KOHLI, NADAL, BAGEL, SBERLEFFI E SCONFITTE
Sarà stato il 2010 o il 2011, a una certa età la memoria si fa labile. Ricordi sbiaditi di un epico suicidio/turpe omidio del " Picasso" Petzschner sul Centre Court di Wimbledon. Il tempio del tennis. Intendiamoci, di fronte aveva il miglior Nadal, non certo quello che su quei prati sarà poi ghigliottinato da testa di lampadina Darcis o Dustin rasta Brown. Quel giorno il diavolo di Manacor fu leziosamente ischerzato per tre set dal surreale pittore imbianchino tedesco. Ispirato come non mai, il Pecce, nello scrivergli "marameo" sul volto tirato, prima di un back radente o smorzata d'invereconda bellezza. Meglio fermarsi a quei tre set, perché il resto (gaglioffo abuso di potere e medical time out di Rafa e tradizionale resa del funambolo di Bayreuth) somiglia a una strage degli infanti, alla classica, funambolica, fatale sconfitta in salsa picassesca. Eppure, terminato l'eccidio, con immaginario imbuto in testa, rivelai ai discepoli: "Arriv...