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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ivan Lendl

Medjedovic-Tsitsipas, remake del Kolossal Chang-Lendl '89

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Capita spesso di imbattersi in scialbi remake. Immagino "Il Padrino" quarant'anni dopo, con alla regia Veronesi invece di Coppola, e al posto di Al Pacino e De Niro due attori come Edoardo Leo e il pur ottimo Stefano Fresi. Non è la stessa cosa, spesso delude, ma lo guardi per curiosità e alla fine risveglia qualche sussulto di piacere. È il caso di Medjedovic-Tsitsipas, rifacimento Netflix del pluri premiato Kolossal Chang-Lendl del lontano 1989. Il giovanotto serbo, pur divertentissimo da vedere e lanciato verso un futuro roseo, non è Chang. Tanto meno il Cristo morente greco Tsitsipas in crisi esistenziale può essere accostato a Ivan Lendl, allora truce tiranno e numero uno al mondo. Figurarsi se il primo turno di un torneo del petrol-tennis tra i cammelli a Doha possa avere lo stesso fascino di un ottavo del Roland Garros, sul centrale parigino.  Tocca però accontentarsi, e il remake è davvero gustoso. Il rampante serbo, stanco dalla sinfonica settimana marsigliese, s...

IVAN LENDL, L'ORIGINE DEL MALE

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Sarò breve, conciso e circonciso come Doni Gesualdi da Scasazza: finale di stagione tennistico frizzante quanto un film francese sul suicidio di un pianista sordocieco che suona per due ore le inebrianti melodie di Allevi, impreziosito dal cambio al vertice Atp. Murray scalza Djokovic e diventa il ventiseiesimo numero uno al mondo.  Su Twitter arriva anche l'investitura di Sua Immortalità Augusta Federer, quindi la vicenda assume i connotati dell'ufficialità.  Ci sta, cosa vi aspettavate? Che Miloslav Mecir a 52 anni tornasse a giocare battendo Djokovic? Che sbucasse dal nulla un sedicenne volleatore di Cinisello, mix tra Pat Cash e Gianluca Pozzi? No, è tutto in linea con l'attuale quadro di degrado soporifero, meno divertente di un documentario sull'accoppiamento delle  locuste afgane. Tempo fa mi divertì molto invece leggere sui social uno di questi pomposi (molto convinti) letterati della pallina, cianciare di Murray come il Ringo Starr dei Fab Fou...

EDBERG CON FEDERER. DOPO BECKER E LENDL: RITORNO AL FUTURO

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Foto di Frédéric de Villamil, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Regalo di Natale, bufala di Santo Stefano o allucinazioni da postumi di sbronza pre San Silvestro, fate vobis: Roger Federer chiama l'idolo d'infanzia Stefan Edberg come nuovo allenatore. Scelta che segue quella di Boris Becker all'angolo di Novak Djokovic. Lendl con Murray è ormai storia vecchia. Anche Lundgren o Annacone erano tennisti degli anni '80. Roche dei '70. Quello che stupisce (e insospettisce) ora è la contemporanea presenza di tre dominatori e avversari diretti di quegli anni, come allenatori di tre attuali top players. Nel giro di pochi mesi. Uno struggente e romantico tuffo nel passato. Quasi un talent show in cui giovani virgulti duettano con vecchie star, per aumentare l'audience e dare gioia a nostalgici bacucchi. Atp/X Factor. Già detto nei mesi scorsi di Ivan Lendl . Prima ancora dei riscontri del campo si sapeva di come «L'inumano robot» av...

MAMMA RAI AL ROLAND GARROS

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La notizia è di quelle che provocano una paralisi aortica o una peristalsi rettale: Mamma Rai, dopo decadi di tombale censura, opziona il Roland Garros 2012. Siticazzi, vien da ripetere strofinando gli occhietti cisposi.  Tornano alla mente indimenticabili sequenze ormai datate venti, venticinque anni fa. L’ora di pranzo ed un eroico italiano smilzo e talentuoso che scuoteva la criniera e tra un giubilante balzello e l’altro, arrivava ad un passo dall’impresa di battere il titubante e macchinoso Ivan Lendl da erba. Paolo Canè, sul centrale di Wimbledon, sospinto dalle coronarie in apnea del Bisteccone Galeazzi. Perché un tempo l’Italia aveva anche tennnisti divertenti, e trasmetteva lo sport della racchetta. Ma, avendo una madre così premurosa e lungimirante dall’esser più felice se a scuola non ci andavo e rimanevo a casa, ci si poteva imbattere anche in una mattutina diretta che dava sul futuro: un diciassettenne tappo della chinatown americana (Michael Chang, si ch...

AUSTRALIAN OPEN 2012 – MURRAY, “IL SOGGIORNO AL VILLINO DEL CAMPIONE” IVAN LENDL

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Day 12 – Il caso del giorno. Un operaio grida ad uno degli artefici della distruzione del paese “Tu non devi rompermi i coglioni”, ed il politico se ne va stizzito. Dov’è la stranezza? Ah, già. Nei paesi normali, gli esponenti di un regime che ha causato un disastro simile, non vengono mica attaccati verbalmente. Ma usati come cibo per le mosche La leggenda narra di come Ivan Lendl, dominatore del tennis di metà anni ’80 (lontano da Wimbledon), vivesse schiavo di maniacali fissazioni, metodiche ed immutabili. Il perfetto “uomo di cemento”, l’antesignano del cambio racchetta con le palline nuove. Durante i pochi giorni di pausa da tornei ed allenamenti, mentre Becker si dava ad improvvisate october fest con birra bevuta in boccali da sei litri assieme a smutandate aborigene, Ivan era solito invitare un tennista nella lussuosa villa ranch in Florida, per qualche giornata di sollazzante vacanza-lavoro sui suoi campi personali. Una specie di riffa in stile fantozziano. Come il ...

IVAN LENDL, IL ROBOT CHE ANTICIPO' IL TENNIS MODERNO

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Mezzo secolo da Ivan Lendl, tra record e vittorie di uno dei campioni simbolo del tennis degli anni '80. I difficili inizi tra i mostri sacri Alto, smilzo, introverso, col viso angolare e spigoloso che ben ne dipinge un carattere introverso e poco avvezzo ad ammiccamenti mediatici, Ivan Lendl irrompe nel circuito tennistico ad inizio anni '80. Arriva facilmente tra i primi della classifica, a suon di dritti possenti e geometrici, fondamentali che rasentano la perizia di un cecchino. Emerge in una generazioni intasata di campioni. Vince tanto Ivan, certo, ma sul più bello è frustrato nei suoi tentativi di consacrarsi nell'olimpo tennistico, col trionfo in uno slam. Ivan pare non avere la personalità e convinzione dei propri mezzi per poter abbattere simili mostri sacri.  Diviene "perdente" per eccellenza. Non ha il talento naturale di McEnroe, la grinta irriducibile di Jimbo Connors, e nemmeno la forza mentale e l'esplosività nei piedi di Borg. Ma rimane lì, ...