US OPEN 2026, OSPEDALE FLUSHING MEADOWS: ASSENTE SINNER, FAVORITI ZVEREV E DJOKOVIC
Tra assenti eccellenti e presenze per onor di firma, prende il via l’edizione dell'US Open 2026. Tra una caterva di forfait per infortunio stipati in lazzaretti improvvisati e tende da campo belliche, la sensazione è che a Flushing Meadows la vittoria finale sia una questione ristretta al duo Alexander Zverev e Novak Djokovic. Tra le donne, solita sexy ammucchiata laocoontica.
Il tennis moderno vive una strana fase: vince semplicemente chi sta in piedi. Assenti: Sinner, Draper, Rune, Fonseca, Ruud più no che sì, Aliassime acciaccato, Fritz con un ginocchio e mezzo, Alcaraz presente per onor di firma e sponsor.
Invece del compianto Gianni Clerici, ci starebbe bene un Luciano Onder d’annata per commentare le gesta tennistiche: “E allora vediamo... oggi parliamo dell’artrite reumatoide di Fritz, che ha degnamente affrontato la prostatite di Djokovic. Domani spicca il confronto tra la lombosciatalgia di Aliassime e la piorrea di Medvedev!”.
Zverev e Djokovic: i favoriti del tabellone maschile
Alexander Zverev e Novak Djokovic partono davanti a tutti nella griglia dei favoriti US Open 2026. Il marcantonio tedesco è l’emblema di questa terrificante anomalia: Fino pochi mesi fa era il tremolante perdente che mai avrebbe vinto uno slam. Le disavventure fisiche di Alcaraz e Sinner e la senilità di Djokovic, gli hanno servito sul piatto d’argento la possibilità di vincerne addirittura due in un anno. E forse diventare numero 1 (per continuità salute fisica). Ha anche un tabellone clamorosamente agevole. Dovrà metterci molto di suo per perdere questo slam, e non è detto che non ci riesca.
Situazione diversa per "Stravecchio de Vecchinis" Djokovic. Senza Sinner in tabellone e con un Alcaraz apparso in versione turista a Ibiza, l’occasione per il serbo è ghiotta. Forse, invidioso degli infortuni altrui, se ne inventerà uno anche lui strada facendo. Ma, in un modo o nell’altro, in finale può arrivarci. Difficile che Nakashima o Tiafoe possano trovare la personalità per batterlo. Il resto, dipenderà da come arriverà nelle fasi finali.
Nella prima fila della griglia, inserisco anche Alcaraz, ma solo per il nome. L’impressione che sia a New York solo per compiacere lo sponsor e sfoggiare il look che lo ha conciato da sobrio e intellettuale vacanziero a Ibiza. Il prossimo passo sarà torso nudo e perizoma di pelle, stile Village People. Nel circense doppio misto con Serena, sembrava lui la donna. Va bene non voler forzare dopo un infortunio così delicato, ma davvero è sembrato la cugina di Alcaraz. Se sia un bluff o meno, ce lo dirà Safiullin al primo turno, con la sua bella faccia da killer insospettabile che salutava sempre.
Le Mine Vaganti e i Pronostici dell'US Open
In seconda fila attenzione a Ben Shelton e Arthur Fils, reduci dai successi nei Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, che hanno tennis e personalità per provare il grande salto. Il primo è però emblema di discontinuità e rischia già al primo turno, il ruvido francese ha un tennis forse troppo dispendioso per reggere due settimane. Più loro comunque di Rafa Jodar: che sia destinato a una carriera da vincitore slam, non è mistero. A diciannove anni ha già un tennis completo e carattere da veterano. Lo scenario dissestato per un exploit che lo consacri ci sono tutte, ma forse lo si sta caricando con troppe attese.
I medioman Fritz e Auger Aliassime avevano una grande possibilità, ma arrivano a New York mezzi acciaccati. Sono come quelli che alle feste del liceo le ragazze non se li filavano mai. Una sera mancano i grandi conquistatori, ma loro ci vanno con la febbre a 40 e le ragazze gli offrono un’aspirina. Sempre in questa terza fascia allargata metto un gruppetto di sfrontati americani: Nakashima, lo spaccone Tiafoe e quel Tien che mi garba non poco.
Se poi i bookmakers me lo offrono a buona quota (50 o 500), due spicci su Medvedev che impazzisce e secca tutti con una roncola medievale, me li gioco.
Tabellone Femminile e il Caso Wild Card a Wawrinka
Tabellone WTA molto più facile da pronosticare, nella sua impronosticabilità: davanti a tutte le “Fantasma Four”, le “Fab Four” al femminile: Sabalenka, Swiatek, Rybakina e Gauff. Nel mezzo, fluttua, bella e sensuale ed ammaliante come Pina Fantozzi, Jessica Pegula. Appena dietro, ma un po’ davanti (l’ho capito solo io questo ossimoro): baby caprice Andreeva smarrita dopo Parigi, la sexy “coscialunga” Kostyuk e le due farfalle prataiole Noskova e Muchova che però, lontane dall’erba, sul cemento, come ogni farfalla che si rispetti, rendono meno. Stanotte ho fatto un sogno: vincerà una a sorpresa. Potrebbe essere la giovane Iva Jovic, nella sua epifania. A quota buona, la gioco senza indugio.
Due finali parole sulla questione Stan Wawrinka. Lo svizzero 41enne all’ultimo anno e slam di carriera, si era visto rifiutate una wild card. Gli organizzatori gli avevano preferito tal Kypson, 26enne mestierante locale. Il che è uno scandalo. Solo dopo una rivolta social e la rinuncia di quest’ultimo, Stan sarà al via. Che tristezza infinita. Tra l'altro, Stan li ricambierà offrendo spettacolo e battendo in 5 set (o quattro tirati) Berrettini. Segnatevelo.
Nota a margine d'obbligo sul caso Stan Wawrinka. Negare inizialmente la wild card a un 41enne campione Slam all'ultimo anno di carriera per preferirgli un mestierante locale, per poi concedergliela solo dopo la protesta dei social e la rinuncia di quest'ultimo, resta una pagina di gestione organizzativa decisamente discutibile per un torneo della caratura di Flushing Meadows.
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