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Visualizzazione dei post da gennaio, 2010

FEDERER MAESTOSO, FA SUO L'AUSTRALIAN OPEN 2010

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Il monarca comincia col piglio delle giornate più ferocemente abbaglianti. Pioviccica anche, ma il tetto rimane chiuso. Murray, travestito da Napoleone gran stratega, comincia mettere in atto la sua raffinatissima tela. Grosso modo, servire bene e rispondere aggressivo. Assumere il comando del gioco, ed anestetizzare lo svizzero, bloccandolo sulla diagonale rovescia, finchè questi non sbagli. E la tattica gli riesce alla perfezione. Il problema è che l'altro non sbaglia niente. Anzi, inizia uno spettacolo impressionante. Una brillantezza e determinazione, disarmante. Quando non partorisce un vincente, col rovescio si apre il campo, e chiude con una stilettata di dritto. Va a nozze con gli schemi dello scozzese. Sembra quasi invocarli lui stesso, in un picco di umiliante e sadica dimostrazione tennistica. Mohammed Alì, che ballonzola attorno all'avversario, e lo invita a picchiare più forte. La ricercatissima strategia di Murray, ha una variante ascetica: Avere fede in qualche...

SERENA WILLIAMS REGOLA IL RITORNO DELL'EX REGINA HENIN. L'AUSTRALIAN OPEN 2010 E' SUO. L'Australian Open è suo

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La finale più attesa, comincia all'insegna del nervosismo. Si palpa, denso e paralizzante, nello sguardo di Justine Henin , e nelle movenze trattenute di Serena Williams . La numero uno del tennis mondiale, in versione aranciata orangine, e con fasce di guerra (sicuramente sponsorizzate, probabilmente solo sceniche) a proteggere i mostruosi muscoli delle cosce, evidenzia un insolito timore reverenziale, al cospetto dell'ex regina belga. Lo scricciolo biondo che ha trascorso un anno e mezzo, tra vicissitudini matrimoniali e la cra delle giunchiglie, e tornata a giocare una finale di slam, come nulla fosse. Con la stessa grazia del suo tennis pennellato. Serena utilizza un servizio maschio, per tenere a distanza l'avversaria. Impedirle di prendere in mano l'iniziativa. Ed è proprio l'imbarazzante differenza di rendimento in battuta, a fare l'atroce differenza. Justine fatica ad arrivare al 40% di prime. Serena veleggia sul 70%, mica tirandole a tre quarti di vel...

AUSTRALIAN OPEN 2010 - DODICESIMA GIORNATA - FEDERER STENDE TSONGA, LA FINALE E' MURRAY-FEDERER

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Dagli spalti, piovono gridolini d'incitamento al francese delle colonie. Dovuti, ma decisamente poco convinti, anche quelli. Il match sta per finire, e non è mai iniziato. Alì Tsonga serve una buona prima, gancio di dritto ad uscire, e volè rabbiosa a chiudere. Chi comincia a vedere da quel punto, sarebbe colto in inganno. Il faccione del tennista-pugilatore, racconta nitidamente l'andamento del match, e l'impietoso punteggio. Jo è una belva ferita, ed impotente. I segni dei lividi, procurati dai saettanti fendenti di Roger Federer , possono solo immaginarsi. Attende che qualcuno fermi lo strazio, gettando la spugna, o dovrebbe urlare lui stesso il famigerato "no mas". Trattandosi di Tsonga, i paragoni pugilistici, sorgono spontanei. Il despota elvetico lo guarda, alza il sopracciglio, quasi perplesso. Intasca altri due errori gratuiti di Jo. Poi si mette in punta di piedi, e quasi danzando su melodie viennesi, stiletta un dritto anomalo vincente, poi un atta...

AUSTRALIAN OPEN 2010 - UNDICESIMA GIORNATA - SERENA WILLIAMS-HENIN, LA FINALE PIU' ATTESA

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Non ha potuto nulla la sorprendente nouvelle vague cinese. Tra Justine Henin e Zheng Jiae , non è parsa nemmeno una partita di tennis. Una scena più vicina alla lezioncina di tennis, che una mestra piuttosto puntigliosa e crudele, infligge alla maldestra allieva. La bacchetta severamente, e quella, a malapena sa impugnare la racchetta. La cinese si agita tutta e squittisce in modo insostenibile, come a volersi ribellare alla morte. Basta meno di un ora all'ex regina belga, che lascia per strada un solo game. Zheng torna a casa, e per molto tempo ricorderà la lezione. Viene da chiedersi come abbia potuto arrivare in semifinale, un simile affarino. Curioso e rumoroso, quanto un giocattolo per bambini. Henin vola in finale, dopo aver superato un tabellone, simile ad un campo di guerra minato. L'altra figlia dell'impero cinese, Na Li , ha invece reso la vita più complicata a Serena Williams . Se non altro ci ha provato, in virtù di un tennis prevedibile, ma un filo meno arra...

