PIÙ FORTI I FAB FOUR O SINCARAZ? DAL VANGELO SECONDO MARAT SAFIN
Il periodo tra Wimbledon e Flushing Meadows, complice una calura asfissiante che ottunde le meningi, è tradizionalmente dedicato a ponderose riflessioni filosofiche e antropologiche attorno al tennis. Paragoni folli, con la convinzione di sembrare seri, tra ere diverse, tennisti di trent’anni fa e quelli attuali. Chi è il più grande di sempre? I campioni attuali sono più o meno forti di quelli del passato? Allora vedi frotte di scienziati con calcolatrice in mano che stilano classifiche, tabelle, sentenze definitive. Al loro rigore alfanumerico controbattono stizziti alcuni antropologi e criminologi forensi rimasti disoccupati dai vari salotti tv sul crime.
Bene, quest’anno ci ha pensato Marat Safin a far saltare il banco, provocando reazioni scomposte. Almeno è uno che conosce il mestiere. L’ex campione russo, in sintesi, ha dichiarato che il livello del tennis attuale si è molto abbassato rispetto ai suoi tempi. E che Sinner e Alcaraz, pur fortissimi, non sarebbero mai arrivati nei primi due posti in classifica ai tempi dei “Fab Four”.
Apriti cielo. Hanno aperto le gabbie. Reazioni furenti dei Sincaraziani sbavanti contro il povero Marat, neanche fosse uno sconosciuto mitomane che passava di lì per caso. Si va dagli insulti personali, fino ad accuse di “gelosia”, “il solito vecchio che straparla”, “un altro ex giurassico che non accetta di essere superato”, fino al classico e, poco sorprendente, “Safin? E chi sarebbe? Ha vinto solo due slam (hahahaha)?”.
Ci sta. Per i più giovani o anziani ormai affetti da disturbi della memoria, di Marat scrissi diverse cose. Anzi, forse è proprio su di lui uno dei miei primi post. Lo trovate qui. Ma qualcosina è rintracciabile un po’ ovunque nel mio blog (qui e qui, altre due cose). Volendo sintetizzare, siamo di fronte a un tennista che ha vinto due slam, battendo Sampras e Federer con una dimostrazione di forza inaudita. Ossia il gotha assoluto di questo sport in due diverse generazioni. Che poi non abbia fatto della “regolarità”, intesa a tutto tondo, uno stile di vita, è anche questo cosa nota.
Apriti cielo. Hanno aperto le gabbie. Reazioni furenti dei Sincaraziani sbavanti contro il povero Marat, neanche fosse uno sconosciuto mitomane che passava di lì per caso. Si va dagli insulti personali, fino ad accuse di “gelosia”, “il solito vecchio che straparla”, “un altro ex giurassico che non accetta di essere superato”, fino al classico e, poco sorprendente, “Safin? E chi sarebbe? Ha vinto solo due slam (hahahaha)?”.
Ci sta. Per i più giovani o anziani ormai affetti da disturbi della memoria, di Marat scrissi diverse cose. Anzi, forse è proprio su di lui uno dei miei primi post. Lo trovate qui. Ma qualcosina è rintracciabile un po’ ovunque nel mio blog (qui e qui, altre due cose). Volendo sintetizzare, siamo di fronte a un tennista che ha vinto due slam, battendo Sampras e Federer con una dimostrazione di forza inaudita. Ossia il gotha assoluto di questo sport in due diverse generazioni. Che poi non abbia fatto della “regolarità”, intesa a tutto tondo, uno stile di vita, è anche questo cosa nota.
Non si può però negare che nessuno come lui sappia cosa sia l’era dei Fab Four (ed anche quella di Sampras e Agassi), per averla vissuta in prima persona. E, come allenatore recente di Rublev, conosce molto da vicino anche Sinner e Alcaraz. Non parliamo certo di un giornalista, blogger Picasso o profilo tiktok Sinnerina06 o Alcarazuccia98. Quindi, quando parla Marat, merita, nell’ordine: silenzio, inchino e ascolto di quello che ha da dire. Poi, si potrà anche discutere. Essere d’accordo o dissentire, consci di saperne meno di lui e “con la testa al suddetto posto, e cioè sotto i suoi piedi” (cit.).
