Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2026

FONSECA-DJOKOVIC, IL VECCHIO E IL BAMBINO

Immagine
  C'è tennis oltre a Sinner. In una Parigi romantica ed estrema, vanno in scena partite epiche, lotte d'altri tempi, rimonte straordinarie, crolli dolorosi. Il Roland Garros potrebbe finire già domani, ed ha già regalato più spettacolo degli ultimi tre slam messi assieme. In un venerdì di passione, altre quattro maratone di cinque set. Il fragoroso crollo di Sinner aveva dato nuovi stimoli a un Djokovic arrivato a Parigi bello riposato e con le idee chiare: non ci sono Alcaraz, Musetti (mettici pure Rune e Draper), facciamo due orridi balletti e via, vediamo quanti altri si suicidano. Scoglio fondamentale per diventare il favorito numero uno era la giovane sensazione Joao Fonseca, col suo codazzo d'invasata torcida.  Il serbo parte subito forte, concentrato ed essenziale. Per due set doma da par suo le sfuriate pasticciate del giovin puledro di razza sovrappeso, che mostra cristalline qualità balistiche e tutti i limiti della sua età. Imballato, pigro e bradipesco nei mov...

PSICODRAMMA SINNER. OCCASIONE DELLA VITA PER ZVEREV, E OCCHIO A DJOKOVIC

Immagine
Il tennis è uno sport crudele, i non occasionali lo sanno. Da tempo si diceva che un Sinner in tali condizioni, poteva essere battuto solo da un imprevisto. E l'imprevisto, implacabile, c'è stato. È arrivato in una situazione che nessuno, nemmeno il più malvagio dei pullulanti haters dell'italiano, avrebbe potuto immaginare nei suoi sogni da tso. Ma nemmeno la schiera dei talebani suoi supporters avvinti da senile froceria, perché si sa come il nostro sia stritolato tra queste opposte demenze. Anche per questo, mi fa simpatia. Ho resistito all'orrore megalomane dei fans di Federer perché lo svizzero mi faceva sobbalzare dalla seggiola, resisterò anche agli adepti ululanti di Sinner. Avanti 6-2 6-3 5-1 contro il modesto dei Cerundolo (Juan Martin), arriva un colpo di sole o altro malessere. Il resto è solo un triste trascinarsi fino all'epilogo finale. Ho letto una decina di minuti i social, e tanto mi è bastato per capire che l'umanità è ormai prossima all'e...

SPRAZZI DI ROLAND GARROS 2026: IL GIORNO DEI LUNGHI ADDII. SALUTANO WAWRINKA E MONFILS

Immagine
Il calcio è diventato uno sport cretino. O, come direbbe Maccio, uno sport male. Non guardo una partita intera di pallone da quando giocava ancora Seedorf. Sarà stato il 2006, nello stadio, durante una partita che stenta a decollare, monta un crescente malumore. Gli sparuti ululati di disappunto diventano gragnuola di fischi man mano che il match si allunga. Clarenzio, subissato più di tutti per quell’aria di superiore svogliatezza, non se ne cura. Anzi, chiede ai compagni più inesperti e impressionabili di dargli la palla, che ci pensa lui. La vuole sempre nei piedi. Continua a trotterellare con quell’aria da gaggio, incurante di cotanta volgare ignoranza. Testa alta e petto in fuori, con chiapponi e piedi di piombo ben piantati nell’erba dipinta, all’improvviso si accende. Ondeggia, due dribbling, una finta col sopracciglio, un altro dribbling danzante, e una staffilata, secca e potente, precisa e implacabile, che va ad insaccarsi nel sette. E i fischi di chi non capisce niente, dive...

