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TONFO CLAMOROSO DI SERENA WILLIAMS, BATTUTA DA LISICKI

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Foto di Charlie Cowins, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Ascoltavo, con grande attenzione, una deliziosa trasmissione boliviana sorseggiando una granita di limone corretta alla vodka. In sintesi, i presentatori rendevano noti i risultati di un sondaggio: chi mai potrà mettere più in difficoltà Serena in questo Wimbledon?  Non ricordo le percentuali, ma gli indios della Foresta Amazzonica (immagino ignudi e con pendule pudenda al vento) si pronunciavano così: Lisicki leggermente avanti a Radwanska e Kvitova. Ci stava tutta, mi trovava persino d’accordo. La vampira tedesca, per attitudine alla superficie, che riesce ad aggredire grazie a servizi al napalm e risposte arrembanti, era test probante per Serena. Una capace financo di vincere più di sei games o (per assurdo) un set.  Mai però si pensava riuscisse a completare l’impresa, specie dopo essersi fatta recuperare un set, e ritrovatasi sotto 3-0 nel terzo . Invece, il miracolo sportivo. Clamoroso a...

L'OMBRA DI DEL POTRO

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Foto di NAPARAZZI, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Australian Open 2011 - Day 4 Crollano Jankovic e Del Potro. Molto bene la melanzana sexy Zvonareva. Avanzano Nadal e Tsonga (soffrendo) Bye-bye Jelena . Jankovic battuta da Shuai Peng Mi piace cominciare con un evento di liberazione mondiale. Dopo Ana Ivanovic, saluta la compagnia anche la nitrente serba bardata a casta diva, Jelena Jankovic . Simpatica come lo scorbuto. Trotta a vuoto la sorrellona illegittima di Varenne, in un grottesco tutù premaman rosa "confetto Falqui". In quella conturbante mise pare una languida controfigura di Marilyn Monroe truccata da cavallo, per carnevale (mancano solo i proverbiali “bye-bye baby” e “tu-tu-pi-tù!”). Sgroppa in modo insipiente, e basta una discreta quadrumane con gli occhi a mandorla, Shuai Peng , per rispedirla rapidamente a casa. Una delle tante cinesi che non mollano un quindici, arrembanti e fastidiose come petulanti mosche tsè-tsè che si eccitano tutte dopo un quindici...

KIMIKO DATE, ROMINA OPRANDI E PICASSO: UN TRENO CHE PASSA E DICE CIAO

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Foto di Dilliff, Licenza: Creative Commons CC-BY 3.0 Kimiko, Romina e Picasso, sugli scudi a Melbourne Nell'ordine: Storie di sconfitte eroiche, talento cristallino e pavida fuga da se stessi. Da tempo è ormai un appuntamento fisso, Kimiko Date. Tra noiosi primi turni, scontate carneficine e passerelle dei più forti, la quarantenne e mitologica giapponese dalle corte leve è qualcosa che rapisce l'attenzione. Sbalordisce, a tratti entusiasma e commuove. Anche questa volta il tabellone le dava in pasto una ragazza con metà dei suoi anni, numero dodici al mondo, Agnieszka Radwanska . E Kimiko lotta, corre, sferruzza, attacca con immutato coraggio kamikaze nel vano tentativo di tenere un servizio. Tutta verde come un graziosissimo bonsai perde il primo set. Trova il tempo di esalare uno stridulo urletto di disapprovazione verso la decisione del giudice arbitro: "Ohhh no-no-no! gni!". Poi si avvicina alla rete che le arriva ai fianchi piatti, poggia le manine sul nastro e...