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Visualizzazione dei post da dicembre, 2010

OSCAR DEL TENNIS 2010 – Storie di paura, follia e sublime arte del suicidio

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Richard Gasquet. Il cavaliere senza testa (magari). La stagione del riscatto dopo quella del lascivo bacio al sapor di gaglioffa cocaina. Certo, ero fiducioso assai. Una convinzione estrema. Del resto sono credo ancora che Marat vincerà un altro slam, se solo si allena una mezz’oretta al giorno. Che i Pink Floyd si riuniranno per un megaconcerto a Barcellona Pozzo di Gotto. E che Franco Baresi vincerà il pallone d’oro, un giorno o l’altro. Uscito indenne da quell’episodio degno di un film dei Vanzina, il giovin tennista minimalista poteva finalmente esprimere il suo cristallino talento castrato, liberando il braccio d’oro dalle oscure forze del male. Giocare senza quella testa irrecuperabilmente prigioniera del niente, in sintesi. Ne ero proprio convinto. Cosa sarebbe il mondo senza una accecata fiducia nelle utopie? Niente. Richard avrebbe potuto giocare sciolto, con la demente aureola del miracolato, liberato da catene che ne imprigionano il cervello. Stecchire con due sbluffate d...

OSCAR DEL TENNIS 2010 - Flop e tristi cadute in disgrazia

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Nikolay Davydenko. Lo scorso anno di questi tempi ci si stupiva per quel rachitico mucchietto d’ossicine raccolte alla rinfusa, capace di un finale stagione prodigiosa. Si celebrava il trionfo fatuo del proletariato tennistico. Successi in oriente e nella Masters cup di Londra. Tutti i più forti finiti sotto i suoi colpi anticipati, frutto di un virtuoso ed inspiegabile meccanicismo. Agghindato come un manichino della “Standa” reparto maglieria intima, l’operaio Stakanov con la sua fiera pelata d’ordinanza ha iniziato alla grande anche il 2010 vincendo a Doha, regolando in finale nientemeno che con Nadal. Uno stato di forma proseguito fino ai quarti di Melbourne. Esaurita quella verve proveniente da catacombe inspiegabili, il nostro soldatino russo è caduto nel baratro. Una serie infinita di comparsate senza senso e sconfitte a grappoli. Espressione intima della vacuità nel mondo del tennis. Nikolay è tornato “Nosferatu” nella miglior interpretazione dell’ottuagenario Klaus Kinski. ...

GLI OSCAR DEL TENNIS 2010 - Miglior tennista non protagonista

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1 - Robin Soderling. Si conferma, lo psicotico svedese, come deviato e squilibrato killer della tundra. Passo ciondolante, occhio pazzo ed atteggiamento di allampanata strafottenza. E’ fieramente antipatico, Robin. Vero nella sua cattiveria senza fronzoli, artefatti e grotteschi sorrisi da cabaret tragicomico. Quello è. E a tratti piace per quell’attitudine incurante e distruttrice. Rudimentale ed estremo. Bravo nel mantenersi ai vertici e dimostrare quanto quella della scorsa stagione non sia stata una fiammata casuale. Ma che di estemporaneità omicida può farne una costante. Un controsenso lineare. Trasformarsi in scheggia impazzita capace di rovinare scenari precostituiti. Divellere ostacoli imbracciando un’artigianale accetta da boscaiolo in versione killer seriale dalle maniche di camicia arrotolate. O mesto suicida con l’occhio spento da cefalopode agonizzzante, su una bancarella dei mercati rionali. Tutto scorre sul filo di una follia delirante. A Parigi si trova bene. Lo sce...

GLI OSCAR DEL TENNIS 2010. Miglior tennista protagonista

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Rafael Nadal. Stagione quasi perfetta per il maiorchino, che come un satanasso travestito da Lazzaro risorge rabbiosamente dalle sue ceneri di dolore. Riemerge col coraggio dei guerriglieri dai dubbi sul futuro a da quelle giunture sfibrate che sembravano segnare in modo implacabile una carriera ancora nella parabola ascendente. Legamenti non più capaci di sostenere peripezie arrotatamente esasperate e gran corse da forsennato. Risorge a primavera come una mutante cavalletta, nel luogo a lui più consono, sul rosso mattone tritato che costituisce quasi un’unica tela con quel tennis diabolicamente arrembante. Un apache orgoglioso, che non muore mai. Trionfa a Montecarlo, Roma e Parigi, senza mai dare l’impressione di poter patire il tennis di qualcuno. Nemmeno alla lontana impensierito da frotte di connazionali senza il giusto carattere per sostenerne la debordante personalità prima ancora dei colpi e tennisti di vertice troppo discontinui. Un piccolo grande slam su terra battuta, cui ...