AUSTRALIAN OPEN 2010 - DECIMA GIORNATA - ALLEZ TSONGA, ALLEZ! E INTANTO FEDERER SMONTA DAVYDENKO

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Il solito malvagio fuso orario, mi porta a vedere sprazzi differiti, dei due quarti maschili, sapendo già il risultato. Come vedere un film dei Vanzina, e rimanere vivi. Federer inizia in completa balia degli anticipi del robottino spiritato, Davydenko . Preso in velocità ed anticipo, dal ceppo russo, non sa come arginarlo. Sotto di un set e quasi due break nel secondo. Da non credersi, malgrado la differita. Lo svizzero, paziente, si rimette in sesto, esce miracolosamente dalla buca. Inizia a non dare angoli al russo, sparandogli fendenti centrali, che paiono rimbombargli in pancia. Si apre a nuovi orizzonti, Roger. Nosferatu va in tilt. Non ne mette più una in campo, ed il monarca giganteggia in punta di piedi. Davydenko è solo, in crisi e sommerso dai boati del pubblico, interamente monarchico. Tredici games di fila per l'elvetico, che domina secondo e terzo set in modo impietoso. Fosse boxe, qualcuno dovrebbe gettare la spugna in campo, perchè rischia di ammazzarlo. In un ri...

Australian Open - nona giornata - Nadal, la resa dell'irriducibile ferito

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Appiccio il vile strumento multimediale, e pare vi sia una strana atmosfera mistico-religiosa, a dirigere le sorti di un triste match di quarti di finale. Marin Cilic , allampanato e ombroso croato di Medjugorje, è nel culmine di una delle sue proverbiali amnesie da pastorello visionario. Deambula lento ed impacciato, aggrotta, impotente, le sopracciaglia da gobbo di notre dame. Scruta terrorizzato il suo angolo, come in preda a crisi di panico. Si è appena fatto recuperare due set di vantaggio, da Andy Roddick . Il solerte speaker ricorda come l'americano sembrasse morto, sul punto del ritiro, alla conclusione del secondo set. E invece ora è risorto, come un Lazzaro col cappellino e senza occhi. Il buon Andy ha anche guadagnato in protervia, da quando un luminare allenatore, gli ha insegnato che al tennis si gioca pure col rovescio, e che il baseball è un'altra storia. Vaga per il campo con l'aria di chi vuol strillare al mondo: "ce l'ho pure io il rovescio!...

Australian Open - ottava giornata - Federer smagliante, Davydenko operaio di lusso

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Con un raro guizzo di sensitiva intuizione, un pò lo avevo previsto. Al di là del nome, l'attuale Venus Williams , non è una giocatrice imbattibile. Ammesso ne esista una. Tranne che sui prati di Wimbledon, qualcosa la concede sempre. E per un set e un gioco, ne approfitta Francesca Schiavone , con sapido mestiere. La venere nera, pare una statua d'ebano, luccicante e immobile, col completino giallo iridescente, infiammato dal sole. Dorme o è già morta, e non lo sa nessuno. Mi balza in mente di aprire il blog, e scriverla io per primo, la ferale notizia. Percentuali imbarazzanti al servizio, misteriosamente tirato a metà della consueta velocità, colpacci sparacchiati via, neanche si fosse in uno stadio di baseball. L'italiana, versione leonessa, seguita il suo prodigioso taglia e cucito. Domina il primo set, va avanti di un break nel secondo. Complice anche uno stop medico, l'americana si ridesta dal torpore dormiente. Si ha il diritto di malignare. La furbesca pausa ...

Australian Open - settima giornata - Meravigliosa Henin, Del Potro s'arrende

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Justine Henin ha ventisette anni, ha vinto gran trofei luccicanti ed è stata numero uno al mondo. Yanina Wickmayer , di anni ne ha venti, non ha vinto nulla e lavora per diventare numero uno. Ma ciò che affascina, non è solo il confronto generazionale, quanto un contrasto di stili, e il differente modo di approcciare ed interpretare il tennis, delle due ragazze nate in Belgio. Justine, è uno scricciolo gracile, che supera a stento il metro e sessanta, Yanina, una valchiria di un metro e ottantatrè, flessuosa, muscolata ed imponente, da far paura. A guardarle, pare non debbano esserci alternative credibili. Nel tennis ridotto ad urlante lotta grecoromana, la povera Justine non avrebbe alcuno scampo. Sbranata in pochi minuti da quella belva dirompente. La "vecchia" campionessa dipinge tennis immacolato, sfruttando le armi che gli Dei, col senso di colpa, le donarono per compensare un fisico minutamente inoffensivo. Yanina seguita ad esplode mattonellate disumane da ogni lato...

