FEDERER DAVANTI ALLA STORIA
Centre Court preso d'assalto. Sparuti drappelli di massimi esperti mondiali in mostrocismo, frotte di torvi lombrosiani e ignari spettatori a rischio suicidio dopo venti minuti, pronti a studiare Cilic e Querrey che si sfidano a singolar tenzone per un posto in finale.
Due che, causando imprecazioni di organizzatori smadonnanti, al massimo potevi vederli in finale in un Atp 250. Agghiacciante. E lo spettacolo non delude le aspettative (di restare vivi). Grazie a tennisti di tal risma e per scongiurare partite zeppe di ace e senza scambi, gli organizzatori pensarono a un'erba meno veloce. I risultati sono stati sbalorditivi: A Wimbledon i mostri battitori imperversano ancora e in più storti arrotomani (Errani esclusa) riescono liftare impunemente come faine. E le volée sono diventate rarità, come violette nel deserto.
Ben fatto, ragazzi.
La spunta, come da pronostico, Cilic in quattro set, dopo violenta battaglia.
Poi i luminari escono, barcollando, ed entrano gli ansiosi sudditi di Federer. Tra Sua Divinità Santissima e la finale, Berdych. Il ceco ha la faccia convinta. Come
ostacolo all'elvetico pare appena meno convincente di Di Maio in missione in Europa, per cantargliene quattro ai signori della Comunità Europea (che, grazie a loro, ci considera subumani) "Lorzignori della Europa, noi sarebbi...sarettimo...stato stanghi di accogliervi i bambini che respingiete voi del bienderberghem massonico, che sareste stass...stabb...vabbè e il Pd? Noi fummo stati per l'euro ma anti euro in Europa o fuori dipende dal referendum di ruzzle sul blog. Che decide Beppe. Io preferiressi il sistema venezuelano". E quelli rischiano di rimpatriarlo.
Pinzellacchere a parte, Berdych sembrava vittima sacrificale sulla via di un Roger in spolvero marziano. Nei precedenti, ogni tanto Thomas aveva dato dispiaceri allo svizzero, ma quando Federer è in forma (e quest'anno lo è come non mai), coi picchiatori ci va a nozze. Sicuro, preciso, in fiducia assoluta. Volteggia su nuvole di marzapane imbevuto nella melassa. Trova la palla con velocità imbarazzante e con altrettanta, inquietante, facilità scocca vincenti, saette in controbalzo, risposte d'incontro spaziali.
Dopo un inizio in scioltezza, prova a complicarsi la vita facendo rientrare il ceco. Non sembra il miglior Federer del torneo. Ne vien fuori un incontro tirato, che è straordinario a chiudere in due tie-break quasi perfetti e prendendo il largo nel terzo.
Finale raggiunta in modo immacolato, senza lasciare nemmeno un set per strada e sudare la candida maglia. Resta solo Frankenstein Cilic sulla sua strada. Ogni partita fa storia a se, Cilic in giornata è cliente difficile, ma non credo potesse sperare meglio.
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