Perché poi non è mica vero, come qualche scellerato (invidioso) ha avuto l’ardire di scrivere, ch’io detesti tutti. Ho la lucida consapevolezza di come nell’umanità si distinguano due categorie: l’orrido e il miserrimo (cit.). Il tennis non può sfuggire alla regola. Non mancano certo sprazzi di sublime. Rari flash di bellezza che, prima o poi, soccomberanno di fronte all’orrido. E' la coscienza di vacuità, a salvarti. Chi davvero crede di vincere quella guerra ha un posto assicurato in un centro d’igiene mentale con visuale laghetto artificiale, ove vedrà le anitre giulive levarsi in volo o è un utopico sognatore. Che poi è la stessa cosa. Snocciolo testé semiserie classifiche (con posizioni interscambiabili) di gradimento. Mio, personalissimo, soggettivo. E quindi unico e come tale oggettivo, secondo me. Senza ausili di calcolatrici, classifiche o conteggio di tornei vinti. Ma valutando braccio, talento, piacevolezza estetica di colpi e fisica. Smorzate e tette, drop e gambe fless...
Mi è venuta in sogno Mara Carfagna. Qualcosa di simile ad un incubo mortale, insomma. Portava un copricapo simile alla pulzelletta d'Orleans, ed era acconciata e vestita come Rita Levi Montalcini - versione settant'anni più giovane, ma con settanta mila trigliardi di neuroni in meno -. Mi guardava con occhi spaventosi. Poi ha squillato con tono severo: "E lei, miserabile blogger, non ha mai scritto un post sulla classifica delle donne che preferisce. Cos'è lei, un maschilista? Un invertito? E' forse un attentatore islamico? Uno di quei mussulmani, che considerano noi donne come oggetti?". E allora, pena la dolorosissima chiusura di questo spazio, provvedo. E con grosso esercizio di fantasia, ne ho trovato dieci. 1 - Maria Josè Martinez Sanchez. Dopo un decennio speso tra goffi e suicidi voli nei campi secondari, la mancina iberica è riuscita a crearsi uno spazio nel tennis che conta. Simile ad una gioviale utopia. Da giovane falena morente e rassegnata, a ...
Avrei dovuto postare questa classifica dopo quella femminile ma poi, travolto dagli eventi, m’è passato di mente. Ne ho approfittato per inserire anche dei video tutorial, come una fascion blogger qualsiasi. Passati ormai secoli dalla prima classifica dei miei rampolli (pare ieri, ma alcuni di essi hanno appeso la racchetta al chiodo e argentati come Formigoni paiono pronti al trono «anziani» di Uomini e Donne), mi pare doveroso mettere un punto e a capo anche per la classifica maschile. Chiarire i fatti. Regole base, le stesse. Scordatevi ordunque compulsivi arrotatori muggenti, americani scappati dalla casa base del terzo inning, perfettini e impostati colpitori senza scintilla, italiani noiosi come tedeschi che giocano a carte in un ospizio di Buchenwald, o campioni di slam vittime dello strano morbo vittorioso che tutto svilisce. E’ la follia a dominare questa classifica. Genio pazzo, surreale, che può sfociare nel ridicolo, tragico o splendido. A seconda, è lì l’imprevedibile. ...
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