SHELTON E TIAFOE SHOW: GLI USA SI PRENDONO FLUSHING MEADOWS 2026



L'impresa all'alba di Shelton su Alcaraz, infiamma gli Us Open 2026. 

Un match tremendamente brutto e appassionante, infarcito di errori marchiani e poche, strabilianti gemme. Non v'è traccia di raziocinio, pensiero, studio. È solo puro istinto primordiale, l'incontro tra i due. Esprimono in modo opposto un concetto basilare nel tennis: fai il cazzo che ti dice la testa. Alcaraz in quella folle e artisticamente suicida missione di voler giocare sempre un colpo diverso dall'altro, che se non è bello non vale. Shelton arrembante, adrenalinico, assalta ogni cosa gli passi davanti. Entrambi in canotta cafonal, lo spagnolo urla come un montone ferito, il mancino yankee esala ululati da Tarzan volteggiante sulla liana.

Un ottovolante, bello, insensato e avvincente

Alcaraz la spunta al tie break del primo, poi sembra crollare sotto gli assalti all'arma bianca e cervello spento di Ben. Tira bolidi mancini fulminanti e si getta a rete, e pazienza se le volée non le sa giocare. È un portiere volleante, coraggioso e pasticcione. Ne gioca una magnifica e tre sgozzando la pallina. Ma meno male che qualcuno le gioca ancora, le volée. Il match è uno spot per i giovinastri che guardano la rete col terrore vi siano i piranhas. 
Il confronto è quanto di meglio il moderno tennis robotico possa offrire. Fisico, tremendamente fisico, estremo come deve essere il tennis del 2026 di nostra disgrazia, ma straordinariamente vario e gonfio di talento variopinto. O forse preferite Sinner-Aliassime o Djokovic-Zverev? Blockx-Cerundolo, magari? Siamo seri.
In questo sali scendi senza alcun senso logico, si arriva allo sprint del quinto set, tra un errore e un meraviglioso capolavoro, una volée arricciata in arretramento, contro tempo e contro senso di Carlitos e uno smash fragoroso di Shelton, che si butta in avanti come una fionda e spacca il cemento.

3,44 a.m.: mentre la notte si prepara a lasciare spazio all'alba, la spunta Shelton

Alcaraz sbaglia e strappa troppo il suo (di norma straordinario) dritto, temo a causa del problema al polso, Shelton sembra più solido di rovescio. Questo porta il match in perfetto equilibrio, ma che Alcaraz quasi senza dritto faccia match pari con l'americano, dimostra quanto sia più forte.  
Alla fine, in modo coerente con lo sviluppo del match, la spunta chi azzecca gli ultimi punti del super tie-break. Come alla roulette. Avrebbero anche potuto deciderla con un lancio di dadi. Vince Shelton, nel tripudio yankee che anela un vincitore slam a stelle e strisce da oltre vent'anni. E questo Shelton sarebbe stato anche favorito contro Tiafoe e se la giocherebbe contro Zverev. Peccato che una simile fatica, conclusa quasi alle 4 di mattina, non potrà non farsi sentire. Torneo falsato da organizzatori sciagurati. Zverev ringrazia, ancora. 

Tiafoe con Shelton nella semifinale tutta Usa. Zverev sempre più favorito

Devo fare pubblica ammenda su Tiafoe. L'ho sempre considerato ai limiti dell'insopportabile ma, dal match con Arnaldi in poi, è in atto una sua redenzione. Nessuno è perfetto, quindi: pazienza per quell'atteggiamento da compagno di classe che fa battute sceme e pensa di essere divertente, mentre è solo patetico. Pazienza anche per quei passetti strisciati da jimmy il fenomeno, per quel sorriso atroce, l spacchetto, le burle da b-movies americano, la fascetta da LeBron andato a male, il dritto agricolo preparato manco imbracciasse una. Scavando, qualcosa di buono avrà. Ecco, trovato. È un combattente irriducibile. Sotto nel punteggio e sull'orlo del baratro, trova risorse insospettabili e gioca in assoluta trance. Senza pensare, come quei due di prima. Ieri, in un quarto meno ricco di talento ma più intenso, si salva contro Michelsen da 0-2 3-5. 
Qualcosa su Michelsen, bisogna dirla. Il ragazzo non gioca male, forse troppo piatto (in tutti i sensi). Ma, se l'istinto non mi inganna, uno che perde una partita così, come nemmeno Fokina e Gasquet messi assieme, difficilmente si giocherà cose importanti.
Zverev sempre più favorito. Da zero tituli a due slam in un anno?
Continua la surreale marcia di Zverev. Dopo aver giocato punto a punto e rischiato contro Sonego e Halys, potrebbe arrivare in finale battendo: Darderi, Van de zandschulp e Kachanov. Non so se si è mai vista una cosa così. Il tedesco ormai, fa più fatica nelle conferenze stampa, in cui prova a dipingere cuor di leone Van de Zandschulp come un giocatore "straordinario". Una specie di mix tra Sampras, Borg e Federer.



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