Ve lo racconto io, wimbledon - giorno 4 - Picasso Petzschner, e quella sottile linea del coraggio inconsapevole
Le verità del rosso saggio. “Levati di torno prima le faccende più tediose! Che poi il resto ti verrà facile.”, ripeteva sempre mio padre, nel mezzo di una colossale sbronza di vino. Ed io lo ascolto. Chissà se da lassù (o giù) vedrà in che modo scellerato utilizzo le sue perle di saggezza contadina. Tocca dunque esordire con Ana Ivanovic , e chi altri. La serba dal volto di cerbiatta e la spocchia da salamandra urticante, era opposta a Sara Errani. La maestrina italiana sembra proprio non avere difficoltà, serve pure per il primo set. Poi un pugnetto via l'altro, la sportivissima serba mette in fila sei giochi, e addio Pepp. A margine, 132 pugnetti, con annesso urletto di guerra (rigorosamente in lingua serba), e vezzosissimo saltello coordinato. Semplicemente atroce. Ogni volta, mi si spezzano in due le meningi dall'emozione, e mi pervade la voglia di eclissarmi nella placida quiete del campionato regionale di vela. Ma come? Obietterà qualche sprovveduto. Se di punti ne ha ...