FEDERER, ED IL LASCIVO AMOREGGIARE DI APOLLO E DIONISO
Lo spirito olimpico, con le sue venature da tragedia greca, s'impossessa finalmente del tennis. Federer e Del Potro regalano una sfida piena di risvolti tecnici, psicologici e umani. Federer e Del Potro: magia olimpica Organizzo mentalmente l’ultimo giorno di carcere, prima della meritate ferie immaginando già scenari paradisiaci, spiagge tropicali, tra palme, mare cristallino, fotomodelle in topless e drink alcoolici. Poi si riveleranno due settimane di bagni nella spiaggia dei poveri, sommerso dai rifiuti, sguazzando in un mare pieno di mucillagine e sgargarozzando avidi gazzosini tra settantenni carampane ammiccanti. Ma fa niente. Alla tv danno la prima semifinale di questa edizione delle Olimpiadi seguite alle chetichella, con snobistico sopracciglio alzato di chi considera questo sport poco olimpico. Senza nemmeno quei cinque set da sempre intrisi di eroismo antico che ben si sposerebbero con i significati primordiali della fiamma di Olimpia, ma con l’ibrido dei due su tre ...