US OPEN 2011 – FEDERER: SUICIDE IN NEW YORK (ELEGIA DI UN SUICIDIO NUOVAYORKESE)
Day 13 – Dal vostro inviato conta bubbole, sopravvisuto al super saturday Sarà quell’atmosfera frizzante, venata di chiassosa isteria, ma New York si presta a meraviglia per il racconto di un romanzo delirante. E’ ideale proscenio di grandezze, disastri, emozioni e catastrofi. O per un film di nevrotica asfissia/liberazione cerebrale partorito da Woody Allen. Lui e la sua New York. Si presta a tutto, quella gigantesca grande mela. La grandezza di una città ferita, che proprio ieri celebrava con ferale compostezza il decennale dell’attacco alle twin towers. Qualche ora di fitta pioggerellina altro non ha fatto che aumentare la spasmodica e chiassosa attesa per la prima semifinale: Federer- Djokovic. Come l’anno prima, di fronte in semifinale. Il vecchio ed elegante despota defenestrato da questa specie d’inelegante marionetta travestita da giullare, mezzo Pippo Franco e mezzo tagliatore di gole da wrestlemania. Attesa che palpi in quei gridolini d’eccitazione del pubblico e d...