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Visualizzazione dei post da giugno, 2017

IL RITORNO DI BERLUSCONI, LA VERA SINISTRA IN TRIONFO

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Mi perdoneranno i milioni di appassionati di tennis, ci sarà modo di cianciar di racchette durante Wimbledon (che seguirò giornalmente come inviato al fianco della novantaseienne regina madre, strafatto di tisana allo stramonio), ma il momento è topico: Amici, Fratelli, Compagni della Vera Sinistra, questo è un grande giorno. Abbiamo patito anni di delusioni, smarrimento di fronte all'oscena evenienza di poter vincere. Cose orrende. Un incubo dal quale stiamo lentamente svegliandoci. I fatti sono noti. L'altro ieri si votava per i ballottaggi in molti comuni. I risultati suonano come una soave melodia tzigana. Ok, l'indegno Renzi col suo Pd di destra che pensa a sconce leggiacce fasciste come su Ius Soli e Unioni Civili ha vinto in 67 comuni, ma il dato che tiene alte le nostre speranze di ritorno a una Vecchia, Sana, Vera, Sinistra, sono i 59 comuni tornati nelle sapienti mani di Salvini e Berlusconi, a suon di "prima gli itagliani (rutto) hanno stati i zi...

PAIRE, IL FOGNINI OBLUNGO

Capita di sbagliare. Chiaro, puoi farlo per totale offuscamento cerebrale bersaniano, quando ha considerato il M5S una forza di centro capace di arginare la deriva populista di destra. Oppure sbagliare per un santorismo innato. Quello di voler sadicamente, inconsapevolmente, far vincere le forze politiche che finge di avversare nelle sue soporifere trasmissioni. Prima Berlusconi, ora l'onda lunga delle stelle. Poi puoi sbagliare anche perché a quel tempo dovevi ancora disintossicarti dall'lsd. È il mio caso, con Paire. Col lungagnone di Avignone ammetto di essermi sbagliato. Per anni gli ho riservato la tessera numero 7 della Gran Loggia Massonica dei Tennisti Superbamente Sminchiati. Recentemente espulso con ignominia. Eppure mi affascinava quell'allampanato ragazzotto naif, capace di genialità tra grezzezze non comuni. Sembrava uno vero. Rabbioso, istintivo, genuino. Uno che in una frazione di secondo era capace, come tutti i pazzi, di prendere la decisione più inutilm...

Schiavone vola e va come una rondine, angoscia Errani-Vinci

Mentre predispongo l'invito settimanale per "la cena col grillino", divertissement snob che riprende palesemente "la cena col cretino", sublime piece teatrale francese da cui fu tratto l'omonimo film, guardo highlights del tennis tanto per. Mi soffermo in particolare sulle nostre eroine tricolore che si destreggiano sull'infida erba pre Wimbledon. Interessante derby a Maiorca. Erba a Maiorca? Così pare. Hanno predisposto prati su cui Nadal sgamba e trotterellano egagre ragazzotte Wta. Di fronte Roberta Vinci e Sarita Errani, al secolo le chichis (wawa), un tempo dominatrici-amiche-complici del doppio, finaliste slam in singolo, top ten, etc...prima della fragorosa rottura. I motivi restano ancora avvolti da riserbo e una fitta coltre di mistero. Poco importa. Da allora, le due praticamente sono crollate a picco. Inesistenti in doppio con altre partner, caduta libera in singolare. Roberta è riuscita nell'anno successivo a compiere il quasi miracolo ...

Donnarumma, giglio nato nel letame di anni di disgrazia: da bandiera a carta da culo

Mi prudono le dita unte di pane e panelle. Persone che mi stanno sul cazzo nel caso (nazionale) Donnarumma: Tifosi milanisti. Ergono un ragazzotto di 18 anni a bandiera/eroe, solo perché ha baciato la maglia, detto che juvemmerda rubbano e pisciato sugli scudetti negli spogliatoi della juve. Nei 90's la bandiera era Baresi (ventenne che disse no ai miliardi di Agnelli per giocare in B col Milan, poi risalì e vinse tutto quello che altri non riescono a sognarsi in tre vite con la sua squadra). Se andava male, a cavallo del 2000 bandiera era un tale Paolo Maldini. Ma che ne sanno loro. C'è da comprenderli. Ora gli sventurati si aggrappa(va)no a questa parvenza di giglio nato nel letame di anni di disgrazia, ma non devono sorprendersi se passa da bandiera a carta da culo in un batter di ciglia. Tifosi di altre squadre. Romanisti ancora stremati per l'addio Potemkin di Totti, che danno esempi di bandierismo. Ok, pure basta. Juventini che dopo la sbornia di Cardiff trovano un...

HAAS E FEDERER, IL GIGANTE ETERNO E IL PICCOLO PAIRE SVIZZERO

Una salubre boccata di erba olandese è quello che ci vuole dopo la polverosa stagione terricola. Anche inglese o tedesca va bene. Pure cambogiana. Stoccarda, 14 Giugno 2017, 58 D.M. (Dopo Mac). Sul già spelacchiato centrale tedesco in scena uno dei migliori accoppiamenti possibili nei nostri tempi decadenti, per generare tennis bellissimo, pregno di antichità in disfacimento: Federer-Haas. Di meglio solo il venturo Haas-Zverev (quello buono, cioè il mancino, più vecchio e meno forte) o McEnroe-Stich (56 anni l'uno, 47 l'altro, che due anni fa inaugurarono quel centrale con una bellissima sfida, vinta ovviamente dal Genio assoluto). Bando alle ciance, accontentiamoci di Roger e Tommy. Federer, per una volta, non deve allenarsi al centro tecnico di Villa Arzilla per trovarne uno più vecchio di lui. Di ben tre anni. 39 primavere contro 36. Le premesse sono ottime, malgrado i due mesi di stop volontario dello svizzero, le mille operazioni gravi patite dal tedesco, una specie d...

LA DECIMA DI NADAL AL ROLAND GARROS. PAURA E DELIRIO A PARIGI


 
 
 Ludico pagellame post esistenzialista 
Uomini Rafa Nadal 10 (come i titoli). Capita di vedere qualche scambio dell'esecuzione sommaria ai danni del malcapitato Basilashvili, onesto comprimario georgiano in discreta forma, impegnato allo stremo per vincere un game con ardimento antico, e penso scorato: l'unico a poter fare una parvenza di partita o strappargli un eroico set è Stan Wawrinka. Oscenamente sbugiardato, perché anche lo svizzero è scarnificato da un Nadal versione cannibalesca. Buono ma non al massimo a inizio anno sul cemento, dominante appena messo piede sulla terra. Vittorie in serie e approdo a Parigi nelle migliori condizioni psico-fisiche. Determinato, concentrato, tirato, feroce. Non una distrazione o passaggio a vuoto in sette partite: monstre. Non assistevo a simili mattanze in serie dai tempi di Steffi Graf tra le donne. Storica decima a Parigi e quindicesimo slam, quindi. Qualche sussulto tra gli ultrà di Federer per la perenne, avvincente, mas...