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US OPEN 2026: ALCARAZ TORNA COME NIENTE FOSSE E SI PRENDE LA SCENA

  Alcaraz, il polso prodigioso sta bene, ma occhio al capezzolo.  Lo avevamo lasciato col capoccione rasato, a Melbourne, trionfatore pur senza brillare come in altre circostanze. Quattro mesi dopo, Carlitos Alcaraz è tornato a Flushing Meadows, brillante e ipertricotico.  Dopo l'esibizione circense del misto, avevo espresso grande scetticismo sul murciano. Anzi quella versione di Alcaraz fratellino minore impacciato di Serena, che tirava meno forte della 46enne ex campionessa (rientrata, forse no, si però, boh chi lo sa), mi pareva arrivato a New York come turista. Per onor di firma, quella preziosissima dello sponsor, che lo ha agghindato come un coatto capellone in canotta durante una vacanza a Ibiza, in cerca di spritz e figa esotica con cui fare serata e scattarsi i selfie. Invece Carlitos l'ex cabezon e ora capellon, è più furbo di quanto si possa immaginare: ha usato quella baracconata che spacciano come "salvezza del doppio misto" per tirare due pallette in su...

LA SCONFITTA DI DJOKOVIC AGLI US OPEN: L'UOMO CHE NON VOLEVA ARRENDERSI ALL'ETA'

Tonfo inatteso, nella prima giornata degli Us Open: Novak Djokovic crolla sotto gli agricoli colpi di Navone, ma prima ancora sotto il peso dei 39 anni, anche se dichiarati sono 22. L'occasione di chiudere da Goat Già ebbi modo di scrivere come Novak Djokovic avesse la grande opportunità di superare Nadal e Federer. E non solo nel numero di titoli, record e fantasticherie varie, ma nel modo di uscire di scena. Perché anche uscire di scena alla grande, ha il suo perché . Rispetto alla divinità elvetica, anche per via della pandemia, mestamente uscita di scena in un doppio contro due trucidi yankee in un match di esibizione, e il caudillo iberico impresentabile controfigura, battuto da un panda olandese in una Davis monca per la generazione alfa. Avrebbe potuto uscire di scena alla sua maniera, con quello spirito da indomito patriota: vincitore dell'oro olimpico per la sua Serbia. In una Parigi romantica. Dopo una battaglia di tre ore, a 37 anni e contro il ventenne numero uno...

US OPEN 2026, OSPEDALE FLUSHING MEADOWS: ASSENTE SINNER, FAVORITI ZVEREV E DJOKOVIC

Tra assenti eccellenti e presenze per onor di firma, prende il via l’edizione dell' US Open 2026 . Tra una caterva di forfait per infortunio stipati in lazzaretti improvvisati e tende da campo belliche, la sensazione è che a Flushing Meadows la vittoria finale sia una questione ristretta al duo Alexander Zverev e Novak Djokovic . Tra le donne, solita sexy ammucchiata laocoontica. Il tennis moderno vive una strana fase : vince semplicemente chi sta in piedi. Assenti: Sinner, Draper, Rune, Fonseca, Ruud più no che sì, Aliassime acciaccato, Fritz con un ginocchio e mezzo, Alcaraz presente per onor di firma e sponsor. Invece del compianto Gianni Clerici, ci starebbe bene un Luciano Onder d’annata per commentare le gesta tennistiche: “E allora vediamo... oggi parliamo dell’artrite reumatoide di Fritz, che ha degnamente affrontato la prostatite di Djokovic. Domani spicca il confronto tra la lombosciatalgia di Aliassime e la piorrea di Medvedev!” . Zverev e Djokovic: i favori...

NICK KYRGIOS POSITIVO ALLA COCAINA. È LA FINE DI UN TENNISTA DA SEMPRE SOPRA LE "RIGHE"?

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Una manciata di match giocati negli ultimi quattro anni, dopo la fantastica finale di Wimbledon ‘22, poi un profluvio insensato di uscite al limite del cringe: compulsività adolescenziale da social, polemista a buffo, autocompiacimento nel sentirsi selvaggio, esibizioni circensi contro donne. Gli mancano solo match contro orangutan o farsi sparare una palla di cannone in qualche circo stile Homer Simpson. Di tennis, e di quello che avrebbe potuto dare a questo sport, nemmeno l'ombra. Da anni. Uno si sforza di non pensarlo, men che meno citarlo, nelle sue mirabolanti peripezie da ragazzaccio bamboccione ormai trentunenne che non vuole crescere, ma proprio non ce la fa. Storia di ieri, o ieri l’altro: Nick Kyrgios positivo alla cocaina , sospeso per doping in attesa di una sentenza. E allora pensi che davvero la sua storia pseudo tennistica sia al triste capolinea. Cocaina e doping sportivo: stessa colpa e stessa pena? Due considerazion...

