Ci son cascato di nuovo, cantava il Johnny Rotten italiano Achille Lauro. Colto da frenesia tipster, qualche giorno fa ho puntato i miei due centesimi sulla vittoria finale di Wimbledon su Karolina Muchova a 41,00. Voglio dire, 41 è una quota folle. Già scesa, ma se la trovate almeno a 30,00, qualche spicciolo vi consiglio di provarlo. In un tabellone femminile in cui le tre più forti hanno paura pure della propria ombra, con Serena che non si sa, le favorite per me sono Andreeva, Kostyuk, Keys e Anisimova. Ma almeno in 20/25 possono provarci.
Nel maschile, più che considerazioni tecnico-tattiche o psicologiche, servirebbero: un metereologo, un medico della mutua esperto in ossa rotte e un primario di geriatria. Sinner ovvio favorito, se non avrà colpi di calore. Dalla sua parte Djokovic, reumatismi e gotta permettendo. Nella parte bassa, lotta serrata per agguantare la finale tra Zverev, Shelton, Fritz e Draper (primo turno da cto) e Berrettini, tenuto assieme dal nastro adesivo.
Si va di seguito ad analizzare gli ipotetici quarti delineati dal sorteggio.
Tabellone maschile
Sinner-Medvedev
Cammino in discesa per Sinner, almeno fino alle semifinali. Kecmanovic, Buse e Darderi non rappresentano insidie credibili. Più che il derby con l’oriundo argentino, in ottavi può trovare Ethan “vento di passioni” Quinn. Meraviglioso e in buona forma, ma poco pericoloso per un Sinner senza insolazioni. Ci sarebbero anche il giovane Jodar (in pessime condizioni e tutto da verificare sui prati) e tal Shapovalov, se si ricorda di essere vivo.
Nei quarti può trovare Medvedev, ma difficilmente rivedremo il grande classico (con finale prevedibile). Già l’immarcescibile Cilic all’esordio può farlo fuori. Poi uno tra Struff e soprattutto Nakashima. Quindi un ottavo in cui rischia di sopravvivere Tommy Paul più che un Ruud, per cui l’erba è come l’aglio per i vampiri. Mio pronostico: quarto di finale Sinner-Nakashima (o Paul).
Aliassime-Djokovic
Nei sorteggi degli ultimi slam, Nole sembra avere più culo di quello posticcio e rivoltante di Madonna Ciccone. Sfortunato ad essere nella semi con Sinner, ma fortunato perché può arrivarci senza spendere molto. Più che i fantasmi recalcitranti di Tsitsipas (rischia di perdere persino da Hugo Gaston, che all’esordio lo ammazzerà di smorzate - su erba -) e Rublev, unico punto interrogativo è Joao Fonseca in un ipotetico ottavo. Ma bisogna capire se il brasiliano mangia l’erba. Per ora, sembra preferire gli hot-dog.
Grande curiosità di vedere come la torcida brasiliana, a suon di rutti, peti, urla e strepiti, trasformerà il sepolcro imbiancato di Wimbledon.
Anche Aliassime nei quarti ha un gioco troppo prevedibile e monocorde per impensierire un Djokovic appena normale. Canadese che deve guardarsi da Tien (ad Halle ci ha vinto solo 7-6 al terzo) o dal funambolo Fokina, che però potrebbe essere già soddisfatto dall’impresa miracolosa del primo titolo a Maiorca, dopo innumerevoli e fantozziani incespichi sul traguardo. Prendo Djokovic-Tien, con americano che vince 4 eroici games.
De Minaur-Shelton
Il povero diavolo australiano, corridore con le gomme sgonfie in questo 2026, sulla strada verso i quarti ha Majchrzak (suo giustiziere sull’erba di Rosmalen), una serie di insidie protette dal wwf capeggiate dall’attempato bruco Mannarino, e l’americano per caso Svajda. Peccato per il forfait last-minute del funambolo italiano Bellucci, nemesi sinnerista. Negli ottavi per lui, Cobolli. Occasione ghiotta per il romano, di ripetere i quarti dello scorso anno. Sulla sua strada c’è però il perticone francese Perricard, membro della nouvelle vague del serve&serve, oltre al russo faber Kachanov.
Il sorteggio ha dato a Shelton la concreta possibilità di prendersi la finale, dipende solo da lui. Prima del quarto col Dumbo aussie però, occhio al vikingo erbivoro Virtanenen all’esordio (la Finlandia è piena di prati). Poi uno tra Bergs e Humbert al terzo, che si sono giocati la finale oggi a Eastbourne. Quindi Mensik negli ottavi, a suo agio sull’erba come La Russa a un convegno sui partigiani. Visto di sfuggita il ceco al Queen’s, sconfitto e irriso dalle pallette mannerine, mentre deambulava come un manichino dell’Upim in preda a convulsioni. Cosa brutta. Nel suo spot possono approfittarne Berrettini (se lo hanno rattoppato bene) che inizia contro Wawrinka in un primo turno da botte da orbi al reparto traumatologico o in una Rsa. O uno tra Fils e Collignon, altra rissa da saloon del primo turno.
