WAWRINKA SENZA PIÙ TIMORI, BATTE FEDERER E VINCE A MONTECARLO. DISFATTA FED CUP





Foto di Frédéric de Villamil, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0


Svolta epocale nel Principato, primo grande appuntamento su terra rossa stagionale. La scuola elvetica detronizza quella podistico-robotica iberico-serba. Fed Cup: Disfatta italiana a Ostrava

Stan Wawrinka. «Vince Wawrinka, in finale proprio contro Federer, suo Mentore, Leggenda Inimitabile, Divina, Imperitura...», e via di prona celebrazione dell'Altissimo appena risorto dopo tre giorni. E allora capisci che il povero Stan non uscirà mai dalla sindrome del «secondo» nella mente degli altri, quando invece lui ne è già uscito e non ha più timori reverenziali verso nessuno. Giornalisti peggio di quelli della Moto GP, quando invece di esaltare il vincitore Marquez si genuflettono al mito Valentino Rossi che con lui ha perso in volata. Tre paginoni sulla rosea, poi un trafiletto: «Ah, ha vinto Marquez. Tra l'altro». Ma basta così, che Pero/Bertolucci sono anche bravi (immagino l'occhio strabuzzato, del solito: «Ma come, ne parli bene? Non li vuoi sbranati da animali feroci? Vergognati!»). 
Smaltita la sbornia australiana, Stan verga tutti. Trattenuto nel braccio, nelle belluine esultanze e in tutto nella finale contro l'amico-leggenda-connazionale, libera mente e braccione solo dal tie-break del secondo. Contenuto anche nell'esultanza finale.

Roger Federer. Complice il forfait in uno dei prossimi tornei causa parto di Mirka (Binaghi disposto a costruire notte tempo una sala parto nella Supertennis Arena, pur di averlo a Roma), Federer dirotta all'ultimo momento sul Principato e per poco, con la bellezza delle cose non programmate, non gli riesce il colpaccio del primo successo a Montecarlo. Torneo perfetto fino alla finale in cui Roger Fred Astaire Federer canta e balla «Singin' in the rain», nella fitta pioggerellina. Incrocio sulla carta splendido: i suoi colpi in controbalzo e punta di piedi contro le tronfie sberle dell'amico Stan. Il brutale rovescio di Wawrinka a impattare il dritto fiammeggiante di Federer. Attese un po' deluse dall'effetto derby/amicizia e alla fine Roger paga una sudditanza al contrario, mancando della giusta cattiveria per chiuderla.

Ferrer/Nadal. Ogni volta che Ferrer batte Nadal la vicenda dovrebbe confinare con una fiaba, romantica, avvincente, commovente, demente. Non fosse per un confronto di bruttezza straripante, da incubo notturno post peperonata. Tremendo. Da proibire per legge (grillini in fermento per bloccare il tutto). Giorni fa, umile e afflitto, il buon David si diceva rassegnato a non poter più ottenere gli stessi risultati del passato. Solo tattica, Nadal style. Ha scoperto il segreto. Si nascondeva come ratto travestito da faina, concentrandosi sulla stagione terricola. Tutto perfetto, poi arriva Wawrinka con piglio da sicario e lo nerba con una violenza da chiamare il telefono azzurro.

Novak Djokovic. Dolente al braccio, si arrende in semifinale. Fatale gli fu l'ospitata da Fazio, che per poco non gli chiede come funziona il fuorigioco nel tennis, di fare una capriola in studio e dire «cacchina» assieme alla Littizzetto.

Thomas Berdych. Affonda tre yatch ormeggiati sul porto di Fontvieille. E una portaerei nel Mar Caspio.

