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Visualizzazione dei post da gennaio, 2013

AUSTRALIAN OPEN 2013 - DJOKOVIC CALA IL TRIS. CLOWNESCHE PAGELLE ALLA FIERA DELL'EST

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Foto di JC, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Alla fiera dell'est, c'era un serbo che si mangiò uno scozzese stanco per i cinque set giocati con uno svizzero, che perse perché, alla fiera dell'est, cinque set aveva giocato con un francese che, alla fiera... Novak Djokovic: 8. Lo slam è un’odissea, come l’imbarco “su un cargo battente bandiera liberiana”. Manuel Fantoni scucchiato emerge, dopo aver gestito con sangue freddo di rettile il drammatico match con Wawrinka. Il titolo lo vince lì, poche storie. Con Murray sa soffrire all’inizio, poi mangia il ratto “che mio padre comprò”, facendo valere la freschezza dopo la defatigante suonata di zampogna travestita da semifinale. Tre titoli consecutivi in Australia, il quarto in totale. Numero uno meritato, piacciano o meno i contorni da finto simpatico o da Hulk Hogan in Wrestlemania. Andy Murray: 7 . Il totano che Lendl rese squalo, o quasi. Come dentatura siamo lì. Ma per vincere i titoli, a volt...

AUSTRALIAN OPEN 2013 – PEGELLE FEMMINILI, CLOWN, ORTAGGI E UOVA MARCE

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Foto Kaoz69, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 3.0 Victoria Azarenka: 2,5 . Lancio d’ortaggi e uova marce evitato d’un soffio: e questa una vittoria straordinaria, quasi più sorprendente di quella del torneo. Restano solo tramontane di fischi (anche dopo aver vinto) e la bolgia da “bombonera” pro-Na Li. “La più amata dagli australiani” raccoglie quanto ha seminato durante il torneo. Tra Mto (dichiaratamente finto) per spezzare il ritmo alla teenager Stephens in un triviale mix di pecoreccismo indemoniato da allertare padre Amorth. Di buono c’è che si accompagna ad un sobrio fidanzato (pare rapper) con occhialoni simpatici da pagliaccio del circo, un casco di banane marce in testa, camicie iridescenti e raffinatissime casacche maculate. Evviva il circo.  Na Li: 8 . Vincitrice morale. Ma la morale non esiste, e sarebbe un ulteriore premio sbeffeggiante. Picchiatrice sapiente ed esperta. Ci libera (almeno) dall’orrore di una urlata finale Masha-Vi...

L’ORGOGLIO DI FEDERER S’INFRANGE SU UN GRANDE MURRAY

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Foto di roboed*, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Come Fantozzi durante Italia-Inghilterra, vorrei scendere dalla macchina e, fracassata la vetrata di una finestra, domandare: “Scusi, quanto stanno?”. Voci disparate di qualche avventore, durante la mattinata al catasto, lasciano trapelare notizie sommarie. Non dalle canoniche radioline non sequestrate, ma da moderni strumenti, social e forum. Andy-Lendl martellante di dritto, implacabile Murray versione Karlovic al servizio. E Federer riottosa pulzelletta neo-gasquettiana che non riesce ad affondare, quando si prospetta l’occasione. Le voci si accavallano, diventando inverosimili: qualcuno azzarda un 108-107 al quinto, altri un Federer cui sono cresciuti biondi boccoli che prova a moltiplicare pani e pesci sul cemento colloso, divenuto cristallina acqua di ruscello. La fortuna, ausilio benevolo del fato o una gran botta di fortuna, mi fa giungere innanzi allo schermo sul 5-4 del quarto set, il momento clou . I...

DJOKOVIC SUONA LA ZAMPOGNA FERRER

Una stretta di mano vigorosa, da uomini veri, al termine del match. Novak Djokovic ha appena finito di gonfiare come una zampogna il povero David Ferrer . Poi, finto come Giuda, lo consola, sembra dirgli: “non ti preoccupare, sei bravo. La prossima volta toccherà a te. Stai sereno.”. Quello fa una smorfia di timidezza, e con eloquente gesto della mano risponde: “sì-sì, come no. Raccontala a un altro”. E’ consapevole, l'umile zappatore valenciano. Che quasi intenerisce il mio arido cuore rivestito da una dura scorza nera.  “Se non ci fossero i primi quattro, chissà quanto avrebbe vinto, David.” si sente dire in giro da tanti pennivendoli, con l’aria di solenne saccenza. Può starci, ma si tralascia di aggiungere che in quel caso il tennis maschile raggiungerebbe un livello di bassezza mai raggiunto nemmeno ai tempi di Berasategui e Porta.  Vedo qualche highlights (non adatto ai facilmente impressionabili e malati di cuore), ed è un’esecuzione sommaria. La mattanza nelle tonnare ...

