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FED CUP: L'INCHINO DI FLAVIA PENNETTA A BRINDISI, LA DIVA SERENA WILLIAMS, ILLUSIONE GIORGI

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Ai bordi di un campo d'allenamento del Foro Italico incrociai i suoi occhioni di cerbiatta. Durò una frazione di secondo e mentalmente le dissi « Oh, Venere! Ma quando vieni abbasciu allu Salentu? Ti porterei in giro per le spiagge, col vento salmastro che ci bacia la pelle fremente e scompiglia i capelli selvaggi a bordo della panda '84. Poi la sera, cullati da una luna bagascia, surchiando ricci di mare e sbevazzando Peroni gelate in riva al mare di Savelletri a “L'oasi del riccio”, ti bacerei con passione». Lei s'allargò in un sorriso, con la pelle d'ebano bagnata da piccole perle di sudore e sembrò dirmi: « E chi è 'sto malato di mente? » . L'occasione arriva, quando meno te lo aspetti, sette anni dopo: le sorellone Williams a Brindisi per ltalia-Usa di Fed Cup. Smuovendo le mie conoscenze (un sottosegratario, due portaborse e  un usciere della Federazione) mi assicuro uno degli introvabili biglietti sfuggiti ai parenti fino alla ven...

L'AUSTRALIAN OPEN, TIRANDO LE SOMME ALLA NOIA

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Foto di Andrew Campbell, Licenza Creative Commons CC-BY-2.0 Si potrebbe scrivere un racconto o elegia dello sbadiglio compulsivo, su questa edizione dell'Australian Open. Unico picco d'estrosità lo regala l'istrionico funambolo Andreas Seppi. Sobrio e dalla schiena dritta come un nipotino di Mattarella. E questo dà la cifra del tutto. Novak Djokovic 4,5/8. La paternità fa riaffiorare l'indole da scucchiato guitto vincitore delle cimice d'oro a Cannes. Teatrali scenette, interpretazione da malato immaginario credibile quanto una Arcuri senza tette, con gli occhi e la scucchia da Aigor. Inguardabile, intifabile. Però si conferma il più forte di tutti, se non c'è nessuno (o quasi). Come Lendl costruì è bravo nel migliorarsi e costruirsi anno dopo anno. E proprio come il robot ceco iniziò il suo regno quando Borg smise, Connors era vecchio, Mac depresso e Becker/Edberg incompleti, lui emerge con Federer e Nadal incapaci di esprimere i picchi t...

ANDREAS SEPPI, IL GIUSTIZIERE DI FEDERER

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Foto di Robbiesaurus, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Generic Solo un evento straordinario, al limite del metafisico, poteva spingermi ad aggiornare queste pagine di sconcezze tennistiche: Orbene, il Petzche che trionfa a Wimbledon, inginocchiandosi come Borg e tenta di baciare appassionatamente sul palco reale la novantaseienne regina madre? Come no. L'ormai ex Picasso boccheggia, ischerzato da un rumeno nelle qualificazioni. O Rominuzza Oprandi vincente 8-6 al terzo, dopo tre ore di battaglia rusticana, contro l'arrotina Errani (simpatica come puntura di calabrone sul glande)? Figuriamoci, la tortorella svizzera è ormai una turista, ferma e con occhiali da sole, vergata da una modesta mandriana russa (o comunque dell'est, boh). Pronta per il beach tennis. Taylor Townsend numero uno al mondo? Magàra. Come vezzosa gazzella di un quintale e mezzo, tutta di fucsia, tiene botta per un'ora contro la pallettara smunta Wozniacki, poi molla il colpo. C...

WIMBLEDON 2014 - FEDERER, L'OTTAVA E' UNA MAGICA SINFONIA INCOMPIUTA

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Foto di Brian Minkoff-London Pixels, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 3.0 #FedererDjokovic. Premesso: la finale più bella, intensa e tecnicamente avvincente che abbia mai visto. E seguo tennis da quando le finali a Wimbledon le interrompeva la Rai, con al commento Bisteccone Galeazzi. Forse solo Ivanisevic-Rafter regge il confronto per intensità. Era il 2008, ed ero ubriaco. Non una novità, ma la ricordo nitidamente perché quella sera al distributore misi la benzina in una macchina diesel e la tipa con cui uscivo nitrì, testuale e brutale: «Pensavo fossi un cretino, ma non a questi livelli». Poi si fece   accompagnare da due buttafuori mulatti . Con alcuni avventori al bar mi ero però lanciato in una profezia da Nostradamus: «Se mai questo tale Djokovic dovesse battere Federer su erba, io mi taglio le palle. O mi iscrivo ai circoli di Forza Italia» . Capirete bene come la finale di oggi fosse per me assai delicata. Non tanto per gli inutili ammennicoli, quanto per ...

IL FASCINO SEXY DEL TENNIS SU ERBA. WIMBLEDON 2014 AL GIRO DI BOA

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Foto di Andrew Campbell, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Torneo che ha già decretato i suoi vincitori. Potrebbero già fare le foto col trofeo, e chiudere tutto: Radek Stepanek tra gli uomini, Barbora Záhlavová - Strýcová tra le donne. Con menzione d'onore per il décolleté più sexy della Wta, quello  dell'adorata Petrella Cetkovska. Il Brasile di Zico, Socrates, Falcao, Junior, Cerezo (e compagnia sambante) mai vinse un mondiale, come del resto l'Olanda di Cruyff. Quello dei pupazzi Neymar e Marcelo probabilmente sì. Cosa significa tutto ciò? A ognuno la sua riflessione. La mia è che per qualche ignobile congiura massonica, il sublime funambolo Radek Stepanek mai vincerà Wimbledon in singolare, mentre la marionetta di caucciù Novak Djokovic sì.  Terzo e quarto set giocati contro il muro serbo sul centrale ancora di virginale verde, rimarranno però impressi nella memoria come il miraggio di una birra gelata nel deserto del Sahara. E quindi, per me ...

RIUSCIRA' CAMILA GIORGI A CAMBIARE IL TENNIS E LA FISICA?

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Foto Andrew Campbell, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Giornate febbrili, patriotticamente avvincenti come un rutto di birra che squarcia il silenzio di un'afosa notte di fine giugno. «Gramellinesche» riflessioni post Mundial imperversano ovunque (giornali, blog, bar), e da cui ancora stento a riprendermi: «Italia Immobile», dal nome dell'umile attaccante sacrificato per far spazio al viziato Balotelli, emblema di un paese (immobile, per lo appunto). Dopo questo gioco di parole, uno potrebbe gettarsi a volo di gabbiano dal decimo piano. Ovviamente un bel pezzo sull'Italia multicolore che cambia, alla faccia dei Salvini, ce l'aveva pronto in caso di Balotelli protagonista, ma il lazzarone ci ha fatto battere solo la perfida Albione. Orbene, seguendo lo fulgido esempio (per i nazi grammar con sindrome napoleonica, è licenza) del prode romanziere, mi è venuta una riflessione assai ironica stamattina sulla tazza del cesso, dall'ammiccante titolo «Brunetta,...