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Visualizzazione dei post da agosto, 2012

US OPEN 2012 - IL TONFO DI TSONGA

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Da 4 – Dal vostro inviato, a cena con Nalbandian. Lui ha ordinato sei piatti di fagioli con le cotiche, e per secondo un mezzo bue affogato nella maionese. Un sobrio ananasso, e come dolce due dozzine di bignè alla crema pasticciera. Da bere: tre boccioni di rosso, una bottiglia di prunella ballor, e un par di sigari da sfumacchiare. Il giorno dopo, con qualche dolorino allo stomaco, ha dato forfait.  La notizia di giornata è l’annuncio del ritiro definitivo, a fine torneo, di Andy Roddick. Ancora in corsa, e quindi si avrà modo di parlarne. Sul campo, la bomba deflagrante non tarda ad esplodere, ed ha il faccione impotente di Jo Tsonga.  I traccianti mancini di Martin Klizan scoprono le debolezze del gigante francese, al tappeto in quattro set. Crolla miseramente il quarto favorito del torneo, che alla fine gigioneggia in modo urticante, e inizia un tardivo quanto involontario tentativo di rimonta sullo 0-4 nel terzo. Tanto entusiasmante nel furore agonistic...

US OPEN 2012 – KIM SALUTA IL CIRCO

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Day 3 – Dal vostro inviato che proprio ieri pensava allo scienziato nazista, capace di costruire la “macchina da fottere”. Ecco, un altro, simile e vivente (babbo Bartoli) ha costruito la macchina per giocare a tennis. Male, malissimo. Nell’aria si nota quell’elettrico fermento e palpitazione, tipico degli uggiosi addii. Anche il pubblico avverte che può essere quello, l’ultimo giorno da tennista di Kim Clijsters, al suo sportivo capolinea. La belga alla sua ultima apparizione newyorkese soffre e patisce, contro i mancini fendenti della Robson, teenager inglese col volto di triglia in salamoia. Perde il primo set al tie-break, prova ugualmente a rimanere attaccata al match. Tiene botta, rispondendo colpo su colpo alla più giovane avversaria e tirando fuori tutto quel poco rimastole, per restare ancorata. Annulla due match point, fionda alcune delle sue proverbiali rasoiate, la si vede persino arrampicarsi sui teloni per riprendere uno smash. Davvero un’uscita di scena deg...

US OPEN 2012 – LA MUTA SINFONIA DI UN GENIO PAZZO

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  Day 2 – Dal vostro inviato in compagnia della beata vergine Ape Regina, incinta dello spirito santo Silvio nostro.  All’improvviso l’incoscienza, là dove osano i fagiani, il ruggito del topo. E si potrebbe continuare all’infinito, descrivendo questa finta cavalcata con titoli di film inesistenti. Basta guardarlo in faccia, lo svitato pittore-imbianchino con l’esaurimento nervoso, Philipp Petzschner. Una smorfia insensata, poi un sorrisetto autocommiserante ed uno sguardo di vuotezza assordante rivolto alle divinità celesti. Solo chi ha potuto visitare un centro d’igiene mentale con animo estatico, può riconoscerla la brillante e genuina follia del delirio . Cosa starà pensando in quella mente superiormente vuota? Chi può dirlo. Si può solo ipotizzare, accostandosi alle idee di un genio morente ed intimamente pazzo. Il campo è il premonitore numero 13, con presagi quasi esoterici. Si affrontano in quello che è chiaramente il match più interessante di giornata, ...

US OPEN 2012 - DOPO LA PIOGGIA, SBOCCIA ROMINA

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Day 1 – Dal vostro ebbro inviato, a zonzo per “Time Square” assieme a Pippo Volandri. “Che ce lo sai che lui ha battuto Federer?”, ripetevo agli allibiti nuovayorchesi. E quelli roteavano sinistri indici alla tempia. “Prima giornata a Flushing Meadows: in campo solo Cipolla e Volandri”, leggevo distrattamente, su un sito tennistico. C’è da spararsi, mi dico. L’Hudson pullulerà di aspiranti suicidi, temo. E invece, addentrandomi, spiegano “…tra gli italiani”. Dopo un acquazzone biblico che trasforma i campi in piscine olimpioniche nelle quali temi qualche svitato spettatore possa provare un doppio carpiato stile Cagnotto, il sole esce dal suo orrido guscio nebuloso. E come bocciolo di gerbera si schiude ai primi timidi raggi di sole, Romina Oprandi. E’ infatti di scena Oprandi-Petkovic, inseguendo il piccolo miracolo della bellezza. Non sarà più italiana, ma chi se ne frega. La bellezza non ha mica colori, bandiere o altre anaorgasmiche masturbazioni patriottiche da me...

