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Visualizzazione dei post da maggio, 2013

NA LI AFFONDA SOTTO LA PIOGGIA, MATTEK-SANDS SOTTOMARINO D'ASSALTO

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Foto di Carlos Delgado, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 4.0 La pioggia a catinelle rovina il programma della quinta giornata, al Roland Garros. E allora cosa vi conto? Potrei improvvisare una dotta analisi della situazione politica italiana oppure ricordarvi, come diceva Woody Allen, che “Finché non ti hanno baciato in uno di quei piovosi pomeriggi parigini, non sei mai stata baciata”. Però per il tennis, è meglio il sole. Decisamente. Incontri interrotti e risultati per certi forse falsati, certamente condizionati da un meteo estremo. Frana di giornata è quella della rocciosa muraglia cinese Na Li , che da quelle parti aveva vinto due anni prima ed era tra le possibili candidate ad arrivare in fondo. Rientra in campo avanti di un set, ma crolla nelle sabbie mobili senza vincere più in game (forse nemmeno un punto), sotto i colpi di Mattek-Sands , pittoresco personaggio yankee, di solito addobbata come un albero di natale a luglio, che però a Parigi appare più sobri...

GULBIS SI ANNOIA COI "FAB FOUR"

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Foto di Yann Caradec, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 La notizia è di quelle deflagranti. Anche i siti tennistici hanno imparato il gran segreto giornalistico: sparare il titolo a effetto, in modo che da tre (sventurati) visitatori casuali, si passi a cinque (curiosi). E pazienza se poi a quel titolo corrisponda un articolo che dice tutt’altro. Insomma il titolo “Gulbis ritiene che i primi quattro tennisti al mondo siano noiosi” , all'interno si trasforma in Gulbis che ritiene i migliori al mondo molto noiosi nelle loro dichiarazioni in conferenza stampa. Finte e insostenibilmente politically correct ad ogni costo. Non discute certo il loro gioco. Vuoi forse dargli torto? Da anni, i non coinvolti da tifo, vivono con fastidio la melensa atmosfera del "ho vinto perché ho alzato dello 0,2% la soglia delle prime", “siamo tutti bravi”, “anzi lui è meglio di me”, “no-no, il numero uno è lui, io sono niente”, e via in un rossiniano crescendo quasi poetico. U...

DJOKOVIC E GOFFIN, IL BRUTTO E IL BAMBINO, SI PRESER PER MANO...

Un brivido di simpatico ribrezzo mi percorre la schiena, immaginando Marion Bartoli sofferente, tutta contrita, accigliata e sbuffante, nel proseguo del suo primo turno. Riassume pienamente lo spirito di questa giornata: uggiosa, appiccicosa, fastidiosa, che ulula petulanza a un cielo di metallo. Grigia e orrenda. Ha vinto il primo set, quell’inspiegabile buzzurro transalpino, che i francesi si trovano (non senza imbarazzo e sguardi smarriti) a dover tifare. E’, Marion, occorre premetterlo, in una delicata fase della carriera, nella quale sta provando a liberarsi (senza riuscirci) del fardello paterno, una specie di sadico domatore-scienziato. Contro “l’altra parte del cielo” Olga Govortsova, appena spiove, arranca, soffre, strepita. Il tempo umido e la sottile pioggerellina la rendono ancor più ammaliante, tutta sudata, mentre dimena i grassocci cotechini nel rituale spettacolo tribal-kitch . Tra danze insensate, urla gracchianti e colpi quadrumani. Scruto il cielo di cemento e...

NADAL DISINNESCA ORDIGNI, BYE-BYE BERDYCH

Ormai lo hanno capito tutti, dal caro estinto Soderling in poi, passando per Rosol, Gulbis, e financo Federer nella mezza finale abortita al Foro: per battere Nadal , o almeno provarci, si azzarda il tiro di bombarda alla “valà Peppone”. Il forcing dalla prima all’ultima palla. Ci prova ieri anche il tedescone a due ante Daniel Brands che, busto orrendamente rigido e faccia assente da killer seriale insospettabile (che poi s’ammazza), fa piovere granate sullo “Chatrier”. Seppellisce l’iberico di vincenti. Da ogni lato. E quello, al solito, non fa una piega. Si mette lì e rema, striscia, arrota, ributta dall’altro lato ogni possibile straccio, con la faccia dell’incassatore di caucciù che pensa: “Si deve stancare prima o poi”. Sarà la saggezza data dall’esperienza, ma come vanno queste cose ormai lo sai, anche se lasci il match sul 6-4 6-6. E se anche il sito di scommesse quota l’iberico a 1,01 (in svantaggio di un set), ti rendi conto che è il segreto di Pulcinella. Prima o poi l...