Fabio Fognini.
- «Io ci metto sempre la faccia!».
E che vuole dire, di grazia?
- «Lo ricordo a te e a tutte queste m..., che io la faccia ce la metto sempre!»
E va bene. Mo me lo segno (cit.).
Quel «ma baaastaaa» della telecronista riassume bene la vicenda. Ha stancato un po' tutti. Persino i telecocrionisti, al solito iper-diplomatici. Quando vince, gli altri (ma chi?) devono rosicare (e perché). Se perde male, idem. La sindrome da accerchiamento spesso funziona, ma risulta stucchevole nel calcio (vedi Mourinho). Nel tennis ancora di più.
Volendo abbozzare un discorso tecnico, non essendo salito sulla carriola del vincitore dopo il successo in Davis con Murray-Fantasma Formaggino, non lo getto nel fosso dopo una sconfitta con Tsonga, che ci può stare. Ci può stare che, ispirato, batta Murray. Ci può stare che perda da uno Tsonga pasticcione e in calo. Anche su terra. Senza rosicare. It's so easy.

Andreas Seppi. Federer «machissei, ahò». Un tweener che levatevi tutti. E poi, con piglio da istrione durante un'elegia funebre, si porta la mano all'orecchio per sentire l'ovazione della terrazza dei Principi.

Fed Cup, Caporetto totale. A Ostrava affonda la nazionale italiana. Esito scontato, ma che poteva essere meno avvilente evitando di esporre Sara Errani al pubblico ludibrio tennistico. Sul velocissimo tappeto predisposto dai cechi, come su carpet e cemento anni '80/'90, la romagnola è senza armi, non vale le prime 150. Rullata e in balia di una Safarova qualsiasi (mica Tyson Serena), senza elmetto. Spettacolo straziante. Contro la spiritata mancina ceca ci voleva la classe e il braccio di Romina Oprandi (2-0 nei precedenti: 2/6 6/3 7/6 e 7/6 4/6 7/6), ma è svizzera e malconcia. Con Vinci (onorevole e più adatta al veloce) al posto di Errani e una Giorgi in palla, avremmo almeno evitato l'asfaltatura, ma Barazzutti schiera Robertina solo nella seconda giornata, per risparmiare la seconda umiliazione sportiva ad Errani (contro Kvitova i quotisti offrivano il double bagel a prezzi modici). Ma la frittata era già fatta.



Commenti

  1. Stamattina Federer dichiara "Credo che Fognini abbia fatto capire che noi tennisti siamo uomini". Una scoperta sensazionale.

    Nella semi di FedCup, Robertina su quel ghiaccio si trovava meglio della sua compagna ma pure lei viene da un inizio stagione terribile e non credo sarebbero cambiate le sorti. Ci saremmo giocati la finale solo con una Flavia versione IW.

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    1. Elegante dichiarazione, per non infierire. Nello stile del personaggio. Preferisco l'ironia di Tsonga.
      Fed Cup. Stante che bisognava puntare ai due punti di Safarova per giocarci tutto nel doppio e che sono discorsi fatti sulla carta (straccia): con Pennetta e Giorgi/Vinci ci avremmo provato. Con Vinci e Giorgi si poteva puntare a una sconfitta meno umiliante.

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  2. ogni volta che sento qualcuno dire "io ci metto la faccia" come se fosse un eroe mi chiedo veramente cosa ha in testa questa gente, come gli allenatori, di calcio, laa squadra perde e loro sottolineano che ci mettono la faccia, e chi dovrebbe mettercela? il massaggiatore?
    e cosa c'entra il papa di fognini poi? che colpe ha della sconfitta del figlio?

    boh!?

    talento sprecato cmq....
    seppur meno spettacolare preferisco la determinazione alto atesina di seppi

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    1. Infatti, in un tennista professionista o sportivo, è una frase senza alcun senso. Anche ridicolo pensarci.
      Senza citare quello che ha combinato a Barcellona. Sono ragazzi, capitano dei cedimenti mentali (in lui ancora di più, essendo predisposto per carattere), ma così diventa una farsa. Lui e il suo emulo d'oltralpe Benito Paire (che almeno pare avere un infortunio serio).
      Seppi e Fognini sono praticamente all'opposto, tennisticamente, fisicamente, caratterialmente. Se devo prendere un italiano, prendo Lorenzi che fa serve&volley a San Luis Potosi, diventando l'idolo del pubblico.

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