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Visualizzazione dei post da gennaio, 2013

AUSTRALIAN OPEN 2013 – ALLA FIERA DELL’EST, IL GATTO CHE MANGIO' IL TOPO (Pagelle maschili)

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La foto, lo ammetto, fa vacillare la mia eterosessualità. Solleticando una latente omosessualità   Novak Djokovic: 8. Lo slam è un’odissea, come l’imbarco “su un cargo battente bandiera liberiana”. Manuel Fantoni scucchiato emerge, dopo aver gestito con sangue freddo di rettile il drammatico match con Wawrinka. Il titolo lo vince lì, poche storie. Con Murray sa soffrire all’inizio, poi mangia il ratto “che mio padre comprò”, facendo valere la freschezza dopo la defatigante suonata di zampogna travestita da semifinale. Tre titoli consecutivi in Australia, il quarto in totale. Numero uno meritato, piaccia o ripugni il contorno da Hulk Hogan in Wrestlemania. Andy Murray: 7 . Il totano che Lendl rese squalo, o quasi. Come dentatura siamo lì. Ma per vincere i titoli, a volte, occorre che tutti i tasselli s’incastonino alla perfezione. Storie di contrappassi da infernale girone dantesco, “Fiere dell’Est” e piume svolazzanti raccolte che lo distraggono, facendogli ronza...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – PEGELLE WTA, CLOWN, ORTAGGI E UOVA MARCE

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…tutti per il curioso affare che ha vinto. Victoria Azarenka: 2,5 . Lancio d’ortaggi e uova marce (più che meritato) evitato d’un soffio: e questa è la vittoria più importante. Restano solo tramontane di fischi (anche dopo aver vinto) e la bolgia da “bombonera” pro-Na Li. “La più amata dagli australiani” raccoglie quanto ha seminato durante il torneo: un triviale mix di pecoreccismo antisportivo, da allertare padre Amorth. Mto (dichiaratamente finto) per spezzare il ritmo alla teenager Stephens, a svelarne patetica furbizia/debolezza. Tennista, donna e numero uno: tutto concentrato in un camionista baro avvinazzato e insicuro. Di buono c’è che si accompagna ad un sobrio fidanzato (pare rapper) con occhialoni simpatici da pagliaccio del circo, un casco di banane marce in testa, camicie iridescenti e raffinatissime casacche maculate. Evviva il circo.  Na Li: 8 . Vincitrice morale. Ma la morale non esiste, e sarebbe un ulteriore premio sbeffeggiante. Picchiatrice...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – L’ORGOGLIO DI FEDERER S’INFRANGE SU UN GRANDE MURRAY

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Day 12 – Dal vostro inviato, che non ha pianto. E chiunque osi dire il contrario “lo querelo”.  Come Fantozzi durante Italia-Inghilterra, vorrei scendere dalla macchina e, fracassata la vetrata di una finestra, domandare: “Scusi, quanto stanno?”. Voci disparate di qualche avventore, durante la mattinata al catasto, lasciano trapelare notizie sommarie. Non dalle canoniche radioline non sequestrate, ma da moderni strumenti, social e forum. Andy-Lendl martellante di dritto, implacabile Murray versione Karlovic al servizio. E Federer riottosa pulzelletta neo-gasquettiana che non riesce ad affondare, quando si prospetta l’occasione. Le voci si accavallano, diventando inverosimili: qualcuno azzarda un 108-107 al quinto, altri un Federer cui sono cresciuti biondi boccoli che prova a moltiplicare pani e pesci sul cemento colloso, divenuto acqua di ruscello. La fortuna, ausilio benevolo del fato o una gran botta di culo, mi fa giungere innanzi allo schermo sul 5-4 del qua...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – DJOKOVIC SUONA LA ZAMPOGNA FERRER

