NICK KYRGIOS POSITIVO ALLA COCAINA. È LA FINE DI UN TENNISTA DA SEMPRE SOPRA LE "RIGHE"?
Storia di ieri, o ieri l’altro: Nick Kyrgios positivo alla cocaina, sospeso per doping in attesa di una sentenza. E allora pensi che davvero la sua storia pseudo tennistica sia al triste capolinea.
Nick Kyrgios: ancora tu, ma non dovevamo vederci più?
Uno si sforza di non pensarlo, men che meno citarlo, nelle sue mirabolanti peripezie da ragazzaccio bamboccione ormai trentunenne che non vuole crescere, ma proprio non ce la fa.
Cocaina e doping sportivo: stessa colpa e stessa pena?
Due considerazioni, perché tre sarebbero troppe, fa molto caldo e mi suda il cavo popliteo. Kyrgios non è positivo al doping, è positivo alla droga. Incredibile come non si riesca a cogliere la differenza, nemmeno tanto sottile. Se ne è parlato e scritto in passato: Maradona sniffava per dribblare meglio? Gasquet, Wilander o Hingis, per citare alcuni tennisti caduti nella polvere, per aumentare la resistenza e poter giocare una finale slam di sei ore? Eppure, a leggere in giro, la cosa non sembra ancora compresa. La deficienza artificiale dilaga, e non v'è rimedio. Non si può tornare indietro. Il doping lo usa chi vuole migliorare le prestazioni sportive. La droga (cocaina, lsd, polvere d’angelo, eroina e non vado oltre per non sembrare Dr. Gonzo di “Paura e delirio a Las Vegas") chi vuole sballarsi, stordirsi, farsi del bene/male, chi ha problemi in generale. Nick, piaccia o meno, fa parte di una queste seconde categorie. Decidete voi quale. Fa lo stesso, o cambia di poco il senso della storiaccia.
Il ragazzo è senza dubbio “particolare”
Nick si sveglia in un albergo di Maiorca. Fa colazione con sei waffel, quattro bomboloni e un bottiglione di Pepsi bevuto a garganella con ruttone incorporato, che si registra assai divertito per publicarlo su tik tok, resta sul letto a chattare-twittare-tiktokkare in trance. Fuma due sigarette, sbevazza tre o quattro birroni per scaccciare via l'arsura. Ma non ha voglia di allenarsi e il giorno dopo deve giocare il primo turno. E allora, cosa pensa in quella mente feconda e fertile: mi faccio una bella striscia di coca, così domani sarò bello pimpante e allenato, e inizierò a scalare le classifiche. Diventerò invincibile. Ecco, credo che nemmeno lui arriverebbe a tanto.
Nick Kyrgios non è un dopato. È un drogato, immagino occasionale, come ce ne sono a milioni. Il mio animo libertario e “cazzomifregaammè”, mi fa essere totalmente indifferente a chi usa droghe. Ma la differenza tra uno sportivo che fa uso di doping per migliorare le prestazioni sportive e uno che cade nella cocaina, dovrebbe rimanere netta: sono diverse le intenzioni e la colpa. E altrettanto diverse dovrebbero essere le sanzioni. Severissime nel primo caso, più miti nel secondo (per me addirittura nessuna, ma la mia è una posizione estrema). Ma così non è, e questo è un controsenso.
Kyrgios e Sinner: la battaglia dei social
Pietra tombale su una non carriera o, per assurdo, nuovi e ritrovati stimoli per un tennista ormai avviato al ritiro, mentalmente senza stimoli, prima che a pezzi fisicamente? Ce lo dirà il futuro. Di certo io ci dormirò la notte, sognando Charlize Tehron che mi guarda languida in un ghiacciaio delle Svalbard. Parecchio tristi le cattiverie lette in queste ore. Kyrgios non merita certo compassione, ma nemmeno l’accanimento. Colpire una persona in ginocchio mi fa tristezza. In special modo dai tifosi di Sinner, che non aspettavano altro, è invece partito un attacco compatto e compiaciuto. Il comportamento avuto contro l'italiano è stato rivoltante, oltre ad essere causato scarsa comprensione (ma del resto cosa puoi aspettarti da un terrapiattista?). Questo però non giustifica tutto il resto. Accomunare situazioni diametralmente opposte, parlare di “contrappasso” o “proprio lui che era contro il doping, ora è positivo? Ihih”. No, amici miei, per quanto detestabile il personaggio, Kyrgios non ha voluto barare per migliorare le prestazioni del suo fisico. Continuate a detestarlo per il resto, che ce n'è pure in esubero, ma non per questo. E anzi, ammettendo le sue colpe, non è ricaduto in quelle goffe giustificazioni à la Gasquet, dei "baci alla cocaina". Almeno di questo, gli va dato atto.
Uno dei giocatori piu divertenti degli ultimi 10 anni (forse corretto dire uno dei pochi). Nel periodo 2019-2022, quando ha deciso di provare a impegnarsi con il tennis, ha regalato partite spettacolari, permettendosi di battere Nadal, Djokovic e una volta perfino Federer. Citerei anche il doppio in Australia con Kokkinakis, forse l'ultimo acuto, partite spettacolari.
RispondiEliminaHo apprezzato tantissimo il suo tennis giocato, malsopportato le scemate in campo (comunque i soldi delle sanzioni erano i suoi). Fuori dal campo non mi interessa.
Sì, in quegli anni giocatore assolutamente anarchico e divertente. Zero tattica e fisico, solo istinto e braccio. Iniziò a scadermi quando, dal nulla, sul n1 (o 2) del Foro, dal nulla, distrusse sedie e frigo, prese la sacca e se ne andò a metà match. Vale tutto, ma c'è gente che ha pagato e sta lì sotto il sole, magari pure a tifarti.
Eliminaciao Picasso. Io ero a Roma ed ero in quel campo quando successe il fattaccio, davvero nato dal nulla. Semplicemente era scazzato e voleva trovare una scusa per andarsene. Non solo.... trovo che costringere un ragazzino raccattapalle ad andare in campo per raccogliere quello che tu avevi appena lanciato sia una forma di mancanza di rispetto (peggio fece solo lo spagnolo che si incazzò perché il ballboy gli aveva lanciato le palline con qualche decimo di secondo di ritardo, non ricordo il nome).
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