RIMONTE E TRAMONTI DI VECCHI EROI: VENUS, HEWITT E MALISSE

Laddove tramontano le Dive, viene da pensare vedendo la vecchia venere stremata, mentre a bordo campo lampeggiano le tre ore di battaglia. Con acconciatura anni ’50 raccolta in toupet da diva e lunga maglia rosa, sopra gonnellino e pants bianchi, sormontati da ipnotici stilemi in tinta. Lotta e annaspa, in quello che è un malinconico declino ormai prolungato.  Due set di battaglia, prima del crollo nel terzo set, contro la Radwanska meno forte, ma non meno ordinata, sottile e di gentile mano. 5-1 30-15, prima che Venere raccolga le ultime stille di energia e mentalità di campionessa per un sussulto d’orgoglio . Emoziona e riscalda anche i pochi intirizziti spettatori rimasti sugli spalti, in una serata da tregenda. Arriva a due punti da un incredibile aggancio sul 5-5 prima che l’altra, con coraggio, non le metta all’incrocio delle righe la dura realtà. È stato, quello di Venere, il classico esempio di quelli che sono spesso i primi giorni dello slam parigino: proscenio ideale...

ROLAND GARROS 2013 – TABELLONI E PRONOSTICI DELL'ESPERTO

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Rapida, saliente ed onnicomprensiva, analisi del tabellone. Dopo aver letto la quale potrete anche non vedere il torneo: Uomini  Djokovic-Nadal e Federer-Federer, le semifinali. Gelida manona di Masha fatata per Federer, molto meno per Djokovic. Mine vaganti: Gulbis (sulla via di Berdych), Janowicz (su quella di Gasquet e Nadal), Paire (per Nadal), Dimitrov (terzo turno con Djokovic). Italiani: meglio non poteva andare. Soprattutto per i loro avversari. Djokovic - Tipsarevic. Dopo l’esordio col bimbo Goffin, fremente attesa per un terzo turno da leccarsi i baffi, tra il numero uno serbo e il “signor Sharapova”, Dimitrov. Spero il contrario, ma possibile, probabile, cruenta punizione del serbo all’irriverente bulgaro, dopo il recente sgarbo madrileno. Ottavo che lo vedrebbe opposto al vezzoso tennis del Kohli, sempre che il tedesco riesca a spuntarla in un settore dove sfarfalleggiano anche il giovane e talentuosissimo qualificato Vasely, Dolgopolov (pri...

INTERNAZIONALI D’ITALIA 2013 – LA PIU’ BELLA FINALE CHE NON SI SIA MAI GIOCATA) - Pagelle Minimal

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Travestendomi da maestrina con la penna rossa/blu, e animo poetico di Thomas Milian e Bombolo messi assieme mentre imitano Hemingway dopo una sbronza di vino tinto, fingendo persino di capirne di tennis, elargisco voti all'edizione 2013 degli Internazionali d'Italia. Uomini Rafael Nadal: 8 . Parentesi monegasca a parte, è tornato a dominare sulla terra, strisciando come un serpe da un lato all’altro del campo. Il settimo sigillo romano lo ipoteca portando a casa, con pazienza ed esperienza, il match con Gulbis, che lo aveva tramortito per oltre un’ora. Poi il set ceduto a Ferrer per scrupolo d’allenamento, e la finale mai iniziata. Roger Federer: 6,5 (per le esibizioni) . Tre sontuose esibizioni tennistiche, senza troppo agonismo, nel mondano umido delle serate romane e triste ritorno alla feroce normalità di giorno, al sole di un pomeriggio crudele, come marinaio smemorato tra le onde di una bufera immaginaria. Si presenta, col nuovo giovanile e a...

BENOIT PAIRE, TRE ANNI DOPO (per gli altri)

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Foto di Charlie Cowins, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Nel trionfo dell’ultra autoreferenzialità insensata pensavo, tra me e me, mentre un camion davanti rischia di riversarmi addosso una tonnellata di letame, buono per far crescere vellutate le rose: quello che oggi dicono, ammirati, di Benoit Paire, io, tra un delirio e l’altro, lo ripeto da almeno tre anni. Forse più. Basta digitare il suo nome tra i tag di questo blog, e avrete la sfilza dei pezzi in cui ne glorifico le enormi potenzialità. Uno, preso a caso, era questo: Un week end da geni Gran soddisfazione sciocca, dunque. L’allampanato naif francese, dal tennis così estroso e imprevedibile, fa impazzire il Foro e viene scoperto anche dalla ciurma d’incensanti giornalai mainstream, perché capace d’issarsi fino alle semifinali degli Internazionali d’Italia. Io, che malato sono, non avevo bisogno d'aspettare una vittoria su Del Potro. Intravvedevo le chiare stimmate di potenziale talento...