Ancora più sciocche le altre accuse, quelle sulla “voglia di mettersi in mostra”, perché credo che per pensare certe cose credo non si conosca il personaggio. Non siamo di fronte al patologico egocentrismo di un McEnroe, che per puro gusto sensazionalistico spara periodicamente bombe su tennisti lontanissimi dalla sua era. Marat è alieno a tutto questo. Di stare al centro dell’attenzione, poco gliene frega.
Ancora più sciocche le altre accuse, quelle sulla “voglia di mettersi in mostra”, perché credo che per pensare certe cose credo non si conosca il personaggio. Non siamo di fronte al patologico egocentrismo di un McEnroe, che per puro gusto sensazionalistico spara periodicamente bombe su tennisti lontanissimi dalla sua era. Marat è alieno a tutto questo. Di stare al centro dell’attenzione, poco gliene frega.
Quindi, chiarito che siamo di fronte ad uno che ha conoscenza diretta dei giocatori di cui parla, e di mettersi in mostra gli frega meno di zero, la sua disamina merita attenzione.
Il livello del tennis attuale, rispetto a quello dei Fab Four si è abbassato. E come si fa a dargli torto? Quelli si sono spartiti slam, e per arrivare in finale dovevano far fuori personaggi di un certo valore: Del Potro, Wawrinka, Berdych, Nalbandian, Ferrer, Roddick, Tsonga, lo stesso Safin. Alcaraz e Sinner hanno monopolizzato gli slam degli ultimi tre anni senza competitor dello stesso valore. Tolto l'immarcescibile Djokovic, che fa quel che può a quasi quarant’anni, c’è il vuoto assoluto, con avversari molto più deboli e già sconfitti in partenza. Auger Aliassime numero 4 al mondo o De Minaur 5, dieci anni fa difficilmente sarebbero arrivati alla seconda settimana. Zverev forse solo dopo Parigi (vinto in assenza dei due), ha acquisito un po’ di convinzione, ma è sempre stato una vittima predestinata e rassegnata. Musetti, Rune, Draper non avevano il livello per stargli dietro anche prima che cedessero fisicamente. Non parliamo nemmeno di Fritz o del Medvedev attuale, postumo in vita. Non è un caso che si viva in spasmodica attesa di un giovin terzo incomodo (Fonseca, Jodar, e chi più ne ha).
Quindi è matto Marat o ha detto una cosa così vera da sembrare financo saggia (nel suo caso, un vero e proprio ossimoro)?
Sinner e Alcaraz non sarebbero nei primi due posti della classifica ai tempi dei Fab Four?
Può essere. Non ho certezze assolute. Abbagliati da quella meravigliosa sfida al Roland Garros ‘25 e dal livello di tennis estremo mostrato dai due giovani virgulti, si è subito pensato ad una evoluzione dei fantastici quattro, capaci di un tennis ancora più evoluto. Si è dimenticato troppo in fretta forse, il livello sprigionato da Federer e Djokovic in alcune finali. Per non parlare dell’intensità fisica sovrumana di certi Nadal-Djokovic, coi due a menarsi per sei ore. Senza contare i migliori della saga “Fedal’. E nemmeno sottobaluterei il livello rsggiunto da Murray con Lendl. Per quanto fortissimi, forse Sinner e Alcaraz quel livello non l’hanno ancora raggiunto.
Una risposta scientifica non ci sarà mai. Sono discorsi che servono solo a passare via questo mese di noia accaldata. Certo è, che l’opinione di Marat ha riscontri precisi: i suoi. E che in larga parte condivido.
A dire il vero, un riscontro reale e vivente c’è, ed ha le inquietanti sembianze di Novak Djokovic. L’esponente superstite dei Fab Four, si sta misurando con i due nuovi dominatori, in modo fiero e senza paura. Quasi consapevolmente suicida. Il problema è che non ha 27 anni, ma quasi 40. Cosa ci dicono, questi confronti? Che Nole anziano non è allo stesso livello dei due, soccombe in modo evidente. Ma ogni tanto riesce ancora a batterli (vedi Olimpiadi e Australian Open ‘25 e ‘26). Quindi, la logica ci dice che un Nole (ma anche Federer e Nadal) alla stessa età dei due, aveva ancora un livello di forza superiore.
Marat il matto, ma mica tanto.
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