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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

FONSECA-DJOKOVIC, IL VECCHIO E IL BAMBINO

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C'è tennis oltre a Sinner. In una Parigi romantica ed estrema, vanno in scena partite epiche, lotte d'altri tempi, rimonte straordinarie, crolli dolorosi. Il Roland Garros potrebbe finire già domani, ed ha già regalato più spettacolo degli ultimi tre slam messi assieme Foto OMAR.ERRE, Licenza Creative Commons CC-BY.SA 4.0

PSICODRAMMA SINNER. OCCASIONE DELLA VITA PER ZVEREV, E OCCHIO A DJOKOVIC

L'inquietante uscita di scena dell'italiano apre le danze di un dibattito sul tennis moderno, gli infortuni, il calendario e le soluzioni L'imprevisto, nel tennis e nella vita Il tennis è uno sport crudele, i non occasionali lo sanno. Da tempo si ripete come un mantra che un Sinner in tali condizioni, poteva essere battuto solo da un imprevisto. E l'imprevisto, implacabile, c'è stato. È arrivato in una situazione che nessuno, nemmeno il più malvagio dei pullulanti haters dell'italiano, avrebbe potuto immaginare nei suoi sogni da tso. Ma nemmeno la schiera dei talebani suoi supporters avvinti da senile froceria, perché si sa come il nostro sia stritolato tra queste due opposte isterie. Anche per questo, mi fa simpatia. Ho resistito all'orrore megalomane dei fans di Federer perché lo svizzero mi faceva sobbalzare dalla seggiola, resisterò anche agli adepti ululanti di Sinner. Sinner avanti 6-2 6-3 5-1 contro il modesto dei Cerundolo (Juan Martin), poi il croll...

PARIGI E I LUNGHI ADDII: SALUTANO WAWRINKA E MONFILS

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Il Roland Garros 2026 inizia all'insegna del caldo atroce, qualche caduta dei big e la solita parata di grandi eroi al tramonto. Stan Wawrinka saluta quella Parigi che lo vide trionfare nel 2015 Foto di Fred Romero, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Divagazioni sul calcio, la fica e il tennis: la morale è sempre quella Il calcio è diventato uno sport cretino. O, come direbbe Maccio, uno sport male. Non guardo una partita intera di pallone da quando giocava ancora Seedorf. Sarà stato il 2006, nello stadio, durante una partita che stenta a decollare, monta un crescente malumore. Gli sparuti ululati di disappunto diventano gragnuola di fischi man mano che il match si allunga. Clarenzio, subissato più di tutti per quell’aria di superiore svogliatezza, non se ne cura. Anzi, chiede ai compagni più inesperti e impressionabili di dargli la palla, che ci pensa lui. La vuole sempre nei piedi. Continua a trotterellare con quell’aria da gaggio, incurante di cotanta volgare ignoranza. Testa a...

IINTERNAZIONALI DI ROMA 2026, PAGELLE AL CAR WASH - SINNER SENZA LIMITI

Fulminee e fulminate pagelle degli Internazionali d'Italia di tennis, partorite sgargarozzando una coca cola zero (sono ormai astemio) in attesa che un omuncolo cingalese dall’aria circospetta, improvvisatosi filosofo, finisca il suo lavoro al car wash  e la smetta di giudicarmi per via della sozzura dell'auto da artista naif malato di tisi e aspirante al suicidio: “Le machìna è come la persona se deve truccare un po' eh. Da quanto tempo non la lava, dottò?” , e risolino subumano. “Dal 2017, e allora?” Jannik Sinner 9 Roma ha il suo Imperatore 50 anni dopo Panattone. Un autentico gladiatore al contrario, che invece di musiche epiche e la rude figura muscolata di Russel Crowe, ha le fattezze di un serafico ragazzo esangue e sfilato, che tira mazzate terrificanti con algido distacco e sulle note di una martellante techno. Che il tipo sia un fenomeno, mi pare acclarato. Forse ancora non ci si rende conto che questo miracolo sia nato in Italia. A 24 anni continua a polverizzare...

UN EROE INATTESO AL FORO ITALICO: LUCIANO "PALLE FUMANTI" DARDERI

Finisce quasi alle due di notte, dopo una serie di rocamboleschi eventi, il quarto di finale tra Luciano Darderi e la nuova sensazione del tennis mondiale, il teenager Rafa Jodar. Jodar e Darderi entrano in campo alle 23, avvolti dai fumogeni dell'Olimpico Nella notte, un imprevisto e imprevedibile match dal sapore antico infiamma il Foro Italico avvolto dalla nebbia, proiettato in un clima post apocalittico. Un ambiente cupo e delirante segno di un romanzo di Howard Phillips Lovecraft. Davo leggermente sfavorito il valoroso oriundo argentino, un po' per la tommasiana legge della prova del nove che vuole l'underdog difficilmente capace di bissare una precedente impresa (contro Zverev), un po' perché il giovane spagnolo pare già avere più tennis e mascolini attributi del tedesco (capirai che ci vuole, dirà qualche birbaccione), e il resto perché di questo sport demoniaco non ci capisco una beneamata ceppa. Poi però, la storia si arricchisce di oscuri presagi, sinistri sp...

BUBLIK-TIEN, L'ALTRO TENNIS AL FORO

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Tradizionalmente, gli incontri più appassionanti a Roma si giocano nel tardo pomeriggio. Sarà per quel sole rossastro che lambisce le statue del Foro e le allungate ombre dei pini secolari, ma a quell'ora ho spesso assistito a match venati di una tragedia che solo la storica cornice dell'Urbe sa offrire. Peccato Bublik e Tien scendano in campo sotto un cielo ricoperto da una cappa di nuvole presagio di pioggia e un'umidità da risaie indocinesi.  Il confronto, in sede di pronostico, si presentava ricco di spunti interessanti e dall’esito tutt'altro che scontato: l'istrionico kazako, contro l'ordinato e sapiente mancino americano, è chiamato a giocare un match di livello. Senza troppi svolazzi e amnesie, per quanto questo sia possibile in un soggetto perennemente sul filo del rasoio della follia delirante, mentalmente e tennisticamente instabile. Il primo set lascia ben sperare: Bublik lo porta a casa in scioltezza, tra le urla scomposte della solita torcida di sv...

MARTA COSCIALUNGA KOSTYUK, DALL'UCRAINA CON AMORE

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Nel Masters 1000 di Madrid, brilla la stella dell'ucraina Marta Kostyuk. Atleta di grande potenziale e carattere, spesso al centro di polemiche politiche sterili, in questo mondo al contrario, dove i partigiani bombardati dovrebbero offrire un caffè all'invasore Foto Hameltion, Lucenza Creative Commons CC-BY-SA 4.0 L'abulico Masters 1000 di Madrid, illuminato da Marta coscia lunga Kostyuk In una mezz'alba nuvolosa di maggio, mi viene in mente un mezzo delirio insensato sul Masters 1000 di Madrid, rimandando il suicidio ad albe più sincere. Torneo da sempre né carne né pesce, di terra veloce, con l'altura e le strambe trovate cromatiche dell'eccentrico Tiriac. Un Federer che danza regale in punta di piedi sulla scivolosa terra azzurra, mentre gli altri annaspano goffi in tutta la loro umana bruttezza.  La stagione sul rosso, per me resta incentrata su Montecarlo-Roma-Parigi, e la deviazione a Madrid è solo uno scalo noioso. Ma tant'è. Provo una moderata sodd...