Foto di Fred Romero, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Il calcio è diventato uno sport cretino. O, come direbbe Maccio, uno sport male. Non guardo una partita intera di pallone da quando giocava ancora Seedorf. Sarà stato il 2006, nello stadio, durante una partita che stenta a decollare, monta un crescente malumore. Gli sparuti ululati di disappunto diventano gragnuola di fischi man mano che il match si allunga. Clarenzio, subissato più di tutti per quell’aria di superiore svogliatezza, non se ne cura. Anzi, chiede ai compagni più inesperti e impressionabili di dargli la palla, che ci pensa lui. La vuole sempre nei piedi. Continua a trotterellare con quell’aria da gaggio, incurante di cotanta volgare ignoranza. Testa alta e petto in fuori, con chiapponi e piedi di piombo ben piantati nell’erba dipinta, all’improvviso si accende. Ondeggia, due dribbling, una finta col sopracciglio, un altro dribbling danzante, e una staffilata, secca e potente, precisa e implacabile, che va ad insacca...