LA MAGIA DEL TENNIS, NEL “POZZO DELLA SALUTE”

Capitano improvvise  giornate, quando meno te lo aspetti, che ti riconciliano con questo sport, troppo spesso svilito, bistrattato. A Heilbronn (il cui nome evoca sinistri passati) esordivano due dei miei pupilli, in secula seculorum: il mezzo Richie Rich e mezzo Chinaski, Gulbis e il Picasso senza pennello e racchetta, Philipp Petzschner.   Palazzetto brutto, da palestra d’ardimento nazista, con parquet di un tragico color seppia-azzurro marcio. Qualche marziale e agghiacciante applauso dello sparuto pubblico teutonico rimbomba, sordo, in quel capannone stile Mauthausen . I colpi accecanti di Gulbis risuonano come maestosi jumbo jet che si librano in volo, prima di schiantarsi: 6-1 6-2 di giustezza al mediocre tedesco Bachingher, per questo lettone dallo sprecato talento e che ogni due per tre si domanda se sia giusto continuare a rendersi ridicolo tirando colpi colpi per campi. Il capannone si anima di frenetica eccitazione crucca al sapor di crauto e hot dog sbr...

ALMAGRO E BERDYCH: PREMIATA DITTA “VALLESPLUGA”

Nel mio, personalissimo, metro di giudizio per valutare la demenza tennistica di un giocatore, prendo in considerazione un dato fondamentale: il bilancio degli gli scontri diretti che questi ha con il Sommo Fesso Della Racchetta (Philipp Petzschner). Gioco forza, vedere come Berdych contro di lui sia in vantaggio appena 3-2, tra l’altro con vittorie combattutissime, mi agevola a concludere, senza prova di smentita, come il ceco sia l’essenza più impalpabile dell’inutilità tennistica. Oggi aveva l’occasione della vita: afferrare per le  corna il toro Djokovic, prevedibilmente stanco dopo la maratona sostenuta con Wawrinka. Manco a dirlo, occasione gettata via. Troppo astuto e costante il serbo per un Berdych che, strombazzato come non plus ultra della completezza tecnica e futuro campionissimo di ogni galassia, in questi anni ha dimostrato tutti i suoi limiti: gran roncola, e poco altro. Colpi pieni che imprimono alla palla un sinistro rumor di vetrata fracassata, anche. Ma s...

LE NUOVE LEVE A SCUOLA DA FEDERER

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Foto di Carine06, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Dopo l’idolo di casa Tomic, cade sotto i colpi del vecchio monarca un altro giovane virgulto: Milos Raonic. Lampante, se ancora ve n’era bisogno, come le nuove leve, i ragazzoni che in un ipotetico futuro dovrebbero dominare gli slam, siano stati amabilmente ricondotti nella cesta di pulcini giganti. Con bonaria, e un filo violenta, punizione.  Federer allontana il futuro col piglio del despota accigliato che non ammette slanci rivoluzionari da parte di giovani  rampanti, ancora privi di personalità, colpi e schemi per sostenere il confronto. E quell’esasperazione fisica nel reggere le sue sfiammeggianti rasoiate, con cui Djokovic e Nadal prima hanno trovato l’antidoto. Tomic, come Raonic, due diversi scolari che provano a diventare professori, e finiscono per restare ancora assistenti alla cattedra. Spocchia ed ego esondante dell’aussie che studiava tecniche scientifico-balistiche pe...

IL GENIO DEL PEROZZI, NELLA FURIBONDA BATTAGLIA TRA DJOKOVIC E WAWRINKA

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Foto di Carine06, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 In mattiniero slancio baloccante, stamani decido di piazzare un colpetto assestato: over 27,5 giochi su Djokovic-Wawrinka a 1,90. Vuoi che Stan non riesca a raccattare più di nove miserabili giochi? Ma chi le fa ste quote? Davvero a questo punto siamo? Ha colpi e necessaria sfrontatezza da torello spocchioso. Fiducioso, m’assiepo. L’inizio è clamoroso. Un Wawrinka esagitato che crivella di colpi il numero uno al modo, come l’orsetto delle giostre. One-man-show dell’elvetico minore e 6-1 in mezz’ora scarsa, tra gli “ohhh” ammirati del pubblico . Novak è allibito, frustrato. Quasi non lo avessero svegliato per tempo o avesse passato la sera a  prima a sfondarsi con la vodka a 70°. Dà la nitida sensazione di quei gechi che nel mese di ottobre iniziano a patire i primi rigori dell’inverno incombente. Intorpiditi e atrofizzati, sono facile preda del gattaccio. Il felino ci gioca un po’ e poi lo lascia lì, mo...