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Day 11 – Dal vostro inviato, sempre allerta, vigile e fertile (di idee). Ma solo in 3/400 gatti al giorno seguite queste splendide cronache? Ho più visite dall'estero. L’Italia è un popolo di sommi stronzi che si merita Berlusconi premier e i Radicali allo 0,6%, del resto.  Una stretta di mano vigorosa, da uomini veri, al termine del match. Novak Djokovic ha appena finito di gonfiare come una zampogna il povero David Ferrer. Lo consola, sembra dirgli: “non ti preoccupare, la prossima volta toccherà a te. Statti sereno.”. Quello fa una smorfia di timidezza, e con eloquente gesto della mano risponde: “sì-sì, come no. Raccontala a un altro, ‘sta frescaccia.”. E’ consapevole, lo zappatore valenciano. Che quasi intenerisce il mio arido cuore rivestito da una dura scorza nera. “Se non ci fossero i primi quattro, chissà quanto avrebbe vinto, David.” si sente dire in giro da tanti pennivendoli, con l’aria di solenne saccenza. Verità banale, tralasciando di aggiungere che in ...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – LA MAGIA DEL TENNIS, NEL “POZZO DELLA SALUTE”

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Day 10 – Dal vostro inviato, assorto in un melanconico fado portoghese, pronto a consegnarsi alla gendarmeria Capitano splendide giornate, quando meno te lo aspetti, che ti riconciliano con questo sport, troppo spesso svilito, bistrattato, stuprato. Manco fosse una Legge di Stato sventrata dallo stato assassino. Avrete già capito di cosa vaneggio. Potrebbe essere Pannella che umilia politicanti da strapazzo in uno studio televisivo, ma non lo è. A Heilbronn (il cui nome evoca sinistri passati) esordivano due dei miei pupilli, in secula seculorum: “Mentecatto Gulbis” e “Il Fesso della Racchetta” Philipp Petzschner. Palazzetto brutto, da palestra d’ardimento nazista, con parquet di un tragico color seppia-azzurro marcio. Qualche marziale e agghiacciante applauso dello sparuto pubblico teutonico rimbomba, sordo, in quel capannone stile Mauthausen . I colpi accecanti di Gulbis risuonano come maestosi jumbo jet che si librano in volo, prima di schiantarsi: 6-1 6-2 di giustezz...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – PREMIATA DITTA “VALLESPLUGA”

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Day 9 – Dal vostro inviato, epurato dalle liste pulite Pdl. Da oggi, anche forcaioli Nel mio, personalissimo, metro di giudizio per valutare la demenza tennistica di un giocatore, prendo in considerazione un dato fondamentale: il bilancio degli gli scontri diretti che questi ha con il Sommo Fesso Della Racchetta (Philipp Petzschner). Gioco forza, vedere come Berdych contro di lui sia in vantaggio appena 3-2, tra l’altro con vittorie combattutissime, mi agevola a concludere, senza prova di smentita, come il ceco sia l’essenza più impalpabile dell’inutilità tennistica. Oggi aveva l’occasione della vita: afferrare per le  corna il toro Djokovic, prevedibilmente stanco dopo la maratona sostenuta con Wawrinka. Manco a dirlo, occasione gettata via impunemente. Troppo astuto e costante il serbo per un Berdych che, strombazzato come non plus ultra della completezza tecnica e futuro campionissimo di ogni galassia, in questi anni ha dimostrato tutti i suoi limiti: gran roncola,...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – A SCUOLA DA FEDERER

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Day 8 – Dal vostro inviato in avanscoperta che, pacioso, se la dormiva alla grande. Dopo l’idolo di casa Tomic, cade sotto i colpi del vecchio monarca un altro giovane virgulto: Milos Raonic. Lampante, se ancora ve n’era bisogno, come le nuove leve, i ragazzoni che in un ipotetico futuro dovrebbero dominare gli slam, siano stati amabilmente ricondotti nella cesta. Con bonaria, e un filo violenta, punizione. Federer allontana il futuro col piglio del despota accigliato che non ammette slanci rivoluzionari da parte di giovani  rampanti, ancora privi di personalità, colpi e schemi per sostenere il confronto.  E quell’esasperazione fisica nel reggere le sue sfiammeggianti rasoiate, con cui Djokovic e Nadal prima hanno trovato l’antidoto. Tomic, come Raonic, due diversi scolari che provano a diventare professori, e finiscono per restare ancora assistenti alla cattedra. Spocchia ed ego esondante dell’aussie che studiava tecniche scientifico-balistiche per batt...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – IL GENIO DEL PEROZZI, TRA DJOKOVIC E WAWRINKA

