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Visualizzazione dei post da agosto, 2013

IL RITORNO DI «ROCCHIO 47» HEWITT, A ERRANI E’ «SCESA LA CATENA»

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Foto di Alexisreal, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 3.0 Confesso la grande colpa: ieri non ho visto neanche una pallina. Nella spelonca al mare dove consumo gli ultimi giorni di ferie «submentali» (una branca delle «intelligenti») non ho la tv e stanotte, la mia speranza di vedere tennis notturno è stata frustrata da una rete internet assai flebile. Ma, tale e tanta è l’abitudine ormai, che ciancerò ugualmente di qualcosa. Scopro della grande vittoria, in rimonta, di Lleyton «Rocchio 47» Hewitt su Del Potro. Sorpresissima di nottata.  Faticano ancora a spegnersi i clamori della sconfitta di Sara Errani nel derby con Flavia Pennetta. Ci eravamo lasciati ieri, immaginando le possibili scusanti di rito. Tipiche del personaggio. Puntualmente arrivate, prevedibili come le tasse ma sotto vesti, se possibile, più estrose del solito. Nanni Moretti non ha solo previsto scenari da «Caimano» o le dimissioni di un Papa. Ha anche descritto realtà evidenti e pronunciato frasi ...

FLAVIA PENNETTA LIQUIDA ERRANI

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Foto di Charlie cowins, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 A leggere le dichiarazioni di Sara Errani sulla sua pagina personale all’indomani dell’estiva sconfitta in terra canadese, le speranze dell’italico tifoso aumentavano in modo esponenziale. Cedeva solo dopo due ore di battaglia, correndo come forsennata, contro la numero 4 al mondo Agnieszka Radwanska, malgrado una dozzina di terrificanti malanni rivelati con la consueta eleganza: «#maldipancia #diarrea #ciclo #brividi #malditesta #allucenero #doloriovunque male alle caviglie…» etc. Roba che, con almeno un terzo di problemi in meno, non solo avrebbe rifilato una bicicletta alla meschina avversaria, ma vinto il torneo in carrozza, dominato gli Us Open e tutti e ventiquattro gli slam dei prossimi sei anni. Bendata. E su tacco 16, stile Marion Bartoli (OT: sexyssima e versione fetish-slave al commento tecnico di Eurosport). Basta invece una buona Flavia Pennetta per liquidarla in un’ora scarsa di ...

A RAINY DAY IN NEW YORK, VENUS AI TITOLI DI CODA. FOGNINI (HORROR PICTURE) SHOW

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Foto di Edwin Martinez, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Anche Giove Pluvio sembra vergognarsene e prova in tutti i modi a rimandare il tristo epilogo. Ma si temeva e sapeva fin dall’inizio, il tragico sberleffo del destino: l’ultimo killer di Xavier Malisse a New York doveva essere Andreas Seppi, con l’occhio tagliente e omicida. Malvagio contrappasso per tutte quante le nefandezze scritte in questo posto sulla tigre albina o uno strano gioco del destino, surreale, che ben dipinge la situazione. Il talento pazzesco, ormai a pezzi e semovente, buttato fuori dall’italica «scolorina tennistica», con sibillina frase finale, dal vago sapore filosofico: «In medio stat virtus. Ma anche la noia mortale, eh». Si gioca per un’oretta appena, prima che la pioggia spadroneggi. Fanno in tempo a chiudere solo, come due topoline previdenti, Li Na e Agnieszka Radwanska . Poi è una lunga attesa, nel nubifragio nuovayorchese.  E’ ormai notte inoltrata quand...

GIORNATA DELL'ORGOGLIO ITALIANO A NEW YORK: DIVORZI, MATTANZE E DONNE CORAGGIO

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Foto di Carine06, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 La notizia è di quelle forti, riportata anche da «Eva 6500» e cronaca verosimile. Una bomba che fa passare in secondo piano anche la fine dell’amore tra Monica Bellucci e Vincent Cassel: maretta in famiglia tra Errani e Vinci. La solida coppia d’oro del tennis italiano, pare sia ai ferri corti. Ridda di voci, sempre più fantasiose, rimbalzano nei vari siti. Si arriva addirittura a parlare di una fugace scappatella di Roberta con una donna delle pulizie hawaiana di 127kg, nella lavanderia di un albergo di Cincinnati e futura partner di doppio nel torneo di Maui. Voce poi smentita. Miopi testimoni oculari danno per certo un litigio tra le due, durante l’ultimo scontro diretto negli States. Alla base, la colpa sembra tutta di Roberta: ha addirittura vinto. E non sono cose belle da fare alla piccina du casa, che poi quella poi fa il broncio e tiene il punto. Si sa. E l’amore, si sa pure questo, non è bello se non è li...

TOMIC, «GATTINO» MECIR SULL’AUTOSTRADA, RUGGITO VENUS

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Foto di Edwin Martinez, Wiki Commons, Licenza Creative Commins CC-BY-SA 2.0 La vera notizia, inutile nasconderselo, è una e soltanto una: 1 Malisse annuncia il suo ritiro, dopo l’Australian Open 2014. E la tristezza più cupa m’avvolge sotto l’ombrellone mentre sgargarozzo una bevanda al tamarindo. Si dichiara felice della sua carriera, chiusa con tre vittorie all’attivo, una semifinale slam e quasi sei milioni in montepremi. Non male, per uno che ha interpretato il tennis come fosse una rapida pausa tra una siesta messicana e una seduta al bar. Senza trascurare balzi da un letto all'altro (i picchi agonistici della sua carriera).  Il versetto satanico «non volevo una carriera alla Federer»  basta per scatenare la frangia estremista e talìban dei tifosi dell’elvetico. Intoccabile come i santi. Non ne puoi nemmeno parlare. Bene o male. Non va nominato. Neanche se il lazzarone belga ne loda implicitamente professionalità e spirito di sacrificio a lui sconosciut...