Fritz-Zverev
Quarto che vale una semifinale. L’americano, per ragioni mistiche, si trova bene su erba. È bestia nerissima di Zverev, ma rientra dopo un lungo stop e bisognerà testarne la tenuta. Già il crudele primo turno con l’altro infermo Draper, dirà qualcosa. Poi negli ottavi uno tra Tiafoe (in forma) e Bublik, che invece bisognerà capire se ha voglia di fare sul serio o minchioneggiare perdendo già da Kokkinakis. Il fatto che potrà sfogare la sua minchionaggine con Kyrgios in un doppio da circo Medrano, fa ben sperare. A proposito di Kyrgios: conscio di una condizione fisica spumeggiante (perderebbe in una gara di resistenza contro Memo Remigi), aveva chiesto una wild card per il tabellone di singolare. Rifiutata, stranamente. Pare anche con risata annessa.
Zverev almeno ai quarti può arrivarci. Nessun ostacolo particolarmente periglioso sul suo cammino: Moutet che, ho letto da qualche parte “non capite niente! Moutet non è un giocatore da erba”. Sbagliato, non è un giocatore, punto. O magari Arnaldi in versione parigina da Ercolino sempre in piedi. Negli ottavi qualcosa di più serio con Lehecka o Stefan Cerundolo Edberg, l’argentino erbivoro trionfatore al Queens (che ha nel suo libro dei vincitori: Edberg, McEnroe, Becker, Ivanisevic, Sampras). Narrano che, dopo la sua vittoria, vogliano chiudere il circolo e dedicarsi solo all'ippica.
Tabellone femminile
Sabalenka-Andreeva
La dea bendata sguercia ci propina questo quarto da finale anticipata. Che poi, non è sicuro nemmeno che le due ci arrivino, ai quarti. La Wta in due righe. Soprattutto Sabalenka, che se su terra affonda come un bisonte nelle sabbie mobili, su erba ha la stessa grazia di un bisonte volteggiante sul ghiaccio. Sfortunata perché sulla sua strada ha belle gatte da pelare: l’adorabile e orrorifica Ostapenko (o Raducanu) al terzo, poi una Osaka in splendida forma negli ottavi. Passa un giorno e: Ostapenko ritirata a Eastbourne, Raducanu in forse, Osaka ritirata dalla finale di Bad Homburg. Questo non è culo, ma voodoo.
La divetta Andreeva deve convincermi sui prati. Krejcikova (sembra sia successo nel 1979, ma da quelle parti ha vinto di recente), già sarà un bel test. Poi ottavi con Muchova (già detto e scritto che vincerà il torneo). Ipotetico terzo turno divertente tra la ceca e lo scoiattolo Chwalinska e il suo tennis taglia e cuci applicato all’erba.
Pegula-Gauff
Dio ce ne scampi. Non so chi potrebbe salvarci dall’orrore: Alexandrova (capirai) o la rammendatrice tedesca Maria (che non gioca un colpo in top dal 1972) a impensierire la maestrina Pegula. Bencic e forse Kalinskaya dalle parti di Abebe CoCo Bikila.
Swiatek-Svitolina
Sezione di tabellone scompaginata dalla presenza ingombrante e misteriosa di Serena. L'ipotetico terzo turno Serena Williams-Swiatek sarebbe antropologicamente imperdibile. Ahimè, non so se lo vedremo. La polacca rischia di andare fuori già con Taylor Townsend e il suo straripante quintale di talento. Basta che Taylor vada 2-1 nel primo set e Iga andrà nel pallone. Serena è un rebus, dipende da come si presenta: Joint ed Eala, che non erano nemmeno nate quando lei era già numero uno, hanno brio e leggerezza per impensierire un’americana imballata. Altrimenti se le mangia. Per chi la spunterà, sulla carta, c’è la nostra Paolini. Temo però, che Gelsomina possa lasciarci già all’esordio con la qualificata Montgomery, mancina americana il cui gioco ben si adatta ai prati. Anzi, può anche arrivare anche agli ottavi. Occhio, da quelle parti, alla danesona semovente Tauson.
Svitolina per raggiungere i quarti dovrà affrontare il classico derby con Kostyuk negli ottavi. Minacce per le due, rispettivamente: Vekic sempre in palla su erba e la rientrante Navarro.
Anisimova-Rybakina
Bel quarto. Per Amanda il vero test probante sarà il terzo turno con una Keys in forma smagliante (match da 50 e 50). Per la vincente, ottavo col talento di Cechia Noskova.
Rybakina in condizioni psico-fisiche indecifrabili, ma non dovrebbe avere molti problemi, ad eccezione della Schneider in ottavi.

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