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Day 7 – Dal vostro inviato in trincea che stamani ha aperto ai testimoni di geova, in mutande, con l’accappatoio e sguardo stralunato. E a loro, un po’ imbarazzati, ha detto: “Meh, accomodatevi. Io intanto vado a farmi un doccino. Ma voi parlate, che vi ascolto.”. In mattiniero slancio baloccante e volendo pagarmi una decina di birre per scaldare via la sera, stamani decido di piazzare un colpetto assestato: over 27,5 giochi su Djokovic-Wawrinka a 1,90. Vuoi che Stan non riesca a raccattare più di nove miserabili giochi? Ha colpi e necessaria sfrontatezza da torello spocchioso. Fiducioso, dopo il breve contrattempo coi testimoni di geova (fuggiti a gambe levate: “è pazzo! È pazzo!”, gridavano), m’assiepo. L’inizio è clamoroso. Un Wawrinka esagitato che crivella di colpi il numero uno al modo, come l’orsetto delle giostre. One-man-show dell’elvetico minore e 6-1 in mezz’ora scarsa, tra gli “ohhh” del pubblico ammirato . Novak è allibito, frustrato. Quasi non lo avessero...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – PRONOSTICI DEGLI OTTAVI (per arricchirsi con poco)

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Vorrei avvertirvi che le agenzie di scommesse sono sempre piene, come le agenzie viaggi. E le mense Caritas pullulano di gente sdentata, manco fossero i ristoranti di cui parla il nostro, amatissimo, futuro Premier. Nonché Papa-Re, imperatore e Dio carnificato. Veniamo a noi, che vi spiego come accedere ai refettori di povertà snocciolandovi i risultati degli ottavi di finale degli Australian Open: Le Femmine Sharapova-Flipkens: 1. Non vedo come la pur brava belga possa arginare l’orrore postribolante. 2-0 secco, a risibile quota, e noi non stiamo qui a pettinar le bambole. Ivanovic-Radwanska. 2 . La sapiente Agnese riuscirà ad arginare con intelligenza le bordate dementi dell’acciughina serba. 2 a 1,25. Azzardate il 2-0 a 1,61. Per i fan (accecati) della serba, giocate over 20,5 games a 2,00 e siate felici (ma, temo, perdenti), ululando “ajde” alla luna.  Na Li-Goerges: 1 . La mucca “teuttonica” è imprevedibile. Battaglia delle mazzate che do...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – LA CONQUISTA OCEANICA DI SEPPI

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Day 6 – Dal vostro inviato in rocambolesca fuga assieme a Corona, stile Thelma e Louise (o scemo + scemo). Direzione: Messico e nuvole. E’ notte inoltrata, quando rimango estasiato dalle gesta di Jamie Hampton, giovane americana che mette alla frusta niente meno che Victoria Azarenka. E’ uno spettacolo inatteso, con questa ragazzona dai lineamenti da cherokee dei film sugli indiani che sciorina un tennis fantastico, accelerazioni di dritto, smorzate, slice, gran servizi. Tutto così facile e gioioso, che la forzuta sirena squillante dall’altro lato pare mi appare finalmente la vecchia generazione del tennis, nel suo momento più buio . Jamie, con una bella mascella volitiva da ferro da stiro inghiottito, vince il secondo. Vika non ci sta, torna quella di qualche anno fa, con crisi isteriche smadonnamenti da camionista bielorusso che scrive numeri nei bagni dell’autogrill, gote livide di rabbia, racchette sbattute in terra. Si becca i meritati “buuuu” del pubblico aust...