Australian Open - sesta giornata - Monumento Schiavone. I pronostici degli ottavi

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Malgrado le cinque ragazze italiane approdate al terzo turno, le speranze di vederne qualcuna agli ottavi, erano ridotte al lumicino, causa avversarie più quotate. Le maggiori, per classe ed esperienza, erano riposte in Francesca Schiavone . E infatti, a meno che le poche immagini viste siano state taroccate dall'istituto luce, la leonessa sgretola il gioco lineare e troppo leggero s di Agniewska Radwanska , con una prestazione impeccabile, al limite del monumentale. La polacca, svelando la sua bizzarra convinzione, ha poi affermato: "La Schiavone gioca come un uomo.". E magari ci fossero tanti uomini capaci di una simile completezza e varietà di colpi. Al limite, ci stava bene un: "La Schiavone non tira ad occhi chiusi come la maggior parte dei tennisti unisex.". Ora la leonessa trova Venus Williams . Pronostico apparentemente chiuso, ma ho buone sensazioni. La venere nera è in discreta forma, ma tranne che a Wimbledon - dove almeno la finale, se la porta in ...

Australian Open - quinta giornata - Vinci ed Errani, c'è un'Italia che perde con coraggio

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Maria Kirilenko , alias Maria II di Russia, è nient'altro che la versione meno truculenta e più inoffensiva di Masha Sharapova. E con qualche decibel di grugnente sonoro in meno. Non ha fondamentali vincenti, è una regolarista, che in questo torneo si è scoperta qualcosa in più della scenica velina bionda da passerella, degli scorsi anni. Così pare. Roberta Vinci , italiana poco più alta di 160 centimetri, da anni dipinge bel tennis classico. Dopo un inizio titubante, prende coraggio, affetta il campo in fatue listarelle ballonzolanti, su cui l'avversaria non può appoggiarsi. Sarà anche colpa della coscia menomata e bardata o delle velenose palle basse rimandatele dalla nostra, ma la russa, conferma di non possedere il colpo del knock out. Il match lo vedo a sprazzi, spaziando, ma Robertina rimane attaccata alla partita. Perso il primo 7-5, spreca qualche occasione per scappare via nel secondo. Leggerezze ed errori imperdonabili, per una con la sua sensibilità di mano. Annull...

Australian Open - quarta giornata - scempio Ivanovic, grand'Italia al femminile

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Un pover'uomo, torna a casa dopo l'ennesima battaglia persa onorevolmente, con la vodka. Accende, con estrema difficoltà, il pc. Apre la finestra dell'Astralian Open. Deve solo scegliere tra una vasta gamma di campi. Da una parte c'è Novak Djokovic . Al primo sguardo, indossa la fiammante divisa, appositamente disegnata dal nuovo e munifico sponsor. Ma non è quella nera, tutta luciccante, che tanto lo rendeva simile al cavaliere nero. O un bacherozzo con la corazza lucidata. A seconda. Il serbo affronta Marco Chiudinelli . Che è svizzero, mica italiano. Siamo al secondo turno, del resto. Malgrado l'aspetto e le movenze sinistramente impiegatizie, l'elvetico mi fa una discreta simpatia. Novak, pare in sofferenza. Un pò contratto. Quasi annoiato dal dover giocare simili partite. I veri campioni di razza, si vedono, ed iniziano a sbarrare orrendamente gli occhi, nei match clou. Eh si. Un dritto che fila via, cogliendo un tordo che svolazzava tranquillo sul fiume ...

Australian Open - terza giornata - Pennetta spazzata via dall'uragano Wickmayer, Del Potro si salva col cuore

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"Lei tira sempre uguale, dovrò variare il gioco...". Con queste bellissime e battagliere parole, Flavia Pennetta si è presentata sul campo numero due di Melbourne, al cospetto dell'armadio belga Wickmayer , oggi in virginale e stridente completino bianco-rosa svolazzante. Premesse da sottoscrivere, con entusiasmo. Sempre meglio che pregare e comprarsi un rosario elettronico (ebbene si, sono in commercio, per i più pigri). Peccato che a saper variare il gioco, nell'attuale circuito femminile, siano in tre (quattro, volendo fare i gradassi). E certe volte nemmeno basta. Se lo schema servizio e roncola fumante al primo colpo riesce, l'idea di variare rimane una idea. Bella, ma sempre idea, appunto. Chiedere all'anziana e piccina Kimiko Date , spazzata via in due set dall'orca kazaka Shvedova . Una che se gli entrano nelle righe tutte le mazzate tirate alla sperindio, diventa ingiocabile. Tornando alle tristi sorti della nostra, il vero dramma, è che qualco...

