo major stagionale. Considerazioni ad alta voce sugli ipotetici incroci e favoriti. Dei book, miei, di tutti e di nessuno. Djokovic e Murray dalla stessa parte. Nadal trova Ferrer (ma prima ha Federer). Tra le donne, Radwanska dalla parte di Serena. Errani (o una raccattapalle) in quella di Azarenka. Tabellone maschile Djokovic-Del Potro. Serbo favorito dei book per la vittoria finale (2,80). Ma parso, anche negli States, in versione «costante numero uno sottotono». Tabellone non facile, il suo. Terzo turno col «Federer in provetta» Dimitrov, ottavi con «McSafin» Fognini, reduce dalla «striscia Panatta» nei dopolavoristici tornei in Crucconia, ma incapace di eguagliare la «striscia Stoppini» (una vittoria) sul cemento. Meglio non poteva trovare il ligure, in taxi fino al terzo turno con Paire (e infermieri del manicomio di Manhattan allert...

MARION BARTOLI CHIUDE IL SIPARIO, E SALUTA IL CIRCO

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Travolto dagli eventi, non posso esimermi dallo spendere due spremute parole per la notizia del giorno. Un fulmine a ciel sereno o, visto il tragico clima ferragostano col cielo di piombo, una grassoccia nuvola foriera di nefasti presagi: la fresca (come basculante rosellina di un quintale) vincitrice di Wimbledon Marion Bartoli si ritira . Lo comunica, in lacrime, dopo la sconfitta al primo turno a Cincinnati. Troppi acciacchi nel fisico pesante e appagamento mentale post trionfo londinese. Leggo commenti in qualche sito sportivo. E si va dal solito dileggio, agli insulti, all’incredulità (il popolo dei moderati). E lo trovo triste. Proprio non mi viene naturale. Senza entrare nell’altrettanto penosa spirale della «morte ti fa bella», si è cattivi e spietati col potente, con chi è al top. Non ha senso farlo se il Re (o regina obesa) è nudo/a (buon Dio, che immagine atroce) o in ginocchio. Tanto meno mi viene naturale. La notizia rimane di quelle che shockano, certo. Cog...

ROGERS CUP, LETTERE DAL CANADA. QUINZI, VOLANDRI E LA SINDROME DA PD

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Dal vostro inviato a Savelletri. «Arrizzando» polpi dugli scogli assieme a Onofrio «il cecato» In perenne confusione tra Montreal, Toronto e mezze bire. Ma pazienza.  John McEnroe, 54 anni, batte Pete Sampras e Jim Courier (41 e 42 primavere), facendo sua la «Rogers Cup Legend». Quando l’età aumenta, il fisico crolla e il fiato manca, prevale il braccio. Montreal, tabellone maschile sbilanciato dalla presenza di Ferrer e Murray nell’ipotetica semifinale. ‘O zappatore con la spia fuel in rosso, diviene poco più che un Vagnozzi (si sa). L’altro, ancora in fase hangover, è schiantato da un Gulbis in vena da sassatore omicida (poi si suicida con Raonic, ma non quello è Ernesto). Ovvia finale anticipata tra Djokovic e Nadal. Solita cruenta battaglia rusticana. Prevale sul filo di lana Rafito, annessa pallata al volto (poi si scusa, altrimenti il «Mr. Fair Play 2013» sarebbe a rischio). Raonic, uscito vittorioso nella parte di tabellone colonizzata dai canadesi, poco po...

TOP 10 WTA. LE DIECI TENNISTE PIU’ SEXY AL MONDO (TRE ANNI DOPO)

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Perché poi non è mica vero, come qualche scellerato (invidioso) ha avuto l’ardire di scrivere, ch’io detesti tutti. Ho la lucida consapevolezza di come nell’umanità si distinguano due categorie: l’orrido e il miserrimo (cit.). Il tennis non può sfuggire alla regola. Non mancano certo sprazzi di sublime. Rari flash di bellezza che, prima o poi, soccomberanno di fronte all’orrido. E' la coscienza di vacuità, a salvarti. Chi davvero crede di vincere quella guerra ha un posto assicurato in un centro d’igiene mentale con visuale laghetto artificiale, ove vedrà le anitre giulive levarsi in volo o è un utopico sognatore. Che poi è la stessa cosa. Snocciolo testé semiserie classifiche (con posizioni interscambiabili) di gradimento. Mio, personalissimo, soggettivo. E quindi unico e come tale oggettivo, secondo me. Senza ausili di calcolatrici, classifiche o conteggio di tornei vinti. Ma valutando braccio, talento, piacevolezza estetica di colpi e fisica. Smorzate e tette, dro...