IINTERNAZIONALI DI ROMA 2026, PAGELLE AL CAR WASH - SINNER SENZA LIMITI

Immagine
Fulminee e fulminate pagelle, partorite sgargarozzando una coca cola zero (sono ormai astemio) in attesa che un omuncolo cingalese dall’aria circospetta, improvvisatosi filosofo, finisca il suo lavoro al car wash  e la smetta di giudicarmi per via della sozzura dell'auto da artista naif malato di tisi e aspirante al suicidio: “Le machìna è come la persona se deve truccare un po' eh. Da quanto tempo non la lava, dottò?” , e risolino subumano. “Dal 2017, e allora?” Jannik Sinner 9 . Roma ha il suo Imperatore 50 anni dopo Panattone. Un autentico gladiatore al contrario, che invece di musiche epiche e la rude figura muscolata di Russel Crowe, ha le fattezze di un serafico ragazzo esangue e sfilato, che tira mazzate terrificanti con algido distacco e sulle note di una martellante techno. Che il tipo sia un fenomeno, mi pare acclarato. Forse ancora non ci si rende conto che questo miracolo sia nato in Italia. A 24 anni continua a polverizzare i record dei fab four, tutti i Masters 10...

UN EROE INATTESO AL FORO ITALICO: LUCIANO "PALLE FUMANTI" DARDERI

Immagine
  Nella notte, un imprevisto e imprevedibile match dal sapore antico infiamma il Foro Italico avvolto dalla nebbia, proiettato in un clima post apocalittico. Un ambiente cupo e delirante segno di un romanzo di Howard Phillips Lovecraft. Finisce quasi alle due di notte, dopo una serie di rocamboleschi eventi, il quarto di finale tra Luciano Darderi e la nuova sensazione del tennis mondiale, il teenager Rafa Jodar. Davo leggermente sfavorito il valoroso oriundo argentino, un po' per la tommasiana legge della prova del nove che vuole l'underdog difficilmente capace di bissare una precedente impresa (contro Zverev), un po' perché il giovane spagnolo pare già avere più tennis e mascolini attributi del tedesco (capirai che ci vuole, dirà qualche birbaccione), e il resto perché di questo sport demoniaco non ci capisco una beneamata ceppa. Poi però, la storia si arricchisce di oscuri presagi, sinistri spunti premonitori. Rybakina e Svitolina, incuranti dell’orrore generato, se le d...

BUBLIK-TIEN, L'ALTRO TENNIS AL FORO

Immagine
Tradizionalmente, gli incontri più appassionanti a Roma si giocano nel tardo pomeriggio. Sarà per quel sole rossastro che lambisce le statue del Foro e le allungate ombre dei pini secolari, ma a quell'ora ho spesso assistito a match venati di una tragedia che solo la storica cornice dell'Urbe sa offrire. Peccato Bublik e Tien scendano in campo sotto un cielo ricoperto da una cappa di nuvole presagio di pioggia e un'umidità da risaie indocinesi.  Il confronto, in sede di pronostico, si presentava ricco di spunti interessanti e dall’esito tutt'altro che scontato: l'istrionico kazako, contro l'ordinato e sapiente mancino americano, è chiamato a giocare un match di livello. Senza troppi svolazzi e amnesie, per quanto questo sia possibile in un soggetto perennemente sul filo del rasoio della follia delirante, mentalmente e tennisticamente instabile. Il primo set lascia ben sperare: Bublik lo porta a casa in scioltezza, tra le urla scomposte della solita torcida di sv...

MARTA COSCIALUNGA KOSTYUK, L'ASSOLO DI SINNER

Immagine
In una mezz'alba nuvolosa di maggio, mi viene in mente un mezzo delirio insensato sul Masters 1000 di Madrid, rimandando il suicidio ad albe più sincere. Torneo da sempre né carne né pesce, di terra veloce, con l'altura e le strambe trovate cromatiche dell'eccentrico Tiriac. Un Federer che danza regale in punta di piedi sulla scivolosa terra azzurra, mentre gli altri annaspano goffi in tutta la loro umana bruttezza.  La stagione sul rosso, per me resta incentrata su Montecarlo-Roma-Parigi, e la deviazione a Madrid è solo uno scalo noioso. Ma tant'è. Provo una moderata soddisfazione nel vedere Marta Kostyuk trionfare, senza un motivo reale che vada oltre una dis-umana simpatia a pelle, per ciò che putiniani (e/o) idioti reputano antipatico. Nessun apprezzamento tecnico, perché non svetta certo per soluzioni balistiche che mi facciano sobbalzare dalla seggiola. Neppure estetiche, poiché ormai l'andropausa incipiente mi rende insensibile alla coscia lunga e a quell...