DJOKOVIC VUOLE SALVARE IL TENNIS: SET A 4 E NIENTE VANTAGGI

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Il tennis vive un momento di grosso tormento . Molti tennisti sono infortunati. La metà dei top ten vivono in infermeria, lungodegenti, con le ossa rotte. Val la pena ricordare i casi Alcaraz, Musetti, Rune, Draper, Fritz. Ma lo stesso dominatore Sinner, che ogni tanto sviene, bianco come un cencio, adesso ha un ginocchio ballerino. Malleoli rotti, tendini lesionati, schiene a pezzi, polsi lacerati, rotule e legamenti che saltano.  La conseguenza è che, questa settimana, nel 1000 canadese, tra infortunati e gente che preferisce preventivamente stare fermo per non rischiare infortuni, si ha un campo partecipanti da 250 basso, di quelli che in estate vincevano Seppi e Fognini. Esperti, scienziati, anatomopatologi e food blogger s'interrogano, scossi. Molti, i più illuminati, cercano soluzioni senza capire il problema. Sta lì il genio. “Si gioca troppo!” , squilla uno, seguito a ruota dagli altri. Il che è anche vero . Ma poi pensi che, gli stessi giocatori esausti e con ossa dolenti,...

IL TENNISTA PERFETTO E INVINCIBILE

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Stanotte ho avuto un incubo. C’era Ivan Lendl nella sua mega villa in Connecticut, mentre in vestaglia di seta trapuntata provava le volée sul campo in erba appositamente costruito per allenarsi a vincere Wimbledon nel 2047 e irrigato da solerti schiavi. Mi ha guardato con tono severo e, serrando la mascella volitiva, suggerito di scrivere un post che nessun sito tennistico, blog, podcast o profilo tik tok sulla cucina thailandese, ha mai avuto l'ardire di proporre. Qualcosa di rivoluzionario. Tenetevi forte: chi è il GOAT del tennis nell’era Open? In un passato ormai remoto e glorioso, stilai una top 10 delle leggende tennistiche. Ma, oltre a non contemplare i Fab Four, si trattava di una classifica soggettiva, senza riferimenti ai titoli vinti. Qui invece, grazie ad un sofisticato algoritmo, andrei a stabilire con certezza scientifica il vero GOAT. Appurato che tarando l'algoritmo secondo le mie preferenze i risultati venuti fuori sarebbero gli stessi della precedente classi...

SINNER RINUNCIA A MONTREAL E ALL'IRRIPETIBILE RECORD. PARTE LA POLEMICA PIÙ SCEMA DELL’ESTATE

  Potevamo farci mancare l’ennesima, pretestuosa, a tratti ridicolmente rancorosa, polemica estiva su Jannik Sinner? Certo che no. È, al solito, un connubio esplosivo tra tifosi invasati e addetti ai lavori queruli. Ciò che, una volta di più, mi salta all’occhio in queste ore, è un tristo paradosso. Il problema del tennis nel nostro paese, in passato, era quello di non avere giocatori competitivi, malgrado giornalisti di settore straordinariamente bravi e preparati, di ampio respiro internazionale. Gente da Hall of Fame come Gianni Clerici e Rino Tommasi, si ritrovava a descrivere, alla meglio, le gesta dei volenterosi Caratti, Canè, Pozzi. Ora che la fortuna ha fatto piovere dal cielo sulle nostre lande disperate un tennista-fenomeno assoluto, di quelli che nascono qui ogni centocinquant’anni, le sue imprese sono nelle mani sudaticce di giornalisti dal livello molto basso, a tratti scadente, con mentalità provinciale. Tranne due o tre eccezioni, ovvio, è gente della stessa risma d...

