GERRY CARDINALE E ARYNA SABALENKA: QUANDO IL BLUFF DEL CALCIO INCONTRA IL BLUFF DEL TENNIS
Aryna Sabalenka ospite del proprietario del Milan, durante Milan-Lecce. Selfie, sorrisi, dono della maglietta. Una inattesa e grottesca partnership tra quanto di peggio possa esserci, oggi, nel calcio e nel tennis
Aryna Sabalenka piomba a San Siro, ospite del Milan
Pare, ma sono solo voci di corridoio, che il patron rossonero abbia fatto disdire ad Aryna il tavolo da "Gigi il troione", per invitarla ad una galante serata alla mensa dei poveri di Milano. Menu: broccoletti e patate e un gotto di vino cartonato dell’eurospin.
Chi è questo Gerry Cardinale
Insomma, l’americano comprò il Milan che aveva appena vinto uno scudetto incredibile. E cosa ti fa, appena arrivato? va a vedere un derby e osserva estasiato la curva interista. Poi caccia via Paolo Maldini, bandiera in carne e ossa del club e artefice del miracolo scudetto, mettendo il club nelle mani di un tragico aguzzino, mezzo ragionier Fantozzi e mezzo Napoleone. Fa fuori chi minava il suo piano finale: guadagnare non con le vittorie, ma vendendo i giocatori più forti ogni anno, sostituendoli con broccacci inverecondi. Perché l’importante è il “businissi”. Compra i territori per lo stadio nuovo, poi ci pensa: in Italia c’è questo Sinner, chissenefrega del calcio, facciamo un impianto di tennis per un bel torneo Atp.
E allora il nostro Gerry, che a suo modo è un genio, che fa? Imita quella che è la sua antitesi assoluta, Berlusconi (che il nome del Milan lo sfruttò, ma vincendo tutto), e arriva a Milanello con un elicottero (preso a nolo anch'esso, temo). E il “cringiometro” esplode.
Perché Aryna a San Siro, sexy come un tombino col rossetto?
A pensarci bene è un abbinamento straordinariamente azzeccato. Poteva mai, Cardinale, scegliere Sinner o Alcaraz come ospiti d'onore? Al limite Djokovic, che è pure tifoso. No, Sabalenka è perfetta, colei che la Wta vorrebbe dominatrice/personaggio. Fake come il Milan americano. Si crede sensuale, tutta vestita da femme fatale e con tre chili di gioielli al collo, ma è sexy quanto un tombino col rossetto, o un bisonte con la minigonna. Si pensa simpatica, fa battute da svampita col vocione da Barry White e in campo dà vita a triviali spettacoli horror. Ostenta gladiatorio agonismo, ma perde più match combattuti di Zvonareva e Dementieva (chi se la ricorda Elena la morticella?). Urla fortissimo per far credere di tirare fortissimo, ma la sua palla viaggia meno di quella di Cocciaretto. Insomma. Un bluff tira l’altro.
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