AUSTRALIAN OPEN 2013 AL GIRO DI BOA: PEONOSTICI DEGLI OTTAVI DI FINALE

Vorrei avvertirvi che le agenzie di scommesse sono sempre piene, come le agenzie viaggi. E le mense Caritas pullulano di gente sdentata. Veniamo a noi, che vi spiego come accedere ai refettori di povertà snocciolandovi i risultati degli ottavi di finale degli Australian Open: Le Femmine Sharapova-Flipkens: 1. Non vedo come la pur brava belga possa arginare l’orrore postribolante di Siberia. 2-0 secco, a risibile quota, e noi non stiamo qui a pettinar le bambole. Ivanovic-Radwanska. 2 . La sapiente Agnese riuscirà a sfilettare l’acciughina serba. 2 a 1,25. Azzardate il 2-0 a 1,61. Per i fan (accecati) della serba, giocate over 20,5 games a 2,00 e siate felici (ma, temo, perdenti), ululando “ajde” alla luna.  Na Li-Goerges: 1 . La mucca “teuttonica” è imprevedibile. Battaglia delle mazzate che dovrebbe andare alla più esperta e meno spartana cinese: 1 a 1,20. Se è poco, caricate 2-0 a 1,57.  Kerber-Makarova. 1. Quota accettabile, 1,40. La ma...

LA CONQUISTA OCEANICA DI SEPPI, L'EROE DEI TRE MONDI

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Foto di Robbie Mendelson, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 E’ notte inoltrata, quando rimango sorpreso dalle gesta della giovane americana Jamie Hampton. E’ uno spettacolo inatteso, questa ragazzona dai lineamenti da cherokee dei film sugli indiani che sciorina un tennis fantastico, accelerazioni di dritto, smorzate, slice, gran servizi, che mette alla frusta niente meno che  ika Azarenka. La giovane Jamie, però, non è una pellerossa, ma nasce ventidue anni fa in Germania, dove il padre ufficiale dell'esercito americano, concupì una ragazza coreana. Gioca in modo così facile , che la forzuta sirena, dall’altro lato, mi appare la superata generazione del tennis, nel suo momento più buio . Dura poco, purtroppo. Con la sua bella mascella volitiva da ferro da stiro inghiottito, vince il secondo. Vika non ci sta, torna a me nar mazzate, nel mezzo di crisi isteriche, smadonnamenti da camionista bielorusso che scrive numeri nei bagni dell’autogrill, gote li...

AUSTRALIAN OPEN 2013: L'ORRORE CI AVVOLGE, IMPLACABILE

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Foto di JC, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 La sanità mentale di uno che  alle 8,23 di mattina parcheggia sul ciglio di una strada di campagna, con le pecore che pascolano ordinate nel prato di fronte, e sullo schermo da 4 pollici del cellulare guarda una partita di tennis, la auguro a tutti. Poco da dire, poco da fare. Uno 0-5 clamoroso per alcuni dei miei pupilli che, con l’utopia che guizza nelle vene, avevo sognato potessero tentare il colpaccio della vita.  Ci prova un indomito e magnifico Stepanek a reggere il mostruoso ritmo tambureggiante dello snodato mostro serbo. Coraggio, classe e ardimento non valgono a nulla, se non a dimostrare quanto Djokovic sia a tratti un muro inarginabile, e di quanto il ceco rimanga uno dei 4 o 5 più che più mi facciano godere, col suo dipingere tennis fuori dalla fredda modernità di fisicato wrestling racchettaro. Niente da fare per la Venere, nel suo prolungato tramonto, stretta nella morsa del t...

SEPPI E VINCI SPEZZANO LE RENI ALL’UZBEKISTAN

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Foto di Robbiesaurus, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Mente fredda (in ghiaccio), braccio anchilosato e cuor di catacomba, è sempre stato il motto di Andreas Seppi. Immagino che, come un mantra, se lo ripeta, prima di scendere in campo. Con simili caratteristiche ecco spiegato come nella bollente estate australiana non fosse mai andato oltre il secondo turno: il ghiaccio nel cervello si scioglie, il cuore torna a pulsare e il fisico di un pallore quasi-albino si cuoce a fuoco lento, bollito nell'umido calore mortifero di Melbourne. E sparisce, oppure diviene uno normale.  Ieri però ha confermato i miglioramenti dello scorso anno, vincendo un gran match di pugna selvaggia con l’armadio uzbeko a tre ante su cui spunta una testolina d’uovo, Istomin. Spalancate bene le orecchie, dopo essere stato a due punticini da baratro. Il rischio che entrambi si squagliassero come una tavoletta di burro era reale, ma il nostro cuor di catacomba ha preval...