AUSTRALIAN OPEN 2013 - L'ORRORE CI AVVOLGE, IMPLACABILE

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Day 5 – Dal vostro inviato, che spera arrivi quanto prima la sesta. La sanità mentale di uno che  alle 8,23 di mattina parcheggia sul ciglio di una strada di campagna, con le pecore che pascolano ordinate nel prato di fronte, e sullo schermo da 4 pollici del cellulare guarda una partita di tennis, la auguro a tutti. Poco da dire, poco da fare. Uno 0-5 clamoroso per alcuni dei miei pupilli che, con l’utopia che guizza nelle vene, avevo sognato potessero tentare il colpaccio della vita. Ci prova un indomito e magnifico Stepanek a reggere il mostruoso ritmo tambureggiante dello snodato mostro serbo. Coraggio, classe e ardimento non valgono a nulla, se non a dimostrare quanto Djokovic sia a tratti un muro inarginabile, e di quanto il ceco rimanga uno dei 4 o 5 più che più mi facciano godere, col suo dipingere tennis fuori dalla fredda modernità di fisicato wrestling racchettaro. Niente da fare per la Venere al romantico tramonto, stretta nella morsa del trivial-tennis...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – SEPPI E VINCI SPEZZANO LE RENI ALL’UZBEKISTAN

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Day 4 - Dal vostro inviato, che ha appena sottoscritto il secondo contratto con gli italiani: "scusate se vi piglio ancora per il sedere, ma siete voi che istigate, con quelle chiappe assai invitanti". Mente fredda (in ghiaccio), braccio anchilosato e cuor di catacomba, è sempre stato il motto di Andreas Seppi. Immagino che, come un mantra, se lo ripeta, prima di scendere in campo. Con simili caratteristiche ecco spiegato come nella bollente estate australiana non fosse mai andato oltre il secondo turno: il ghiaccio nel cervello si scioglie, il cuore torna a pulsare e il fisico di un pallore quasi-albino si cuoce a fuoco lento, bollito nell'umido calore mortifero di Melbourne. E sparisce, oppure diviene uno normale. Ieri però ha confermato i miglioramenti dello scorso anno, vincendo un gran match di pugna selvaggia con l’armadio uzbeko a tre ante su cui spunta una testolina d’uovo, Istomin. Spalancate bene le orecchie, dopo essere stato a due punticini da ba...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – ARMSTRONG, NADAL , ZEMAN, ROCHUS, DOPING (e una pajata al tavolo cinque)

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La calunnia è un venticello postumo, che passa dallo spiffero della porta di casa Rochus, Christophe, lanciatosi a ruota libera sul tema doping. Questione di strettissima attualità, e sulla emozionale scia della confessione di Lance Armstrong. E allora via col tango Rochus, scatenato: “il doping è una cosa assai brutta, ci sarà sempre chi vuole fregare, c’è qualche bombato anche nel tennis” (ohibò e poffore), fino alle più classiche, “la guerra è cosa brutta”, “Berlusconi faceva il bungabunga”, e via discorrendo. Ma soprattutto due nomi e cognomi noti, tra chi può permettersi il chiacchiericcio da bar: Nadal (un perseguitato, peggio dell’omino di Arcore. Solo che per lui mancano i togati bolscevichi pieni d’invidia) e quel Soderling scomparso dalle scene da quasi due anni per via di una mononucleosi, e di cui si hanno tracce solo tramite videomessaggi stile Bin Laden nelle grotte di Takrir. Calunnia? Verità? Ciance sommamente inutili? La novità è che a farle non è un avvinazz...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – SPLENDONO LE PRIMAVERE DI KIMIKO

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Day 2 – Dal vostro inviato che, sconcertato, apprende dell’ammissione di Armstrong: facevo uso di doping. E che rivolge un dolce pensiero a Pantani  E’ notte fonda ormai, mezzogiorno di fuoco nel caldo umido mortale di Melbourne, quando m’apposto in rassegnata posizione dormiente. Non ci si attende il miracolo, ma tanto vale godersi le ultime sferruzzate mitologiche di Kimiko Date. Curiosità e molto affetto per l’icona tennistica che non si arrende al trascorrere degli anni, ma continua a sfidarla misurandosi con giovani vatusse dal tennis devastante. E lo fa grazie a un tennis antico e quell’intelligenza tattica ormai divenuta arte povera. Ieri le speranze erano oggettivamente poche, per l’irriducibile e attempata eroina di 160 centimetri scarsi che veleggia sorridente verso le quarantatré primavere, opposta al deambulante donnone dell’est Nadia Petrova. Specie in quella calura arrecante asfissia e giramenti di testa anche dietro il monitor che geme pietà. Invece, quan...