US OPEN 2013 – ANALISI DRAW E FAVORITI DELLA VIGILIA

Leggo il tabellone, appena sorteggiato, dell’utimo major stagionale. Considerazioni ad alta voce sugli ipotetici incroci e favoriti.  Djokovic e Murray dalla stessa parte. Nadal trova Ferrer (ma prima ha Federer). Tra le donne, Radwanska dalla parte di Serena. Errani (o una raccattapalle) in quella di Azarenka. Tabellone maschile Djokovic-Del Potro. Serbo favorito dei book per la vittoria finale (2,80). Ma parso, anche negli States, in versione «costante numero uno sottotono». Tabellone non facile, il suo. Terzo turno col «Federer in provetta» Dimitrov, ottavi con «McSafin» Fognini, reduce dalla «striscia Panatta» nei dopolavoristici tornei in Crucconia, ma incapace di eguagliare la «striscia Stoppini» (una vittoria) sul cemento. Ligure in taxi fino al terzo turno con Paire (e infermieri del manicomio di Manhattan allertati).  Quarto affascinante tra Djokovic e Del Potro. L’argentino continua a trascinarsi, versione infermo da treno bianco: e polso, e...

MARION BARTOLI CHIUDE IL SIPARIO, E SALUTA IL CIRCO

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Foto di Clément Bucco-Lechat, Wikimedia commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Travolto dagli eventi, non posso esimermi dallo spendere due spremute parole per la notizia del giorno. Un fulmine a ciel sereno o, visto il tragico clima ferragostano col cielo di piombo, una grassoccia nuvola foriera di nefasti presagi: la fresca (come basculante rosellina di un quintale) vincitrice di Wimbledon Marion Bartoli si ritira . Lo comunica, in lacrime, dopo la sconfitta al primo turno a Cincinnati. Troppi acciacchi nel fisico pesante e appagamento mentale post trionfo londinese. Leggo commenti in qualche sito sportivo. E si va dal solito dileggio, agli insulti, all’incredulità (il popolo dei moderati). E lo trovo triste. Proprio non mi viene naturale. Senza entrare nell’altrettanto penosa spirale della «morte ti fa bella», si è cattivi e spietati col potente, con chi è al top. Non ha senso farlo se il Re (o pingue Regina appesantita) è nudo/a (buon Dio, che immagine atroce) ...

ROGERS CUP, LETTERE DAL CANADA. QUINZI, VOLANDRI E LA SINDROME DA PD

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Foto di Leborec, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons, CC-BY-SA 4.0 In perenne confusione tra Montreal, Toronto e mezze bire. Ma pazienza. John McEnroe, 54 anni, batte Pete Sampras e Jim Courier (41 e 42 primavere), facendo sua la «Rogers Cup Legend» . Quando l’età aumenta, il fisico crolla e il fiato manca, prevale il braccio. Montreal, tabellone maschile sbilanciato dalla presenza di Ferrer e Murray nell’ipotetica semifinale. ‘O zappatore con la spia fuel in rosso, diviene poco più che un Vagnozzi (si sa). L’altro, ancora in fase hangover, è schiantato da un Gulbis in vena da sassatore omicida (poi si suicida con Raonic, ma non quello è Ernesto). Ovvia finale anticipata tra Djokovic e Nadal. Solita cruenta battaglia rusticana.   Prevale sul filo di lana Rafito, annessa pallata al volto (poi si scusa, altrimenti il «Mr. Fair Play 2013» sarebbe a rischio). Raonic , uscito vittorioso nella parte di tabellone colonizzata dai canadesi, poco potrà nella finale (che non v...

TOP 10 WTA. LE DIECI TENNISTE PIU’ SEXY AL MONDO (TRE ANNI DOPO)

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Perché poi non è mica vero, come qualche scellerato (invidioso) ha avuto l’ardire di scrivere, ch’io detesti tutti. Ho la lucida consapevolezza di come nell’umanità si distinguano due categorie: l’orrido e il miserrimo (cit.). Il tennis non può sfuggire alla regola. Non mancano certo sprazzi di sublime. Rari flash di bellezza che, prima o poi, soccomberanno di fronte all’orrido. E' la coscienza di vacuità, a salvarti. Chi davvero crede di vincere quella guerra ha un posto assicurato in un centro d’igiene mentale con visuale laghetto artificiale, ove vedrà le anitre giulive levarsi in volo o è un utopico sognatore. Che poi è la stessa cosa. Snocciolo testé semiserie classifiche (con posizioni interscambiabili) di gradimento. Mio, personalissimo, soggettivo. E quindi unico e come tale oggettivo, secondo me. Senza ausili di calcolatrici, classifiche o conteggio di tornei vinti. Ma valutando braccio, talento, piacevolezza estetica di colpi e fisica. Smorzate e tette, drop e gambe fless...