Australian Open - seconda giornata - Federer tentenna, cede Soderling, delirio Youzhny. Solita caporetto dell'italtennis maschile

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L'interruzione per pioggia aveva allungato e condito di un certo sapore romantico, l'ultima comparsata del piccolo e irriducibile funambolo francese, Fabrice Santoro . Quella del record del settantesimo slam giocato. A "The magicien", non riesce l'ultimo numero, con tanto di coniglio tirato fuori dal cilindro, ma se ne va in modo dignitoso. Per un'ora, regge l'urto del giovane Cilic , esibendo gli ultimi magheggi quadrumani, presenti nello sconfinato repertorio di trucchi e diavolerie irridenti. Roger Federer risponde in modo ancor più svagato alle leggere amnesie di Nadal e Del Potro, il giorno prima. Igor Andreev, russo in crisi involutiva (ammesso che un'evoluzione ci sia mai stata), appariva avversario di maggior livello. L'elvetico soffre oltremodo gli arrotoni anomali del russo. Sembra si sia mangiato un quarto di bue a colazione. Si muove sinistramente, simile ad un mammuth piombato, desideroso di esibirsi in danze antiche. Ad un passo da...

Australian Open - prima giornata - Sharapova già a casa. A Maria Kirilenko, il derby delle partorienti

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Gli australiani, che sono dei gran dritti, l'avevano studiata bene. Bando a ciance e vetuste tradizioni tipicamente inglesi, nessun detentore ad inaugurare l'edizione 2010. Ma avanti con la sagra della gnocca. Al tennis vero ci si penserà dopo, avranno pensato. Ed ecco programmate sul centrale, le due belle Marie di russia, Sharapova e Kirilenko . Alte, bionde, statuarie e coetanee, ma con risultati sportivi opposti. Ci si aspetta, come minimo contrappasso per questa scelta di dubbio gusto (tennistico, sia chiaro), che almeno il sole ci dia giustizia. Che i tipici quarantacinque gradi del mezzodì estivo di Melbourne, cuocciano a fuoco lento le due algide ed efebiche bellezze nordiche. Che d'un tratto i loro corpi flessuosi e smunti si trasformino in due bei peperoni rossi rosolati al forno, da servire come contorno in una trattoria lì vicino, fatti in tranci fini-fini. Ed invece, come beffa ulteriore, ecco un clima tipicamente londinese, e pioggia a catinelle. Anche Giov...

"Bello onesto emigrato in Australia...vincerebbe una partita a Melbourne". La pattuglia italiana del tennis, alla conquista dell'Australian Open

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Parafrasando un vecchio film di Alberto Sordi, la truppa italiaca, sbarca in Oceania, fiera e speranzosa. Ma prima delle barzellette al maschile, occorre riferire seriamente delle azzurre. Il tabellone dell'Australian Open, si è completato con l'inserimento dei qualificati. E chi se la va a beccare Yanina Wickmayer (poco meno di un frontale con un tir fumante)? Flavia Pennetta , da Brindisi. Che si ritrova quell'imponente sagoma da armadio a tre ante, ad attenderla al secondo turno. Fino a ieri, il cammino della pugliese di Spagna, poteva dirsi piuttosto agevole, almeno fino all'approdo in ottavi. Ectoplasmi vaganti come Chakvetadze e Razzano, permettendo. Tralasciando per un attimo le questioni italiche, l'inserimento di Yanina, ingarbuglia ancora di più quella sezione di tabellone, occupata dalla stessa giovane randellatrice, le due connazionali Henin e Clijsters, ed Elena Dementieva. Non credo di esagerare affermando che da lì uscirà la sfidante di Serena Will...

Australian Open 2010, tabelloni e pronostici

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Uomini La mano magica e beffarda di Supermac, vestito in maniche di camicia Hawaiana, stile ventenne hippie fulminato, non è stata troppo benevola con Nadal e Federer. Ma vediamo, leggendo distrattamente gli ipotetici accoppiamenti dei quarti. Federer-Davydenko. Cammino soft, per il despota elvetico. Esordio col desaparecido Andreev , poi altri terricoli fino agli ottavi, dove dovrebbe, almeno iniziare togliere le ciabatte. Ad attenderlo, il vincente del confronto di terzo turno tra il cipriota Baghdatis , tornato a livelli dignitosi e l'eroe di casa Hewitt . L'australiano non è quello del passato, ma ad occhio e croce, affronterà il torneo con la stessa serenità mentale di chi si fa cavare due molari a viva forza, prima di cedere davanti al suo pubblico. Nosferatu Davydenko , in spaventoso e draculesco momento di forma, trova sulla sua strada un manipolo di qualificati, il quasi-ex Carlos Moya o l'intermittente talento lettone Gulbis , ultimamente più a suo agio c...