DAVIS CUP 2010: TRIONFO SERBO

Nell’infernale e ribollente bolgia di Belgrado, i padroni di casa serbi portano a casa la Coppa Davis 2010. Djokovic martellante e sicuro, Troicki delfino protagonista per una notte. I “Blues” falcidiati dalle assenze cedono solo nel singolare decisivo. Le pagelle Novak Djokovic: 8. Era la sua coppa. L’ultimo sentitissimo sfizio di una stagione senza grosse soddisfazioni individuali. E lui non tradisce le aspettative. Certo, la Davis quest’anno è stata snobbata da Nadal, Federer e Seppi, ma non è certo colpa sua. Centrato e carico a mille, porta a casa i due singolari concedendo le briciole agli avversari. Si avventa su Simon come il cecchino squilibrato sull’agonizzante orsetto delle giostre. L’inutilmente molleggiato Monfils non ha serie armi per scalfire la sua furia, solo balzi di caucciù. Provate ad immaginare Djokovic che esulta con gli occhi accecati da un odio folle ed inspiegabile. Moltiplicato per dieci. Alimentato dai colori della sua patria e da oltre sedicimila invasat...

MASTERS CUP LONDRA 2010: FEDERER STENDE TUTTI

Atmosfera da spaziale kolossal all’Arena 02, alla quale si adatta alla perfezione Roger Federer, implacabile come nei giorni del dominio e vincitore del Masters 2010. Un gladiatorio Nadal si arrende solo in finale. Murray bell’incompiuto. Le pagelle Roger Federer: 9. E’ tornato a livelli di dominio annichilente, spaziale. Senza nessuna pausa o tormentata fuga da se stesso. Chiude la stagione allo stesso modo in cui l’aveva cominciata in Australia, al fianco di un Murray frustrato e piangente. Fluttua leggero e in sospensione nell’aria, con ritrovata ferocia da tiranno. Un tennis che è fluido magico, invisibile essenza di eterea superiorità. Assolutamente inarrestabile, punisce tutti come sul piedistallo dell’inarrivabile. Potenziali numeri uno e numeri uno attuali. Dall’incantatore di serpenti Murray incapace di abbozzare una difesa e suonare il suo piffero anestetizzante, a quel “toro scatenato” Djokovic ridotto a suonato sparring. Fino alla prova decisiva, nel match atteso da tutti...

PARIGI BERCY 2010: TRA LE MACERIE DEI BIG SPUNTA ROBIN

Il Masters 1000 di Parigi-Bercy ha riservato moltesorprese. Un Soderling in forma da cecchino marcia sulle macerie dei grandi favoriti in disarmo. Monfils irriducibile combattente e Llodra piccolo monumento artistico vivente Parigi (Francia) – Soderling torna implacabile killer seriale, i francesi si esaltano in vista della Davis. Un torneo ricco di emozioni, sfide divertenti e grandi battaglie all’ultimo artiglio, malgrado i big cadano come le foglie d’autunno. Alla fine la spunta Robin Soderling , tornato ad un livello di ispirata forma demolente dopo qualche apparizione appannatamente miope. Lo svedese si conferma numero cinque credibile delle classifiche, alle spalle dei “fantastici quattro dell’apocalisse”, in fase di autunnale stanca. Gran prova del disturbato boscaiolo che imbracciata l’antico strumento rudimentale fa suo il primo Masters 1000 della carriera. Fa fuori in sicurezza Roddick ed emerge nella meravigliosa semifinale thrilling contro Llodra. Grazie ad insospettab...

FED CUP 2010: AZZURRE SEMPRE PADRONE

A San Diego le ragazze del tennis italiano si confermano campionesse del mondo. Orfani delle Williams e ancor più deboli per le discutibili scelte del loro capitano, gli Usa non riescono a fornire una resistenza dignitosa, malgrado il tardivo inserimento della Oudin. Le pagelle. Francesca Schiavone: 6. Ordinaria amministrazione nel match d’esordio. Ci vuole ben altro dispetto all’impacciato prototipo di tennista Vanderweghe per impensierire una milanese che si era preparata per fronteggiare gente come Wozniacki e Clijsters in quel di Doha. L’imberbe ragazzona deambulante è facile preda dell’irsuta lupacchiotta dei campi. Basta spostarla, mettere sul campo qualche taglio della casa, che l’imponente avversaria va in confusione totale. Non capisce più nemmeno dove si trova, perché il tennis può essere così malvagio e i campi non siano una ventina di metri più lunghi. Cade imprevedibilmente contro una Melanine Oudin rispolverata per disperazione. Letteralmente presa a sapide schioppett...

MASTERS FEMMINILE DOHA: CLIJSTERS MAESTRA DA NUMERO 1

Masters di Doha, tra vestiti da sera e la dimostrazioni di forza di Kim Clijsters sulla fresca n.1 Wozniacki. Dementieva saluta il circo e se ne va. Schiavone troppo tesa. Zvonareva incompiuta, Jankovic impresentabile. Le pagelle Doha (Qatar) – Era iniziato con la solita sfilata da baraccone, e le otto protagoniste bardate a gran dive mondane, durante il sorteggio. Tutte costipate in lussureggianti abiti da sera, paiono delle graziose fiere sorridenti con gli occhioni imbarazzati e smarriti, davanti agli sguardi dei curiosi. Un filo grottesca, piuttosto crudele e assai divertente. Ed è un trionfo lussureggiante di seta, chiffon, ammiccamenti e trucco squagliato dai riflettori. Qualche ardimentoso, guardando tutto quel tourbillon kitch da prima della scala, s’è spinto a preferirle con una racchetta in mano. E quando si parla della Jankovic, le sue parole potrebbero anche essere usate contro di lui in un tribunale militare. Si attendeva con animo palpitante che qualcuna provasse ad egua...