Il megapresidente si dà al tennis
Nelle prime ore del meriggio il megapresidente "pipino l'irrefrenabile" riposava nel suo umile baldacchino di 12 metri quadrati, sventolato con della ampie piume di struzzo dalle ossequiose domestiche Minzolini e Belpietro. "Animo sguatteri!". Si udiva ogni tanto la voce ferma del sultano, un poco infastidito dalla loro fiacchezza, mentre piluccava qualche fragolina di bosco. Poi si recò nella stanza dei lavori di Palazzo Chigi, laddove lavora per rimettere all'impiedi l'Italia. Ad attenderlo, impegnativi colloqui per la "pupa ed il secchione" ed una dozzina di svampite soubrettes da testare in prima persona. Nell'altra sala, ministri, capigruppo, sottosegretari e servi della gleba facevano un gran baccano innanzi alla tv. Strillavano e scoreggiavano come cavalli da soma armeni. Assistevano alla finale del Roland Garros. Per la prima volta un'italiana in finale, Francesca Schiavone. Un evento epocale. Il messia si unì a loro, pare...