PIÙ FORTI I FAB FOUR O SINCARAZ? DAL VANGELO SECONDO MARAT SAFIN

Il periodo tra Wimbledon e Flushing Meadows, complice una calura asfissiante che ottunde le meningi, è tradizionalmente dedicato a ponderose riflessioni filosofiche e antropologiche attorno al tennis. Paragoni folli, con la convinzione di sembrare seri, tra ere diverse, tennisti di trent’anni fa e quelli attuali. Chi è il più grande di sempre? I campioni attuali sono più o meno forti di quelli del passato? Allora vedi frotte di scienziati con calcolatrice in mano che stilano classifiche, tabelle, sentenze definitive. Al loro rigore alfanumerico controbattono stizziti alcuni antropologi e criminologi forensi rimasti disoccupati dai vari salotti tv sul crime. Bene, quest’anno ci ha pensato Marat Safin a far saltare il banco, provocando reazioni scomposte . Almeno è uno che conosce il mestiere. L’ex campione russo, in sintesi, ha dichiarato che il livello del tennis attuale si è molto abbassato rispetto ai suoi tempi. E che Sinner e Alcaraz, pur fortissimi, non sarebbero mai arrivati nei...

SINNER FA IL BIS A WIMBLEDON. IL NUOVO ZVEREV 2.0. LINDA NOSKOVA REGINA: A STAR IS BORN?

Per una volta, parto dalle donne. Perché la finale tutta ceca riconcilia con questo sport al femminile, troppo spesso bistrattato da orbe violenze, personalità disturbanti e schiamazzi scomposti. La giovane e rampante Linda Noskova e la più esperta Karolina Muchova danno vita ad una gradevolissima finale di tennis, giocato in modo quasi classico. La “terba” londinese agevola il loro bel gioco a tutto campo, quasi musicale: la rinomata scuola ceca in tutto il suo splendore tecnico. Le due sono infatti capaci di svariare in ogni colpo, rotazione e angolo del campo. Più potente Noskova, notoriamente più tecnica e raffinata Karolina. Donne Linda Noskova Quando due anni fa, ancora teenager, arrivò ai quarti a Melbourne facendo fuori Swiatek (impazzita davanti a quel tennis imprevedibile, fatto di colpi potenti ma anche improvvise variazioni e tocchi a lei misconosciuti), pensai che dovesse solo mettersi a posto fisicamente, ma il potenziale c’era tutto.  Due anni dopo, eccola esplodere...

SINNER, TI DIVERTI ANCORA A GIOCARE A TENNIS?

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  Immaginate di essere un/a stagista, magari una italica Scarlett Johansson in “Scoop”. Vi trovate a poter fare una domanda a Jannik Sinner, vostro 24enne connazionale numero uno al mondo. Ha già vinto quattro slam, portato per la prima volta in Italia la sacra coppa di Wimbledon, fatto incetta di tutti i Masters 1000 possibili. Quest’anno ha perso tre volte (tre) in sei mesi (di cui una per un malessere), viene da una striscia spaventosa in cui ha falciato tutti in modo brutale e vinto tutti e sei i 1000 stagionali. Ed è in semifinale a Wimbledon, con buone possibilità di vittoria. Insomma, avrete millesettecentoventitrè possibili, sensate, profonde, tecniche e perché no, anche simpatiche o di gossip, domande da fargli . Ma voi, con la vista annebbiata e salivazione azzerata, gli chiedete: “Ti diverti ANCORA a giocare a tennis?”. Leggendo distrattamente i social, pare che questa scena sia davvero avvenuta, in mondi paralleli. Ho controllato meglio, per capire se invece che a Sinne...

SINNER-DJOKOVIC ACCENDE UN’EDIZIONE DI WIMBLEDON SBIADITA, FRA TRADIZIONI E CONTRADDIZIONI

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Nemmeno uno scroscio d’acqua su Wimbledon, in un’edizione 2026 del torneo un po’ sotto tono, ormai allineato alle semifinali. Tranne qualche fiammata di Dimitrov e le mirabolanti imprese dell’eroe per caso british Fery, torneo che stenta a decollare. L’assenza di pioggia e il caldo record hanno reso i prati dell’All England Club ancor più lenti e "giocabili". Un’erba con rimbalzi da cemento rapido, su cui tutti (tranne Ruud) possono palleggiare e la cui consistenza da terra sabbiosa consente un’agile scivolamento di qualsivoglia avventore (ve lo immaginate un Edberg-Chang del 1992, con quest’ultimo che poteva scivolare e passare come a Parigi?). Per agevolare i kolossal televisivi coi tennisti più forti, i tradizionalisti inglesi hanno accettato un'omologazione che fa perdere al torneo molto del suo fascino storico. Ormai del vecchio Wimbledon resistono solo il bianco candido e il verde-viola intorno. Ma sono, questi, discorsi vetusti, da lasciare agli antropologi pazzi d...