MALMOSTOSI TABELLONI ED APOPLETTICI PRONOSTICI, SU FLUSHING MEADOWS 2012

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Uomini Peggio è andata a Federer che trova Berdych, Tsonga o Murray nel suo cammino verso la finale. Djokovic ha però Del Potro nel suo quarto e in semifinale Ferrer, reduce da un’estate entusiasmante. A donne almeno, spero. Italiani: se per assurdo fossero competitivi, il tabellone sarebbe buono.  Ed allora preparatevi per questo malmostoso ed apoplettico viaggio nei meandri di sta gran ceppa. Federer (1) - Berdych (6). Federer inizierà con una passeggiata per  Manhattan,  e contro l’ex promessa Donald Young in siesta messicana permanente da un anno. Poi avrebbe Verdasco, al terzo turno. Senza che ridiate, può arrivarci anche, Nandone lo schioppante gallo cedrone da combattimento perso. Ma solo perché il più insidioso dei suoi possibili avversari sarebbe un coccodrillo bianco delle fogne di Newyorkesi morto da sei anni. C’è pure Ginepri, per dire. O Rui Machado, portoghese come Cristiano Ronaldo, talentuoso quanto una motosega inceppata. Interessante...

IL CONSAPEVOLE SUICIDIO ASSISTITO DI NADAL

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Lasciate perdere le stronzate, e seguite me. Unica voce attendibile allo interno di un panorama tennistico/letterario abominevole. Scusate l’auto pompino gratuito, ma ogni tanto ci vuole. Puttanazza eva. Tanto tuonò che piovve, in questa torrida estate dei misteri. Così esordirebbe un ammaliante Salvo Sottile, ammiccando alla cinepresa con l'occhio bovino e labbro tumido da vitellone di riviera, nel descrivere uno dei casi nell’estate dei delitti. Quando la calura diviene insostenibile per meningi logore e già provate, e l’efferato omicidio esalta gli animi dello spettatore. “E la chiamano estate, questa estate” , sottofondo strappa lacrime, con un pizzico di fatalismo. Ebbene, ci avevano provato in tutti i modi a tenere celata la notizia, creando una ridda di ipotesi più o meno fantasiose, più o meno credibili, attorno a Rafael Nadal. Fitti misteri bulgari, sagome cartonate ai balconi del Kremlino, e presidenti russi morti da sei mesi che godevano di buona salute....

LA TRISTA AMERICA DI SARITA ERRANI

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"E altro che l'America...quando sei selvatica (ed agricola).". Venus Williams-Errani 6-3 6-0 .  Un mio malvagio vicino d'ombrellone, commentando la rosea, sosteneva come la nostra avrebbe bisogno di un tagliando di controllo dal Dottor Frankenstein Del Moral. Se solo il luminare da qualche giorno non svernasse nelle patrie galere.  Solo ignoranza, e gratuita cattiveria di chi non conosce bene le cose, la sua. Cosa ti vuoi attendere da un tifoso di calcio? Io, essendo notoriamente molto più buono e competente nella materia, gli ho dato delle spiegazioni senza pretendere compenso. Delucidazioni assai tecniche ed illuminanti. Spiegato lui quanto sia inutile e dannoso per la salute mentale attendersi dalla nostra risultati stile Biellie Jean King della bassa Emilia paranoica. Perché Errani non vale assolutamente la top ten raggiunta grazie ad un Roland Garros proditorio, ma anche abbastanza fortunoso ed irripetibile. Di come contro una magnifi...

IL DOPING, SCHWAZER, BIANCANEVE E I SETTE COGLIONI

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PUGNETTA BALNEARE Capita, sempre in coincidenza con la torrida estate ormai allo Zenith dello sciroccamento neurocerebrale, che si torni a parlare di doping. Dopo un inverno di caccia al Mato Grosso, le solerti autorità dello sport internazionale, ben truccate, con cotonate parrucche e gote luccicanti cristallina inflessibilità, si premurano di renderci edotti sulla loro frenetica ed inarrestabile attività di controllo. Baluardi delle pulizia morale dello sport. Da anni nel tennis cadono nella trappola un francese numero 400, una manciata di peones argentini sporchi, rozzi e modesti. Si bacchetta con feroce intransigenza pseudonzazifascista uno zuzzurellone codato belga dimenticatosi di un controllo, perché dormiva in una roulotte con degli hippie e non a casa. Quasi tutti dei miserabili mestieranti che si arrabattano per vivacchiare nel circuito, o quasi ex al triste crepuscolo. Normale che per entrare nei cento provino a drogarsi come cammelli, in quel bieco tentat...